La pasta è bio? Te lo dice la blockchain | The Food Makers
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Ultimo aggiornamento il 20 novembre 2019 alle 18:00

La pasta è bio? Te lo dice la blockchain

Accordo del Gruppo Grigi con Ibm per certificare la filiera del brand Aliveris tramite il meccanismo Food Trust del colosso statunitense

Da dove viene la pasta? Te lo dice la blockchain. Il Gruppo Grigi, storico leader del settore zootecnico, dei mangimi e anche alimentare, vuole offrire ai consumatori indicazioni precise sulla provenienza dei propri prodotti. In particolare della pasta Aliveris ottenuta da grano biologico 100% con germe di soia bio e trafilatura al bronzo. Fa parte di Food Italiae, una filiera agroalimentare che aderisce al progetto Ibm Food Trust.

 

Che cos’è Ibm Food Trust

Di cosa si tratta? Di una piattaforma, unica nel suo genere, che collega l’ecosistema di produttori, fornitori e rivenditori di tutta la filiera alimentare per garantire sicurezza e sostenibilità. In particolare, l’iniziativa si inserisce nell’ambito di un accordo di collaborazione tra Ibm e Gruppo Grigi, divisione agroalimentare, per utilizzare la tecnologia blockchain, basata su Ibm Cloud, a cominciare dalla tracciabilità della pasta biologica commercializzata con il marchio Aliveris  per poi passare ad altri prodotti del gruppo umbro.

Realizzato in collaborazione con un Business Partner Ibm di Perugia e Sas Informatica, che si occuperà di mettere a disposizione della piattaforma i dati del prodotto e dell’intero processo di produzione, il progetto consentirà ai consumatori di reperire informazioni sulla storia del prodotto. Ovviamente solo chi è autorizzato potrà aggiungere e controllare i dati in base al proprio ruolo nella filiera. Questo permetterà di assegnare in modo chiaro e immutabile le responsabilità di quanto verrà inserito e di gestire qualunque evento in tempo reale. La rete blockchain utilizzata è infatti permissioned, vale a dire che impone un controllo preciso su chi è autorizzato ad accedere alle varie informazioni registrate.

 

I dati a disposizione della Gdo

In questo modo verrà validata l’intera catena di approvvigionamento e di distribuzione: dall’origine delle sementi di grano duro biologico da colture controllate agli agricoltori selezionati passando per le caratteristiche dei luoghi di conservazione fino alle attività di trasporto e dunque al consumatore finale. Entro la fine dell’anno i grandi distributori che già fanno parte dell’Ibm Food Trust, come ad esempio Carrefour o Walmart, avranno quindi a disposizione preziose informazioni per poter scegliere una pasta biologica certificata e sicura da proporre ai propri consumatori.

Lo scopo della piattaforma Ibm Food Trust in campo alimentare, infatti, è quello di offrire la massima trasparenza e fiducia ai consumatori finali che, grazie a questo tipo di certificazione, potranno avere maggiori garanzie sulla qualità del prodotto che acquistano – si legge in una nota – la tecnologia blockchain applicata al settore alimentare introduce, di fatto, molti vantaggi tra cui quello di garantire la freschezza degli alimenti, tenendo sotto controllo i tempi di stoccaggio, eliminando le possibilità di frodi ed errori, oltre a ridurre gli sprechi”. Uno dei tanti usi indagati nel corso degli scorsi anni e che oggi trovano applicazioni concrete.

 

I consumatori vogliono più trasparenza

Dal canto suo, in questo modo il Gruppo Grigi – 10 stabilimenti in Italia in settori che vanno dagli allevamenti alla trasformazione – potrà proporsi alla Gdo con prodotti di qualità ancora più sicuri e sostenibili, aspetti a cui i consumatori riservano sempre maggiore attenzione quando vanno a fare la spesa. D’altronde le ricerche ci raccontano che ogni anno una persona su dieci al mondo è vittima di forme da contaminazione da cibo e 420mila sono le vittime, che un terzo del cibo si spreca e solo  un consumatore su quattro crede all’attuale comunicazione dei brand. Non basta: nonostante la sicurezza i casi di richiamo di prodotti (i cosiddetti recall) sono raddoppiati dal 2002 ad oggi; il 55% dei consumatori richiede più informazioni precise sulla provenienza di un prodotto e sulla sua sostenibilità ambientale ed etica e il 94% dei consumatori dichiara che sarebbe più fedele ai brand che offrono maggiore trasparenza ai propri prodotti.

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