Simone Cosimi

Simone Cosimi

Set 21, 2017, 3:56pm

Simone Cosimi

Simone Cosimi

Set 21, 2017, 3:56pm

Airbnb vale 6,5 miliardi di euro per i ristoranti, 257 milioni a Roma

Un rapporto della piattaforma su 44 metropoli internazionali indaga l'impatto degli ospiti sulla ristorazione locale: in media spendono fra i 40 e i 100 dollari a serata, spesso nel quartiere dove alloggiano

Quanto mangiano gli ospiti di Airbnb a Roma? Tanto. Più o meno, 257 milioni di euro. Questo l’indotto generato, dal settembre 2016, per la rete della ristorazione capitolina dalle persone che hanno alloggiato nelle stanze e nelle case messe in affitto sulla piattaforma che ha rivoluzionato il turismo internazionale.

I dati nel mondo

Il sito ha pubblicato un report globale che dedica tuttavia un focus alla Capitale. Secondo il documento, intitolato Airbnb: Generating $6.5 billion for restaurants around the world e dedicato proprio all’impatto del turismo “Airbnb-driven” sul comparto gastronomico delle varie città del mondo, il giro d’affari complessivo è di 6,5 miliardi di dollari. Fra le 44 metropoli considerate il rapporto stringe poi sulle dieci europee tra cui Barcellona, Londra e Parigi. In queste città i “guest” sborseranno nel 2017 2,5 miliardi di euro per mangiare, 700 milioni in più del 2016.

La gentrificazione della ristorazione

A quanto pare gli ospiti di Airbnb spendono fra i 40 e i 100 dollari a serata e, considerando che tre quarti di questi alloggiano in quartieri spesso lontani dalle zone turistiche e alberghiere, le ricadute sono positive anche per quegli esercizi meno abituati a un certo tipo di clientela. Verrebbe quasi da chiamarla la “gentrificazione della ristorazione”. Quasi la metà (43%) delle spese degli ospiti avviene infatti all’interno dello stesso quartiere in cui soggiornano. Altro dato interessante è che il 56% degli ospiti che ha risparmiato prenotando un alloggio su Airbnb ha speso di più in cibo e shopping. Ci sarebbe insomma una sorta di bilanciamento.

Gli italiani sono orgogliosi del loro amore per i prodotti alimentari tradizionali a km zero e gli ospiti di Airbnb a Roma non fanno eccezione – ha spiegato Matteo Stifanelli, country manager di Airbnb Italia – che si tratti di provare una pizzeria a conduzione famigliare, gustare vino locale o assaggiare prodotti locali come il Parmigiano Reggiano, è evidente che la cucina in Italia giochi un ruolo importante nell’economia locale”. Senza contare il sostegno ai posti di lavoro, appunto nei quartieri meno gettonati. Se si considera che Airbnb offre sistemazioni, le più diverse, in 65mila città di 191 nazioni, si capiscono le dimensioni del fenomeno.

L’accordo con Resy

Non è l’unica novità: il report segue infatti l’annuncio di un accordo fra la piattaforma e l’applicazione Resy per prenotare i ristoranti online. Gli ospiti possono ora prenotare il proprio tavolo direttamente da Airbnb o dall’applicazione. Che così, mentre lancia le esperienze in molte città del mondo, continua la sua espansione oltre l’ospitalità strettamente intesa.

Il servizio di prenotazione ristoranti su Airbnb attraverso Resy è già disponibile nelle 16 città statunitensi più interessanti dal punto di vista gastronomico tra cui New York, Los Angeles, Washington D.C., San Francisco, Miami, Charleston, Austin, Seattle, Denver, Portland, Atlanta, New Orleans e Nashville.