AgTech, che cosa fa Elaisian la startup dell'olivocoltura smart | The Food Makers
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Ultimo aggiornamento il 5 Aprile 2021 alle 8:00

AgTech, che cosa fa Elaisian la startup dell’olivocoltura smart

La startup focalizzata sul rendere l'olivicoltura smart ha chiuso un aumento di capitale da un milione di euro per migliorare la propria offerta ed espandersi all'estero

L’olivicoltura può diventare 4.0? Secondo Giovanni Di Mambro e Damiano Angelici certamente sì, anzi, deve evolversi per restare al passo coi tempi. E così i due ragazzi nel 2016 hanno lanciato Elaisian, una startup che ha messo a punto un Dss (Decision support system) in grado di assistere gli olivicoltori nella gestione ottimale delle proprie piante.

Dopo un percorso di accelerazione all’interno di Startupbootcamp FoodTech, Elaisian ha ottenuto subito un ottimo riscontro tra gli agricoltori italiani e spagnoli. Nel 2018 ha lanciato una campagna di crowdfunding che in 24 ore ha portato la startup a raccogliere gli 80mila euro di budget obiettivo e la scorsa settimana ha concluso un ben più interessante aumento di capitale del valore di un milione di euro.

“Elaisian è un sistema di supporto alle decisioni che previene le malattie dell’olivo e della vite ed è in grado di ottimizzare i processi di coltivazione. La startup ha lo scopo di promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo attraverso lo sviluppo di servizi per la digitalizzazione”, ci spiega Giovanni Di Mambro, fondatore della startup.

L’intervista

Quali somme avete ricevuto durante l’ultimo round di investimento?

Fortitude Group Holding investment e Innova Venture hanno investito in Elaisian complessivamente 625 mila euro. All’investimento hanno partecipato diversi business angel con ulteriori 280 mila euro, a cui si aggiunge anche il contribuito della Regione Puglia per 160 mila euro, portando così l’investimento totale a oltre 1 milione di euro.

A che cosa vi serviranno questi nuovi fondi?

L’investimento consentirà di consolidare il mercato italiano e spagnolo, andando poi a scalare in altri Paesi del Mediterraneo dove l’azienda è già presente, come Grecia, Portogallo e Nord Africa.

Qual è la vostra strategia di crescita?

L’obiettivo è di crescere a livello internazionale andando a digitalizzare un maggior numero di aziende agricole, agronomi e cooperative su larga scala. Lato prodotto, oltre a olivo e vite stiamo iniziando a lavorare su ulteriori 2 coltivazioni in modo tale da ampliare il pacchetto di offerta.

Come è nata l’idea di fondare una startup dedicata al mondo dell’olivicoltura?

Io e Damiano siamo economisti da un punto di vista accademico e siamo nati professionalmente nel settore dell’innovazione agroalimentare. Inoltre Damiano proviene da una famiglia che produce olio e vino in Sabina, l’azienda agricola Sopranzi. Analizzando le dinamiche della sua e di molte altre aziende agricole in tutta Italia abbiamo deciso di creare una soluzione su misura, in supporto di ogni agricoltore, agronomo, azienda e cooperativa. Siamo nati in risposta al cambiamento climatico e ai danni che ne conseguono. Ad oggi gli agricoltori hanno un approccio all’agricoltura di tipo curativo e non preventivo, ovvero spesso si interviene solo dopo che si è presentato un problema. Abbiamo quindi deciso di rivoluzionare questo concetto andando ad agire sulla prevenzione e sull’ottimizzazione.

Quali sono state le vostre milestone?

Agli inizi del 2019 abbiamo aperto il mercato spagnolo e la nostra sede prima a Cordoba e poi a Madrid, sicuramente un punto cruciale per la nostra crescita fuori l’Italia. Negli ultimi 12 mesi la crescita di Elaisian è stata tanto significativa da portare a raddoppiare il team di lavoro, senza il quale non avremmo raggiunto questi importanti risultati. Un altro aspetto importante riguarda la scalabilità sia aziendale che del business: questo anno di pandemia lo ha confermato fortemente, abbiamo avuto un adattabilità e reazione immediata che ci ha portato a non essere impattati dalla situazione, riuscendo a mantenere una crescita annua del 250%.

Qual è il rapporto tra innovazione tecnologica e sostenibilità?

L’innovazione tecnologica genera un forte impatto su diversi tipi di sostenibilità, in primis su quella ambientale, orientando l’agricoltura verso una maggiore sostenibilità su tutto il processo produttivo. Si ha quindi ad esempio un uso più razionalizzato di pesticidi, acqua, fertilizzanti o concimi che permette di andare a rispettare i principi ambientali del pianeta in cui viviamo. L’innovazione ha un impatto inoltre sulla sostenibilità economica. Con la migliore gestione e ottimizzazione dei processi agronomici l’azienda ha la possibilità di ottimizzare al massimo le spese e risparmiare tempo.

Quali sono le sfide maggiori che dovete affrontare per convincere gli agricoltori ad adottare le vostre soluzioni?

Direi il passaggio tra le attuali metodologie e quelle nuove. Il cambiamento non è sicuramente mai un passaggio facile ed immediato, ma sempre più aziende agricole vedono la necessità di avere un supporto aggiuntivo, preciso e scientifico, avendo così la possibilità di minimizzare il rischio e i margini di errore. Dal canto nostro la tecnologica che forniamo è stata pensata per essere utilizzata da chiunque, punta quindi sulla facilità di utilizzo e questo permette a qualsiasi agricoltore di poterla utilizzare in maniera ottimale. Siamo entusiasti di essere al loro fianco per la trasformazione ad un’agricoltura sempre più 4.0

Quali sono le differenze tra il mercato italiano e quello spagnolo?

Le differenze riguardano sicuramente le dimensione delle aziende agricole, che in Spagna sono molto più grandi. C’è inoltre una differenza da un punto di vista geografico, poiché molti campi agricoli sono in piano e questo facilita sicuramente diverse dinamiche di gestione e ottimizzazione. Da un punto di vista tech il mercato italiano è più avanti rispetto alla Spagna in termini di sensibilizzazione sull’uso di tecnologie, operazione dove stiamo investendo molto.

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