Corteva premia le nanoparticelle di Nanomnia | The Food Makers
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Ultimo aggiornamento il 19 dicembre 2019 alle 7:47

Corteva premia le nanoparticelle di Nanomnia

Nell’ambito dell’AgriTech Innovation Challenge Corteva ha deciso di premiare con un assegno da 50 mila euro l’innovativo metodo di incapsulamento degli agrofarmaci sviluppato da Nanomnia

Maggiore efficacia dei trattamenti e sostenibilità ambientale. Sono queste le parole d’ordine di Nanomnia, una startup di Verona guidata da Marta Bonaconsa e Michele Bovi, che ha vinto l’AgriTech Innovation Challenge, una competizione voluta da Corteva per premiare le startup più innovative in ambito agricolo.

Primo Bragalanti, Italy Country Manager di Corteva Agriscience, ha dunque consegnato nelle mani dei vincitori un assegno da 50 mila euro. Un premio da utilizzare interamente per sviluppare il progetto e che consentirà ai giovani innovatori di avvicinarsi al sogno di avviare una realtà imprenditoriale concreta e di successo.

Che cosa fa Nanomnia

Nanomnia sviluppa nano e microparticelle organiche e biodegradabili, all’interno delle quali è possibile incapsulare agrofarmaci per aumentarne la stabilità e veicolarli in maniera selettiva nel sistema biologico vegetale. La veicolazione precisa dei trattamenti consente di poterne ridurre le quantità, aumentare l’efficacia, ridurre la dispersione di residui e di microplastiche nell’ambiente. In altre parole rendere l’agricoltura più produttiva e sostenibile.

“Ci congratuliamo con Nanomnia e siamo sicuri del successo che otterrà questo progetto, che ci vede coinvolti da vicino nell’ambito del nostro impegno a favore dell’innovazione sostenibile”, ha dichiarato dal palco Flavio Cozzoli, Corteva Agriscience head of digital agriculture and innovation Europe. “Siamo orgogliosi di poter dare il nostro contributo perché l’agricoltura rappresenti un’opportunità di lavoro, crescita e sviluppo per chi ha voglia come noi di affrontare sfide impegnative”.

La competizione lanciata da Corteva, l’azienda nata dalla fusione di Dow e DuPont, ha visto oltre 50 startup mandare la propria candidatura. Di queste solo una decina è arrivata al Demo Day di martedì 17 quando, nella sede di Corteva a Cremona, i team creativi hanno esposto le proprie idee.

 

Sette le aree di interesse a cui era possibile applicare: Blockchain, Food loss and waste, Agricoltura di precisione & decision support system, Big data in agricoltura, Supply & Demand, Robotica in campo, Miglioramento genetico e protezione delle colture.

Durante il pitch day ono stati consegnati anche due importanti riconoscimenti. A Xfarm, una piattaforma per il digital farming, è andato il ‘Best Innovation for social sustainability in agri-food system’. Mentre a 3BEE, startup che lavora nell’ambito dell’impollinazione di precisione, il ‘Best innovation for local sustainable food-chain’.

“Siamo entusiasti del successo riscosso da questa prima edizione di Agritech Startup Challenge, che abbiamo fortemente voluto per  sostenere e aiutare chi come noi crede che il futuro dell’agricoltura non possa più prescindere da un forte impegno verso la sostenibilità dell’intero sistema agroalimentare”, ha spiegato Bragalanti. “Ci auguriamo di ripetere nel futuro questa esperienza che arricchisce il settore agricolo di nuova linfa e nuovi stimoli a tutela dell’ambiente e a vantaggio di tutti”.

 

Le altre sette startup che hanno partecipato al pitch day sono state: Beeing, una piattaforma digitale a supporto di apicoltori e agricoltori. Blue Tentacles, Cassandra Tech, Evja e Idroplan, che sviluppano sistemi di supporto alle decisioni. Mentre Esse-Gro e Wiise Chain hanno sviluppato idee innovative per mettere in contatto il consumatore con l’agricoltore.

A giudicare le dieci startup sono stati sei dragons: Claudia Sorlini, Presidente della Casa dell’Agricoltura, Paolo Menesatti, Direttore del CREA-Ing, dipartimento di Ingegneria e trasformazione agroalimentare, Stefano Bocchi, Professore di Agronomia all’Università Statale di Milano, e Paola Riscazzi, Sustainability supervisor BiotaRocket. Oltre a Primo BragalantiFlavio Cozzoli.

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