Dal gelato alla liquirizia ai biscotti alle alghe. In volo il menù è antistress

La compagnia aerea britannica Monarch propone snack a base di echinacea, alghe marine e nocciole per rilassare o risvegliare i passeggeri a seconda della fase del volo. Dietro le quinte Charles Spence, esperto di Oxford, e la tv star Heston Blumenthal

Volare è uno dei modi più affascinanti di viaggiare. E anche mangiare a bordo, nonostante l’abitudine sempre più frequente ai low cost abbia mutilato almeno in parte questo fascino, mantiene comunque un suo piacere. Nonostante i cibi, spesso, risultino poco saporiti. Volare può essere però anche molto stressante, specialmente quando si tratti di lunghe tratte – magari per gli Stati Uniti, l’Australia o l’Asia – o ci siano di mezzo degli scali. Adesso una compagnia aerea prova a lenire questo disagio passando proprio dal cibo. E dalla scienza.

Il menu di Monarch

Si tratta della Monarch Airline, una low cost britannica più volte piazzatasi al vertice di alcune classifiche internazionali, che dopo un’attenta analisi scientifica condotta dallo psicologo alimentare di Oxford Charles Spence ha deciso di proporre un menu ad hoc per combattere lo stress da viaggio. Spence ha collaborato con l’esperto e star della tv Heston Blumenthal di Fat Duck, il ristorante 3 stelle Michelin di Bray, nel Berkshire, con cui lavora d’altronde da tempo, e con lo chef Jozef Youssef. Il risultato è una serie di snack per l’umore, chiamiamoli così, cucinati proprio per sostenere e gratificare il viaggiatore in certe parti del volo.

Le portate

In cosa consiste? Prima della partenza, per esempio, ai passeggeri viene servito un gelato nero a base di liquirizia ed echinacea. Entrambe le sostanze aumentano le difese immunitarie – la seconda si usa per esempio contro raffreddore e influenza – e il colore scuro sorprende i passeggeri, sostiene Spence, distraendoli dal decollo che resta in assoluto, per molti, la fase più critica e foriera d’ansia e nervosismo. Dopo il gelatino, ai passeggeri di Monarch viene proposto un dolcetto di riso a base di lavanda e tè verde, un po’ come i mochi giapponesi. Anche in questo caso c’è una ragione ben precisa: la lavanda serve a calmare e rilassare, favorendo il sonno, mentre il tè verde, di nuovo, sostiene le difese immunitarie.

Lo studio

Il menu è stato messo a punto dopo uno studio condotto dalla compagnia su duemila passeggeri: ne era uscito che il 72% riteneva trovare e vivere il viaggio piuttosto stressante e che addirittura un terzo non riusciva a rilassarsi se non a partire dal terzo giorno di ferie. Uno dei primi dieci motivi di stress è risultato proprio quello dei viaggio, in particolare legato alle scarse scelte gastronomiche anche nelle classi economiche.

In volo e all’atterraggio

Non finisce qui. Dopo mezz’ora dal decollo steward e hostess serviranno del tè alle erbe per favorire la digestione e combattere il mal d’aereo. Insieme alla bevanda vengono proposti dei biscotti croccanti a base di alghe marine che risultano molto “umami”, cioè solleticano il quinto gusto, quello sapido scoperto nel 1909 da Kikunae Ikeda, professore all’università Imperiale di Toky, nel brodo dashi, elemento fondamentale nella cucina giapponese. Ma che fa parte, da sempre, anche di altre cucine fra cui quella italiana: dal prosciutto stagionato ai pomodori maturi, sono molti gli alimenti che lo possiedono di natura.

Il fatto è che altitudine, aria condizionata e pressurizzazione inibiscono il gusto ma l’umami rimane ben percepibile anche oltre i 10mila metri. D’altronde è proprio la ragione per cui un buon Bloody Mary risulterebbe notevole anche ad alta quota. Infine, all’atterraggio, i passeggeri saranno lusingati con una barretta di nocciole caramellate con funghi e pomodori in polvere. L’obiettivo è chiaro: recuperare le energie e risvegliare i sensi, pronti per aggredire la nuova destinazione.

Ti potrebbe interessare anche

15 cibi che vi faranno eliminare lo stress (secondo Forbes)

In un libro tutte le proprietà degli alimenti più strani – ma buoni – da inserire nella vostra dieta quotidiana. Come le noci del Brasile che…

A Torino l’alta cucina si paga col baratto

Pagare il conto di un pasto d’alta cucina dando in cambio qualcosa che non ci serve più. Al Birichin di chef Nicola Batavia è possibile grazie a iBarter, piattaforma per gli scambi online che conta centinaia di utenti

Adesso si può ordinare la pizza via Messenger, ad un bot: l’esperimento Pizza Hut

Il food delivery tradizionale sarà costretto a reinventarsi dalle fondamenta? Intanto le grandi catene, da Subway a Domino, stanno già stanando i Millennials nelle loro tane: le chat

In auto per 30mila chilometri per accompagnare la figlia al college

Huang Haitao aveva promesso a sua figlia che avrebbe attraversato 26 nazioni se fosse stata accettata in un’università americana. Quando la lettera di ammissione è arrivata da Seattle, non ha potuto far altro che partire con lei dalla Cina verso gli Stati Uniti

Diane Jooris usa la realtà virtuale per aiutare i malati di cancro. La storia

Oncomfort, azienda americana, crea software che abbassano i livelli di stress e di dolore dei pazienti affetti da cancro. La fondatrice del progetto racconta a StartupItalia! la sua esperienza che l’ha portata a pensare a questa particolare terapia