Abbiamo provato la neocarne italiana di Joy Food (che si trova anche all'Esselunga) | The Food Makers

Ultimo aggiornamento il 29 aprile 2020 alle 8:06

Abbiamo provato la neocarne italiana di Joy Food (che si trova anche all’Esselunga)

Un prodotto che non lascia affatto insoddisfatti, alternativa gustosa per ogni tipo di regime alimentare e sfida interessante ai colossi della ricerca statunitense sui cibi a base vegetale di nuova generazione

La tabella degli ingredienti, per esempio degli “straccetti gusto pollo”, è molto breve: estruso di proteine di soia all’89% (acqua, proteine di soia, fibra vegetale), olio di girasole, aromi naturali, estratto di lievito, sale. Fine. Varia di poco per i “dadini gusto pancetta” o per lo “spezzatino alle erbe” che accoglie anche zucchero bruciato e piante aromatiche per lo 0,5%. La neocarne dell’umbra Joy Food – ma chiamiamoli “analoghi della carne” a base vegetale – tenta il salto e sbarca sugli scaffali di alcuni punti vendita Esselunga. Una confezione da 165 grammi (24% di proteine) costerà fra 2,79 e 2,99 euro, una scelta importante in un settore segnato da prezzi spesso elevati. Si tratta di prodotti surgelati.

Gusto e attenzione per il flexitarianesimo

La linea Food Evolution del gruppo gestito dalla famiglia Musacchio serve a sposare gusto e alimentazione consapevole. Dando un’alternativa ideale a chi segue diete vegane, vegetariane o pescivoriane (no carne, sì pesce) così come per chi ha diminuito le razioni di carne dandosi al cosiddetto “flexitarianesimo”, che promuove uno stile alimentare più rispettoso dell’ambiente, con un consumo consapevole di carne e un maggior apporto di proteine vegetali. Ma è anche una sfida ingegneristica interessante ai colossi statunitensi come Impossible Foods, Beyond Meat o Just (la ex Hampton Creek) che, con tecniche diverse ma obiettivi comuni, hanno sfornato in questi anni hamburger, polpette, maionese e altri prodotti a base vegetale. Ma con sapori e consistenze distanti anni luce dai preparati a cui siamo abituati, e che non sempre fanno impazzire il palato, partoriti grazie a nuove tecniche di produzione e trasformazione e a un’attenzione più spiccata per le materie prime.

La prova

Abbiamo assaggiato la neocarne umbra e in effetti il sapore, la crosticina che si crea in cottura, perfino il sughetto che ne esce, non lasciano affatto a desiderare. Tutto il contrario: chi vorrà ci assaporerà una suggestione di carne, chi non vorrà un prodotto nuovo di zecca ma totalmente diverso da ciò che si trova sugli scaffali dei supermercati. Si tratta di soluzioni ideali da inserire nello spazio circostante ai prodotti tradizionali a base vegetale, spesso non troppo sostenibili e dai gusti talvolta insopportabili. Discorso diverso ovviamente per i fondamentalisti della fiorentina o della grigliata, per i quali ovviamente gli esperimenti di Impossible Food o anche di Joy Food sono inaccettabili affronti. Problemi loro.

La nostra prova

Il dubbio del nome

L’unico dubbio, assodata la soddisfazione della prova, sta nel lasciare un nome di mercato che allude a prodotti a base animale (straccetti, dadini, pollo, pancetta, spazzatino). Si tratta di una mossa ovviamente discutibile, non tanto per la corretta informazione ai consumatori – che in realtà è garantita da molte altre indicazioni sulla confezione, e poi si parla pur sempre di “gusto” – quanto per l’attaccabilità da parte dei produttori e distributori di carne. Presta cioè il fianco a critiche gratuite quando il prodotto ha una sua dignità già di per sé stesso, e non solo come rimpiazzo ma anzitutto come prima scelta da mettere in tavola. Ma forse è una mossa che l’azienda ritiene obbligata per entrare nel mercato e accompagnare i consumatori. In ogni caso, i tempi sono maturi per abbandonare le noiose polemiche onomastiche e le battaglie fra tifosi, concentrandoci e concentrarsi sulla sostanza.

L’impianto e la produzione

L’impianto di produzione di Joy Food a Piegaro, in provincia di Perugia, è all’avanguardia, con macchinari di nuova generazione realizzati ad hoc a garanzia di elevati standard qualitativi. Il processo produttivo tramite estrusione della soia (non Ogm) ad alta umidità permette di replicare aspetto e consistenza della carne tradizionale. L’etichetta corta, che include un massimo di sei ingredienti e l’utilizzo di soli aromi naturali, fa il resto insieme all’elevato contenuto proteico (compreso tra 23,4 e 24,3 grammi di proteine per 100 grammi di prodotto). Completano la linea Food Evolution l’assenza di glutine.

Al giorno d’oggi -​ spiega Alberto Musacchio, fondatore e Ceo del gruppo – ​alimentarsi in modo consapevole è un dovere di tutti ed è la natura stessa a chiederlo. Con Food Evolution desideriamo portare il nostro contributo nel guidare le persone verso regimi alimentari più sostenibili, che prevedano un maggior consumo di proteine vegetali in luogo di quelle animali. Per tale ragione, essere presenti in Esselunga, ci aiuterà nell’espansione del nostro brand su scala nazionale”. Una scelta più ampia nella grande distribuzione, e prezzi più contenuti, non possono che essere una buona notizia non solo per le piccole ma agguerrite realtà come Joy Food che puntano sulla sostenibilità ma anche per le persone: fare la spesa dovrebbe essere un atto democratico nella più ampia disponibilità possibile. Al di là di ogni (inutile) provocazione.

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