Food delivery, ai ristoratori servono foto dei piatti. E Boom gliele fa in casa | The Food Makers

Ultimo aggiornamento il 26 aprile 2020 alle 7:30

Food delivery, ai ristoratori servono foto dei piatti. E Boom gliele fa in casa

Nuovo servizio della scaleup della fotografia on demand legato all'esplosione delle consegne a domicilio per il coronavirus: le pietanze recapitate dal fotografo che realizzerà lo shooting

Boom Imagestudio è una startup che offre soluzioni fotografiche on-demand a marchi italiani e internazionali. Per rispondere all’emergenza coronavirus ha lanciato un nuovo servizio, progettato per i ristoratori e in generale per gli esercenti che si stanno convertendo rapidamente al food delivery. Si chiama [email protected] e consente a chi lavora con il cibo di continuare a ricevere immagini di alta qualità e ai fotografi del proprio network globale di continuare a svolgere il loro lavoro in completa sicurezza anche durante il lockdown.

Il punto di partenza lo conosciamo tutti: per limitare le perdite dalla serrata necessaria a contrastare la diffusione del Sars-Cov-2 molti ristoranti, pizzerie, paninoteche ed esercizi di somministrazione di cibo e bevande si sono riconvertiti alla consegna a domicilio. O hanno intensificato la loro offerta online o via app. Spesso in modo indipendente e con sistemi poco efficaci, appoggiandosi ai social, e senza disporre delle immagini giuste per consentire ai clienti di scegliere con precisione piatti e pietanze. Oppure affiliandosi alle principali piattaforme di consegna.

 

Le foto dei piatti fanno vendere di più

Questo – spiegano da Boom – ha portato a un aumento delle richieste di immagini di piatti da mettere online, un trend già in forte ascesa negli ultimi anni”. Negli ultimi due anni la domanda di fotografia food professionale è d’altronde aumentata dell’80%. Il punto è che usare foto di qualità nei menu digitali consente un aumento delle conversioni online del 25% e del 30% delle vendite rispetto al tristanzuolo menu testuale.

Come funziona [email protected]

Ma come funziona [email protected]? In pratica i piatti da fotografare vengono preparati dal ristorante per il quale è stato prenotato lo shooting e inviati direttamente a casa del fotografo. Come se li avesse ordinati. Il fotografo, con le dovute accortezze e sistemando la pietanza, crea il setting più adatto con strumenti prop e stoviglie a disposizione e scatta il servizio nel suo studio domestico.

La qualità delle foto e la rapidità della post-produzione, garantita dal software proprietario di Boom basato sull’AI, sono le stesse di sempre, così come la consegna delle immagini in 24 ore – aggiunge una nota della piattaforma, che ha testato il servizio a Milano nel corso di marzo e lo ha appena reso disponibile in oltre 60 paesi – vengono inoltre ridotti drasticamente i casi di cancellazione last-minute di un servizio, e i tempi di realizzazione vengono ottimizzati”.

Chi è Boom

Boom ha raccolto finora 4 milioni di dollari di finanziamenti ed ha scalato all’estero a una rapidità senza precedenti, mettendo insieme una rete di 35mila fotografi freelance.“Come per ogni startup, il cambiamento fa parte del nostro Dna, quindi è stato naturale per noi pensare a come adattare la nostra offerta alla attuale situazione globale – ha spiegato Federico Mattia Dolci, Ceo della piattaforma nonché uno dei tre cofondatori (nella foto sopra) – per noi è importante continuare a dare opportunità lavorative alla nostra community globale di fotografi freelance. Allo stesso tempo, siamo orgogliosi di poter supportare il comparto della ristorazione, aiutandoli a portare online il loro business con successo”.

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