Dazi USA, nel mirino parmigiano e prosciutto. L'export supera i 42 miliardi
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Ultimo aggiornamento il 3 ottobre 2019 alle 11:14

Dazi USA, nel mirino parmigiano e prosciutto. L’export supera i 42 miliardi

Per Coldiretti danni al comparto per oltre 1 miliardo. Più pessimista Federalimentare che raddoppia la previsione

Era nell’aria. La guerra dei dazi scatenata da Donald Trump prima o poi sarebbe stata combattuta anche sul fronte europeo, non solo su quello cinese. E così, con ogni probabilità, sarà. Per molti osservatori, la condanna che il WTO (l’Organizzazione mondiale del commercio) ha comminato al Vecchio continente (contromisure da 7,5 miliardi di dollari per il danno causato dai sussidi europei erogati ad Airbus) altro non è che il pretesto che l’amministrazione statunitense stava aspettando per dare fuoco alle polveri. La domanda dunque è: quanto sarà danneggiato l’export italiano?

Il Made in Italy negli USA in numeri

Per capirlo, partiamo dai numeri delle nostre esportazioni. Secondo i dati dell’Istat nel 2018 il nostro Paese ha venduto merci negli Usa per un valore complessivo di 42,5 miliardi di euro. Per fare un raffronto utile a capire la portata di quel mercato, la manovra che il nuovo governo sta faticosamente mettendo a punto sarà da 30 miliardi.  Gli USA rappresentano insomma il nostro terzo mercato di riferimento.

Cosa prevedono i dazi USA?

Nella black list statunitense sembrano destinati a finire prosciutti, insaccati, affettati e prodotti caseari. Salvi, almeno per il momento, vini e spumanti italiani. Considerato quanto vale il settore enologo, si tratta di una distinzione non di poco conto. Ma le ripercussioni per l’economia italiana fanno comunque tremare i polsi.

Secondo Coldiretti, “le tariffe doganali per il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano di fatto triplicano passando dal 15% al 40% sul valore del prodotto”.

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I dazi USA colpiscono il 25% delle esportazioni agroalimentari Made in Italy per un valore, calcola l’associazione, di circa 500 mila euro e un danno da oltre un miliardo. Federalimentare raddoppia la previsione portandola a 2 miliardi. “In pericolo – continua Coldiretti – soprattutto i formaggi per le pressioni della lobby dell’industria casearia statunitense, CCFN, che ha addirittura scritto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per chiedere di imporre dazi alle importazioni di formaggi europei al fine di favorire l’industria del falso Made in Italy che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni dal Wisconsin alla California fino allo Stato di New York”.

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