Nei negozi Marks&Spencer arrivano le vertical farm | The Food Makers
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Ultimo aggiornamento il 12 ottobre 2019 alle 8:23

Nei negozi Marks&Spencer arrivano le vertical farm

Infarm, startup di Berlino che costruisce vertical farm 'cloud based', ha inaugurato un impianto di produzione di erbe aromatiche all'interno di uno store Marks&Spencer a Londra

I clienti di Marks&Spencer che fanno la spesa nello store di Clapham Junction, a Londra, avranno la possibilità di acquistare erbe romantiche prodotte direttamente in negozio. La catena di supermercati britannica ha infatti firmato un accordo con in Infarm, una startup di Berlino che costruisce serre verticali.

E così, insieme alla frutta e alla verdura, nel reparto del fresco da qualche giorno i londinesi possono trovare delle serre in vetro all’interno delle quali crescono tre tipi di basilico, prezzemolo, menta e coriandolo.

L’intervento dei dipendenti di M&S non è richiesto, infatti la vertical farm si gestisce in maniera autonoma per quanto riguarda mantenimento della temperatura ideale, dell’umidità e della luce, fornita da led. Solo un paio di giorni alla settimana i tecnici di Infarm vanno in negozio per raccogliere le piante cresciute nell’ambiente controllato e confezionarle, pronte per finire sulle tavole dei londinesi. Un prodotto davvero chilometro zero.

100 milioni di euro di round

Infarm ha già chiuso un round di investimento da 100 milioni di euro e ha installato le sue prime vertical farm all’interno di altre catene di supermercati, come Migros, Intermarche e Amazon Fresh. La tecnologia sviluppata é nota, innovativo è il sistema di gestione delle vertical farm sparse in tutta Europa e potenzialmente in tutto il mondo. La startup ha infatti sviluppato un sistema di gestione in cloud che permette di avere costantemente sott’occhio i parametri produttivi degli impianti e di gestirli da remoto.

 

Da Infarm fanno sapere che le produzioni di erbe aromatiche all’interno dei negozi é 100% sostenibile in quanto non vengono fatti uso di agrofarmaci e l’acqua che viene utilizza é solo il 5% di quella che verrebbe impiegata in pieno campo. E tuttavia i costi energetici di una vertical farm sono elevati e, se la fonte di approvvigionamento non è rinnovabile, anche queste moderne fattorie hanno un impatto ambientale elevato.

Si tratta tuttavia di un esempio pionieristico di quello che potrebbe diventare una realtà tra qualche anno: supermercati al cui interno o sopra i cui tetti saranno installate vertical farm in grado di produrre cibo a chilometro zero e in maniera sempre più sostenibile.

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