Da blockchain a robotica: ecco le aree di Agritech Startup Challenge
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Set 19, 2019

Dalla blockchain alla robotica in campo: ecco le aree di interesse di Agritech Startup Challenge

Manca un mese alla chiusura del bando che raccoglie idee e startup innovative capaci di rendere più sostenibile l’intera filiera agroalimentare

Set 19, 2019

Dalla blockchain alla robotica in campo: ecco le aree di interesse di Agritech Startup Challenge

Manca un mese alla chiusura del bando che raccoglie idee e startup innovative capaci di rendere più sostenibile l’intera filiera agroalimentare

C’è tempo fino a martedì 15 ottobre per partecipare alla Agritech Startup Challenge, la call for ideas organizzata da Corteva Agriscience che premierà la migliore idea di business incentrata su potenzialità tech come blockchain, robotica e big data per innovare il mondo dell’agricoltura e l’intera filiera agroalimentare. Migliorando, al tempo stesso, anche la vita dei consumatori. Una volta chiusa la fase delle iscrizioni, entro il 30 novembre verrà pubblicata la lista dei finalisti che presenteranno i propri progetti, a dicembre, nella nuova sede di Corteva a Cremona. Alla startup o progetto innovativo vincente Corteva destinerà un finanziamento di 50mila euro. L’azienda inoltre riserverà ad altri candidati non vincitori la possibilità di attivare collaborazioni in un’ottica di open innovation.

Come partecipare?

Per partecipare all’Agritech Startup Challenge basta compilare il form online sul sito ufficiale di Corteva, inserendo l’area di interesse della propria idea di business. Le categorie sono sette in tutto: blockchain, agricoltura di precisione, big data, food loss&waste, supply&demand, robotica e miglioramento genetico, protezione delle culture. Oltre a una presentazione del proprio progetto, per partecipare alla call è necessario anche caricare un business plan che dimostri la piena sostenibilità del proprio business.

Leggi anche: Agritech Startup Challenge: Corteva premia con 50 mila euro il progetto migliore

Le aree di interesse

La blockchain garantisce sicurezza in ambito fintech, ma potrebbe riservare scenari interessanti anche per quanto riguarda il mondo dell’agricoltura. Le soluzioni che Corteva immagina, grazie a questa tecnologia, riguardano ad esempio la verifica della provenienza delle materie prime: in altre parole, offrire ai consumatori la possibilità di tracciare l’intera filiera dei prodotti che acquistano.

Come spiega Flavio Cozzoli, Digital Business and Transformation Manager di Corteva, «questa call rappresenta l’inizio di un percorso di open innovation con startup, centri di ricerca universitari e innovatori in Italia per l’identificazione di soluzioni ai bisogni più pressanti in ambito Agritech». Ecco perché il bando apre anche a soluzioni che sfruttino i dati per migliorare e orientare la produzione agricola, riducendo danni ambientali e sprechi di risorse preziose, come l’acqua.

Come vi avevamo raccontato, lo spreco di cibo nel mondo genera la stessa mole di inquinamento prodotta insieme da Usa e Cina (qualcosa come l’8% delle emissioni di gas serra a livello globale). Per questo Corteva ha sentito la necessità di stimolare, con questa iniziativa, lo sviluppo di idee innovative che riducano il più possibile i rischi di sprechi sia per il produttore, sia per il consumatore.

Agritech Startup Challenge raccoglie progetti caratterizzati da un alto livello di innovazione, compresi quelli che comportano l’uso di robot farmer o droni, macchinari che sfruttati in tutte le loro potenzialità possono impattare non soltanto sulla sicurezza degli operatori, ma anche sul monitoraggio dei campi.

Tech e ricerca

Innovazione, oggi più che mai, significa anche digitale, in particolare quando un’idea innovativa riesce a favorire l’incontro tra domanda e offerta nel mondo agricolo, avvicinando produttori e consumatori. Innovazione, infine, è anche ricerca scientifica per il miglioramento e la protezione delle culture. La Agritech Startup Challenge si rivolge infatti anche a chi lavora sui prodotti per il contrasto di malattie parassitarie ed erbe infestanti, per rendere più efficiente la produzione e ridurre, ancora una volta, gli sprechi di risorse.

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