Too Good To Go salva l'invenduto dei magazzini con le Super Magic Box | The Food Makers
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Ultimo aggiornamento il 21 maggio 2020 alle 8:03

Too Good To Go salva l’invenduto dei magazzini con le Super Magic Box

L'app antispreco recupera stock di aziende e distributori e li porta ai cittadini a prezzi scontati. Sapora: "Un'iniziativa che avrà un futuro"

Dalle Magic Box alle Super Magic Box. Dopo due mesi di blocco, coi magazzini pieni di merce, Too Good To Go fa scalare il suo schema a un livello superiore. L’applicazione danese contro lo spreco alimentare, protagonista di un’ascesa roboante sul mercato italiano nel giro di pochi mesi, ha messo a punto un piano per favorire lo smaltimento dei prodotti alimentari rimasti stoccati in magazzino nel corso del lungo lockdown.

Come? Proprio con le Super Magic Box. Tramite l’app gli utenti potranno acquistarle – ritirandole poi in 150 negozi della rete, che a quel punto diventano punti di pick-up a tutti gli effetti a prescindere da ciò che vendono – a prezzi evidentemente un po’ più alti rispetto alle scatole tradizionali ma comunque convenienti, anche perché più ricchi. Pure queste box speciali, come le Magic Box tradizionali, costeranno il 70% in meno rispetto al valore di mercato dei prodotti contenuti.

Le catene che hanno aderito

I carichi provengono direttamente dai magazzini di alcune catene che hanno aderito. Fra queste Danone, nelle cui box si può trovare una selezione dei loro prodotti più emblematici, tra cui yogurt, latti fermentati e prodotti vegetali; Fine Food Group e la sua offerta di prodotti per la cucina messicana, americana e tex-mex; il Gruppo Dolcitalia, con una scelta di dolce e salato adatta per i momenti della colazione, merenda e aperitivo, insieme a Lazzarini Spa, un affiliato del gruppo che si è messo a disposizione per la distribuzione delle scatole.

Disponibili a Milano, Roma e Bergamo

Il progetto attualmente è attivo a Milano, Roma e Bergamo e, come sempre, la Super Magic Box potrà essere pagata tramite l’app con carta, con Paypal o con i servizi Apple Pay o Google Play, riducendo il passaggio di contanti, i contatti al punto vendita e aumentando quindi la sicurezza. Basterà recarsi al pick up point indicato nella fascia oraria specificata per ritirarla (e scoprire cosa contiene).

L’obiettivo rimane sempre lo stesso della piattaforma attiva in 14 paesi con 20 milioni di acquirenti:  evitare lo spreco alimentare e al contempo supportare la distribuzione dei prodotti rimasti invenduti durante il periodo di chiusura legato al contenimento del coronavirus. Un passaggio interessante anche sotto l’aspetto del modello di business: dai piccoli esercenti, o i supermercati, che smaltiscono l’invenduto di giornata, Too Good To Go fa il salto e va a prendere l’invenduto direttamente nei centri logistici di alcune grandi catene o sigle della produzione e distribuzione nostrana. Aiutandole a vendere gli stock alimentari rimasti fermi a causa dell’emergenza sanitaria.

Sapora, country manager: “Un progetto destinato a consolidarsi”

La quantità di cibo rimasta nei magazzini italiani è impressionante. Si tratta di alimenti, solitamente destinati alla ristorazione, con una durata a scaffale dai 3 ai 6 mesi – spiega Eugenio Sapora, Country manager italiano della piattaforma (nella foto sotto) – dopo il lungo lockdown, questi prodotti si avvicinano inevitabilmente a scadenza: per questo abbiamo messo a disposizione la nostra app e la nostra rete di esercenti e waste warrior per salvare quanto più cibo possibile e allo stesso tempo aiutare economicamente tante realtà che hanno subito gli effetti della crisi”.

La filiera, insomma, si integra e supporta a vicenda: “Da una parte facendo sì che gli alimenti degli stock che non possono essere venduti in altro modo arrivino direttamente all’attenzione del consumatore – continua il manager – dall’altra riavvicinando in sicurezza e con cautela le persone agli esercizi commerciali di prossimità”. Quella delle Super Magic Box deve avere un futuro, dice Sapora a StartupItalia: “Tutti si stanno ingegnando per tirare fuori cose nuove: alcune resteranno confinate a questo periodo d’emergenza, altre devono invece trovare un loro senso sul lungo termine“. Finora, di rapporti con il mondo dell’industria e della produzione non ce n’erano mai stati: “I grossi magazzini producono molti sprechi ma il problema era di tipo logistico, era scomodo, non c’è modo di mandare gli utenti in quegli stabilimenti”. Così, sono gli stabilimenti ad andare dagli utenti.

Il Covid-19 ha permesso a Too Good To Go di prendersi del tempo, vista la chiusura di altri tipi di esercizi: “Abbiamo creato questa rete di pick-up point e la risposta è stata eccezionalmente positiva. Le Super Magic Box stanno funzionando molto bene. La rete di punti di ritiro sarà rinforzata per dare un futuro a un modo diverso di lottare contro lo spreco” aggiunge il country manager. “Siamo ancora un attore nuovo ma un domani che saremo ancora più noti alle aziende e chissà, in futuro potremo vedere ulteriori sviluppi di questo approccio“.

Prima e dopo il lockdown

Prima del lockdown TGTG stava marciando a gonfie vele, con una crescita continua sotto tutti i punti di vista: utenti, quasi un milione di download in un anno di vita; forza lavoro, salita a cinquanta persone; negozi aderenti che sono 3.500 in Italia: “Come pasti salvati, che è il nostro parametro fondamentale, siamo ormai a una Magic Box ogni 20 secondi, 4/5mila al giorno. Davvero tanto cibo risparmiato”.

Questa fase sarà importante per tre ragioni specifiche – aggiunge Sapora – il bisogno di destoccaggio dei negozi, pieni di prodotti con scadenza media sui 4-5 mesi. Poi per la domanda altalenante che nessuno riesce a intravedere, legata alle scelte delle persone. In fondo, è probabile che la domanda sia comunque più bassa dell’offerta. Infine la tendenza al take away“. Nonostante tutto, negozianti ed esercizi con cui il manager è in contatto ogni giorno si mostrano fiduciosi: “C’è ottimismo, voglia di riprendere, le attività stanno ripartendo nelle modalità possibili e con creatività, non manca una piccola parte di pessimisti ma la maggior parte è convinta di farcela“.

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