Ecco i 16 progetti scelti da Digital Magics per Future Food

I team scelti parteciperanno a un evento finale, in cui esporranno la loro idea davanti a una platea di potenziali investitori

In un mondo che entro il 2050 potrebbe arrivare ad ospitare 9 miliardi di persone, pensare a una produzione agroalimentare innovativa non è solo un business, ma una priorità. Per questo Digital Magics, dopo aver lanciato la Call for Innovation, ha scelto le 16 idee selezionate per Future Food. Le startup selezionate sono state individuate tra 76 progetti. Si va dall’allevamento di insetti commestibili all’ecommerce per creare orto, uliveto e frutteto, passando per l’alveare hi-tech, il network di cuoche casalinghe e le pappe bio per svezzare i bimbi. Poi c’è chi ha investito le proprie energie per pensare un’agricoltura di precisione, sviluppata grazie a droni, satelliti e GPS. Al servizio di chef a domicilio, al network di cuoche casalinghe e all’elettrodomestico per coltivare le verdure in casa.

Future Food

Ecco i progetti di Future Food

3Bee. Attraverso un device installato all’interno delle arnie, sarà possibile valutare i parametri vitali delle api. I dati vengono poi trasmessi in cloud all’apicoltore.

Agricolus. Si tratta di un sistema di precisione che raccoglie e analizza i dati derivata da droni, satelliti, sensori e GPS, ottimizzando gli interventi nei campi e migliorando le coltivazioni.

Alma Eureka. L’obiettivo di questa startup è allevare e produrre insetti commestibili in Italia. Gli insetti allevati si nutriranno di scarti di lavorazione di prodotti locali, creando una filiera davvero corta.

Cooki. Si tratta di un gestionale alimentare che, oltre a organizzare ricette, lista fornitori, etichette e menu, calcola i valori nutrizionali di ciò che viene prodotto e tiene conto anche degli allergeni, in modo da tutelare chi prepara e vende alimenti (il tutto nel rispetto dei regolamenti europei e nazionali).

Edo. Attraverso la lettura di un codice a barre, quest’app mobile dà un giudizio da 0 a 10 sulla salubrità dei prodotti che compriamo ogni giorno al supermercato.

Kase. Questa startup ha lavorato su una scatola per i servizi di food delivery, capace di ridurre i costi di trasporto dei generi alimentari che necessitano dei camion refrigerati.

Le Cesarine. Questo network raccoglie cuoche casalinghe esperte, specializzate in cucina tradizionale, per creare eventi gastronomici casalinghi a base di ricette locali.

Di Mamma M’Ama vi abbiamo diffusamente parlato qui.

MyAgry. Questo e-commerce è pensato per creare orti, uliveti e frutteti a distanza. Si scelgono le colture e le modalità di conduzioni e degli esperti preparano i terreni, fanno la semina e curano le piante fino a raccogliere e consegnare i prodotti finali fino alla tavola dell’utente.

MyCheffy. Questa piattaforma web raccoglie una seleziona di chef a domicilio. Si sceglie il menu e il cuoco potrà prepararlo direttamente in casa dell’utente.

My Eatness. Attraverso un processo innovativo di trasformazione e conservazione delle proprietà dei frutti della terra, questa startup si occupa di produrre cibi nutraceuti e salutari con un alto contenuto di principi nutritivi.

MagicBox. Secondo questa startup, il futuro è nella coltivazinoe aeroponica completamente automatizzata. In questo modo si possono crearre serre per interni ed esterni, senza intaccare ulteriori risorse ambientali e rendendo coltivabili ambienti ostili.

Quomi. In questa startup, che ha sedotto anche Barilla, Digital Magics aveva già creduto, comprandone il 12,5%.

RobotFarm®. Creare un orto in casa con l’aiuto di una serra grane quanto un elettrodomestico: questo è l’obiettivo della startup, che mira a diffondere un’agricoltura senza pesticidi e fitofarmaci. Questa tecnologia è in grado di produrre cibo per tutto l’anno, risparmiando acqua ed energia. Non è necessario essere degli agronomi per usarla: funziona anche se non si ha il pollice verde.

TomorrowData. Da questa startup nasce il Maturum Project, un modo per sapere se, tramite sensori, il grado di maturazione del prodotto esaminato è quello richiesto.

Infine WeBeers, di cui vi abbiamo parlato qui.

A selezionare le idee più brillanti per Future Food c’erano Marco Gay, Vicepresidente Esecutivo di Digital Magics, Layla Pavone, Amministratore Delegato Digital Magics per l’Industry Innovation, Edmondo Sparano, Chief Digital Officer e Consigliere Digital Magics, Paola Camera, Responsabile Ufficio Network Banche e Reti Territoriali Intesa Sanpaolo, Stefano Bianconi, Servizio Politiche di Sviluppo economico, Ricerca Industriale e Innovazione Tecnologica Regione Emilia Romagna, Claudio Bighinati, Presidente Comitato regionale Giovani Imprenditori dell’Industria di Confindustria Emilia-Romagna, Duccio Caccioni, Direttore Marketing&Qualità Centro AgroAlimentare di Bologna (CAAB), Donata Folesani, Responsabile dei Servizi dedicati alla Finanza per l’Innovazione, alla Valorizzazione della Proprietà Intellettuale e alla Contrattualistica per il Trasferimento Tecnologico di Aster, Ludovica Leone, Director of Studies – MBA Food and Wine della Bologna Business School, Giampaolo Pagliuca, Scouting e Supporto al Business Plan di Almacube, incubatore partecipato dall’Università di Bologna e Matteo Vignoli, Responsabile del Master Food Innovation Program dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

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