Bestbefore: ecco l’e-commerce che salva il cibo in scadenza, imperfetto o in eccesso | The Food Makers
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Ultimo aggiornamento il 19 novembre 2020 alle 15:05

Bestbefore: ecco l’e-commerce che salva il cibo in scadenza, imperfetto o in eccesso

Parte una nuova piattaforma per combattere lo spreco alimentare di produttori e gdo: sconti fino al 50% sui prodotti a partire da 14 giorni prima della scadenza

Parte una nuova piattaforma per combattere lo spreco di cibo. Si chiama Bestbefore e l’idea di fondo è semplice quanto efficace: si tratta di un e-commerce dedicato alla vendita di prodotti alimentari di alta qualità che sono vicini alla scadenza oppure imperfetti ma ovviamente perfettamente commestibili e ben conservati o in surplus.

Come funziona Bestbefore

La piattaforma, cofondata da Nikas Bergaglio che ne è anche il Ceo nonché alle spalle anche del progetto Piedmont Delights, ritira dai diversi produttori, grossisti o catene di supermercati i prodotti a 14 giorni dalla data di scadenza, inserendoli nel sistema. Da quel momento, grazie all’algoritmo sviluppato dalla società, inizia ad applicare uno sconto progressivo sul prezzo proposto ai consumatori che arriva ad un massimo del 50% a 7 giorni dalla scadenza. Dando dunque una seconda vita a prodotti destinati allo smaltimento. Il risultato è dunque meno cibo sprecato, un consistente risparmio economico e produttori e acquirenti soddisfatti di aver fatto qualcosa per migliorare la sostenibilità dei loro consumi.

Le pratiche commerciali di distributori e della grande distribuzione organizzata obbligano spesso i produttori, nonostante alcune novità legislative degli ultimi anni, ad accumulare grosse eccedenze in magazzino. L’invenduto viene poi spesso distrutto, contribuendo appunto allo spreco alimentare – ogni anno in Italia costa l’1% del Pila nazionale – oltre che ad aumentare i costi per l’azienda produttrice. La stessa logica vale per qualsiasi prodotto fallato o non conforme agli standard ricercati dalla gdo e spesso proposti dalla pubblicità ai consumatori, portati ad associare sicurezza e perfezione estetica anche laddove questo rapporto non ha senso di esistere.

Un salto di sensibilità

Tuttavia si sta sviluppando in questi anni una sensibilità completamente diversa, in particolare da parte dei consumatori stessi ma anche all’interno delle stesse filiere, verso la riduzione dell’impatto ambientale e la ricerca di soluzioni sensate per risparmiare un peso all’ambiente e al portafoglio. Bestbefore, un po’ come piattaforme e app simili come TooGoodToGo che però passa dai singoli negozi, si inserisce proprio in questo scenario.

“La riduzione dello spreco alimentare rappresenta una delle sfide più impegnative del nostro periodo. Lo spreco alimentare porta infatti con sé un danno economico importante, ma allo stesso tempo contribuisce, in maniera cruciale, al cambiamento climatico. Ci sentiamo anche noi parte del problema e, proprio per questo, stiamo portando avanti una soluzione per dare una seconda vita al cibo che normalmente viene gettato via – spiega Bergaglio. “Al momento non c’è nessun player sul mercato che utilizzi l’e-commerce per la vendita di prodotti in scadenza, imperfetti o in surplus. I servizi già presenti sul mercato combattono infatti solo in parte il problema dello spreco alimentare, visto che nessuno di loro permette di scegliere, con precisione, quale prodotto andare a comprare” aggiunge Tommaso Vassura, Coo di Bestbefore.

Appena partita, Bestbefore punta tutto sulla crescita a cavallo fra quest’ultima parte dell’anno, in tempo per le festività, e il 2021, con obiettivo di fatturato a un milione di euro entro la fine del 2022. A metà 2021 verrà inoltre messa online la versione “business” della piattaforma, così da poter collaborare direttamente con ristoranti e aziende.

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