Simone Cosimi

Simone Cosimi

Mag 13, 2016, 12:09am

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Mag 13, 2016, 12:09am

Anche Amazon punta sulla febbre del momento: i “meal kit”

Accordo con Tyson Foods: insieme ad Amazon Fresh verranno consegnate scatole dove trovare gli ingredienti per specifici menu. Come nel caso dell'italiana Fanceat (e dopo la mossa del New York Times)

Amazon ha già una ricca esperienza con il cibo grazie al suo progetto Amazon Fresh, il braccio armato di consegne a domicilio di prodotti freschi che piano piano si sta espandendo ed è partito nei mesi scorsi anche a Milano e in alcuni comuni del circondario. Più che di Amazon Fresh, nel caso lombardo si tratta in realtà di un allargamento di fatto del meccanismo di Amazon Prime Now. Adesso, però, il “negozio del mondo” pare volersi accodare al New York Times e lanciare una piattaforma di consegna a domicilio di kit pronti per la preparazione di menu.

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L’accordo con Tyson Foods

Un po’ come fa Fanceat in Italia, Amazon ha stretto un accordo con Tyson Foods, grossa azienda del mondo della lavorazione alimentare industriale, per arricchire Amazon Fresh di un ulteriore servizio di questo genere. In effetti i meal kit sembrano essere la “next big thing” del food delivery: non più il piatto pronto da mangiare ma una scatola contenente gli ingredienti, più o meno lavorati e arricchiti, per cucinare con facilità una serie di piatti. Della serie, chef per una sera. È esattamente quello che propone, sempre negli Stati Uniti, la startup Chef’d con cui giusto l’altro giorno il New York Times ha stretto una simile partnership: il colosso editoriale ci mette le ricette della sua inimitabile sezione Cooking e Chef’d tutto il resto, dalla logistica alla preparazione.

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Un meal kit firmato Blue Apron

Le altre startup

Oltre a Chef’d ce ne sono molte altre a stelle e strisce che propongono questo genere di servizio: Plated, Blue Apron (leader del neonato settore con otto milioni di kit consegnati ogni mese e una valutazione da due miliardi di dollari), Home Chef, Munchery, HelloFresh (valutata quasi 3 miliardi di dollari) e così via. Nella sostanza, piazzano il food delivery a uno stadio precedente: in abbonamento o meno, ti consegnano gli ingredienti precisi per specifici menu, in parte già pronti. Così, specie se hai una serata particolare, non ti rimane che aprire, cucinare e impiattare. L’abbiamo provato con Fanceat, che ha lanciato delle collaborazioni con una serie di interessanti giovani chef da diversi ristoranti italiani, e in effetti l’effetto è garantito perché duplice: da una parte ci si diverte, dall’altra ci si infila nelle dinamiche della cucina di qualità.

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Il meal kit dell’italiana Fanceat

L’integrazione con Amazon Fresh

Secondo il partner di Amazon, Tyson Foods, i kit del gigante di Jeff Bezos si chiameranno Tyson Taste Makers e verranno fuori da un’integrazione di fatto col meccanismo Amazon Fresh. In effetti, ben più che nel caso del NYTimes, il patto non fa una piega. Al momento Amazon Fresh è attivo in California, a New York e Seattle e costa 299 euro all’anno.

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Partenza in autunno

Si partirà il prossimo autunno: “Stiamo allargando la nostra collaborazione con Amazon Fresh – aveva spiegato qualche tempo fa Donald Smith, il Ceo di Tyson Foods – insegneremo loro come preconfezionare, disidratare, affumicare, marinare gli ingredienti in modo che chi li riceve non debba che cucinarli. Ma li ispireremo anche a esplorare nuovi ingredienti, magari mai usati finora”. Nel mercato statunitense del food & beverage Amazon sta d’altronde diventando un player di primo piano: secondo un recente rapporto di Cowen & co. entro il 2021 venderà 23 miliardi di dollari prodotti freschi, diventando il settimo rivenditore a stelle e strisce.