Cook Your Movie, il cineturismo made in Puglia | The Food Makers
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Ultimo aggiornamento il 4 novembre 2019 alle 7:51

Cook Your Movie, progetto di cineturismo made in Puglia

Paola di Gravina, Sara Valente e Luca Pagliara hanno messo in piedi un progetto che mira a connettere cinema, turismo e cibo attraverso dei moviEATour. Ecco come funziona

Gli appassionati di cinema sanno che per fare un buon film, proprio come in una ricetta di cucina, ci vogliono diversi ingredienti. Gli attori, la luce, la musica, la storia, la location sono solo alcuni dei fattori che possono rendere unico e indimenticabile un lungometraggio. Proprio come si fa ai fornelli, Paola di Gravina, Sara Valente e Gianluca Pagliara hanno pensato di creare dei percorsi di cineturismo che insegni a viaggiatori e cinefili come “si cucina un film”. Ne è nato Cook Your Movie.

Cos’è Cook Your Movie

Cook Your Movie è un progetto che porta in Puglia la genialità di Paola di Gravina, responsabile dei contenuti cinematografici e cineturistici, Sara Valente, event manager, e fundraising, e Luca Pagliara, grafico. Si tratta di professionisti e appassionati di cinema che hanno deciso di mettere a frutto il proprio talento nella terra natìa. Il progetto mira a trasformare il cinema in Puglia in un’esperienza turistica ed enogastronomica tout court.

Cook Your Movie è un progetto vincitore PIN, iniziativa promossa dalle Politiche Giovanili della Regione Puglia e ARTI e finanziata con risorse del FSE – PO Puglia 2014/2020 Azione 8.4 e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Da questo bando sono arrivati 30.000 euro che hanno permesso di realizzare i primi tre tour: a Bari, per il film Mio cognato, a Gravina, per il film C’era una volta e a Trani per un excursus sulla commedia sexy anni Settanta. Questi itinerari hanno coinvolto circa 300 persone.

moviEATour Bari

La genesi di Cook Your Movie

«L’idea di Cook Your Movie è stata mia e di Paola, conosciuta durante l’esperienza dell’Apulia Film Commission – ricorda Sara Valente –. Ci siamo dette: “Lavoriamo in una fondazione, vediamo il cinema che nasce, cosa posiamo restituire? Perché non raccontare il territorio attraverso la lente del cinema?”».

In Europa il cineturismo è una realtà consolidata. A Londra e Parigi i movie tour sono una realtà familiare. «Mi ha ispirato un giro organizzato da Ciné-Balades in occasione dell’uscita del Codice da Vinci realizzato in collaborazione tra Regno Unito, Francia e Tgv, che univa i due Paesi, – ricorda di Gravina, che aggiunge – Lì ho capito che cos’era un cineturista».

Tornata in Puglia dopo l’esperienza parigina, la partecipazione a Puglia Experience, progetto dedicato a serie tv da ambientare nella regione, ha consolidato l’ispirazione della co-founder. «Ho capito che la Puglia poteva diventare una meta cineturistica». Ma ciò che rende Cook Your Movie un’esperienza unica nel suo genere è la presenza del cibo nel tour.

moviEATour Gravina

«Mentre gli altri progetti in Italia e in Europa uniscono al massimo due fattori, Cook Your Movie è l’unico progetto che ne unisce tre: territorio, cinema e cibo». L’idea è stata messa in pratica con un evento zero: il Wonder Woman Movie Tour, che ha coinvolto tre regioni italiane, organizzato in occasione dell’uscita del film.

Questo progetto ha spianato la strada ad una collaborazione con le film commission inglesi e francesi. «Incontrati al Festival di Cannes, siamo rimasti d’accordo di fare la stessa cosa per altre uscite sul piano internazionale, unendo le location». La partecipazione al Bando PIN e la conseguente vittoria ha permesso a Paola, Sara e Luca di concretizzare la loro idea, grazie ai 30.000 euro conquistati.

Come funziona Cook Your Movie

Se volete partecipare ad un movieEATour, è sufficiente visitare il sito o seguire la pagina Facebook del progetto, intercettare l’evento, iscriversi all’associazione culturale e pagare il tour online. Dopo di che, tutto ruota intorno al tour. La città può diventare lo spunto per raccontare diversi set cinematografici, come è successo per Gravina, location scelta per il nuovo James Bond e il prossimo film su Pinocchio, di prossima uscita.

«Il tour può anche essere incentrato su un solo film identificativo per una città, come è successo per Bari e Mio Cognato». Un luogo può anche essere raccontato come simbolo di un genere cinematografico, come è avvenuto per la commedia sexy anni Settanta e Trani.

«All’interno del tour ci possono essere una o più degustazioni, o ancora un cooking show o esperienza, come la passatella fatta a Bari Vecchia in compagnia di uno degli attori di Mio Cognato». I film sono naturalmente protagonisti con proiezioni e la visione degli spezzoni dei film girati in quelle location. Alla fine del tour ogni partecipante riceve una gift box con alcuni gadget tra cui una cinemappa, una cine-ricetta, un adesivo e un gadget legato all’evento.

Le difficoltà del progetto

«Ci sono due livelli di difficoltà – spiega Sara Valente –. In termini di tempi e costi, la produzione del tour è una delle criticità. Montare luoghi, logistica, attività legate al food e le proiezioni non è sempre facile». Al momento il progetto Cook Your Movie ha coinvolto nove aziende enogastronomiche, cinque aziende turistiche, il Cinema Splendor, la Seminal Film, il regista Alessandro Piva, l’associazione culturale La Caméra Stylo, tre istituzioni (Apulia Film Commission, Puglia Promozione e l’Assessorato alle Culture, Turismo, Partecipazione e Attuazione del Programma del Comune di Bari. «Stiamo lavorando per migliorare l’intero processo, per snellire e tenere l’essenziale», spiega Sara.

Questa complessità si riversa nel prezzo finale per l’utente. In questo momento abbiamo testato tre esperimenti con tre pezzi diversi: 10 euro per Trani Sexy 70 MoviEATour, 35 euro per un moviEATour a Gravina, 25 euro per Mio cognato MoviEATour a Bari. La differenza la fa l’elemento food.

«Poi c’è anche un’altra difficoltà – spiega Paola di Gravina – il tempo che passa. L’attore che vogliamo intercettare non c’è più o la location di un dato film è stata stravolta: questo condiziona le nostre scelte per le tappe del tour».

Alessandro Piva dutante il moviEATour Bari

A chi si rivolgono i tour di Cook Your Movie

«La varietà di tour e prezzi offerti ci hanno permesso di incontrare pubblici diversi, anche se gli appassionati di cineturismo sono comunque una nicchia», spiega Sara Valente. Ora che il progetto PIN volge al termine, il team ha tutti i dati per vagliare al meglio il pubblico da intercettare e il prezzo da proporre, «discriminante da non sottovalutare in questo momento storico», sottolinea la fundraiser.

Sarà anche l’occasione per scegliere al meglio gli sponsor da coinvolgere, dato che il team non crede che il crowdfunding possa davvero alimentare Cook Your Movie. «Non è un festival, dove il crowdfunding può avere un senso – spiega Valente – Poi c’è il costo del lavoro per tenere viva questa ricerca di fondi, che non è da sottovalutare». Ma Cook Your Movie piace ai business angel ed è lì che il team guarda, in attesa di costituirsi come startup.

Alessandro Piva dutante il moviEATour Bari 2

Il futuro di Cook Your Movie

A parte la formula societaria, in Cook Your Movie cambieranno alcune cose. «Miriamo a potenziare il rapporto con le istituzioni, che dovrebbero aprire molto più le orecchie e gli occhi. Anche perché noi facciamo promozione del territorio», puntualizza Sara Valente.

Al momento Cook Your Movie è ancora un’associazione culturale che mira a trasformarsi presto in una startup. Nel frattempo si comporta come tale, partecipando a contest di valutazione internazionale, come MashUp Atlas, nell’ambito del progetto europeo Atlas con capofila Unioncamere Veneto. «Abbiamo vinto un supporto tecnico per trovare la quadra economica del progetto, un supporto sul marketing e sulla sponsorship». Alla finale il progetto non è rientrato tra i vincitori, ma i sold out sul territorio sono un propulsore che spinge la squadra a guardare lontano.

«Mi piacerebbe esportare e scalare questo format in altre città e regioni e, chissà anche all’estero», spiega Paola di Gravina. I competitor ci sono, ma la formula unica di Cook Your Movie non spaventa il team. «Di questo tipo di progetti si parla molto, ma si fa poco. Noi abbiamo tre tour pronti, che possiamo riproporre, mentre per le nuove proposte, ci vorrà un po’ più di tempo».

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