Eatsready chiude un round per ripartire dal B2B | The Food Makers immagine-preview

Giu 8, 2019

Eatsready chiude un round per ripartire dal B2B

La startup allarga il proprio raggio d'azione a un settore che ancora oggi è legato a vecchi paradigmi: quello dei buoni pasto e dei pranzi aziendali

Fare startup significa poter cogliere un’opportunità, al volo, quando si individua un limite in un business consolidato: che può essere evoluto, rivoluzionato, migliorato grazie alla tecnologia. Così EatsReady, grazie all’intuizione di Olivia Burgio e Micaela Illy, ha deciso di cogliere un’opportunità: cambio ai vertici, un nuovo round di finanziamento chiuso e l’obiettivo ambizioso di far evolvere per sempre un mercato che solo in Italia vale 3 miliardi di euro con oltre 2,5 milioni di potenziali clienti. Stiamo parlando del settore dei buoni pasto e delle mense aziendali, oggi strettamente legato alla dinamica dei ticket cartacei (o elettronici: ma questi ultimi sono ancora una voce marginale sul totale) e in cui le due imprenditrici vedono un potenziale notevole.

Da B2C a B2B

La struttura di base di EatsReady rimane la stessa: l’idea di prenotare il proprio cibo online e poterlo ritirare direttamente al ristorante all’orario fissato, saltando la fila, c’è sempre e anzi nel frattempo è stata ulteriormente evoluta grazie all’aumento degli esercizi presenti nel network che si è allargato a Torino dopo Milano e Roma (ormai la quota 350 è stata ampiamente superata). A questo modello si è aggiunto anche un programma fedeltà, sviluppato anche grazie al round precedente di finanziamento, che prevede sconti e cashback progressivi in base alla frequenza di utilizzo e che viene gestito di concerto con i ristoratori.

Accanto a questo però, ci racconta Micaela Illy, è nata un’altra idea: il già citato modello del buono pasto, il ticket che l’azienda passa al lavoratore per coprire il costo dei pranzi durante la pausa dal lavoro, è ancora fortemente legato al concetto di acquisto in blocco da parte delle aziende e di commissioni sulla cifra che i ristoranti dovrebbero incassare. “Tutto si gioca sulla differenza tra gli sconti offerti alle aziende e la percentuale trattenuta ai ristoratori – spiega a StartupItalia – Abbiamo pensato che ci fosse modo, grazie alla tecnologia, di portare una ventata di cambiamento in questa dinamica: sogniamo di diventare i Robin Hood del buono pasto”.

Micaela Illy

Niente più POS utilizzati soltanto per i ticket elettronici, niente più buoni scaduti inutilizzati, niente più blocchetti di carta: ottenuta la conferma da parte di Agenzia delle Entrate che è possibile emettere ticket in formato totalmente digitale attraverso un’app, EatsReady si è messa a lavoro per una sorta di pivot verso un mercato B2B(2C) che vede nelle aziende il cliente principale e con i primi partner tra le grandi aziende e che comprendono realtà come Copernico: “Il nostro obiettivo è quello di creare una vera infrastruttura SaaS, capace di semplificare la vita ai datori di lavoro e offrendo introiti superiori agli esercenti”.

La nuova EatsReady

Da febbraio a oggi la startup è tornata quindi sul mercato per raccogliere altro capitale, con un round che ha cubato 650.000 euro (portando il totale a superare 1,8 milioni di euro) e che servirà a completare tra l’altro la costruzione della piattaforma che comunque è già a buon punto. Inoltre, Eatsready è entrata nel portafoglio di GELLIFY. “Con l’ingresso di GELLIFY in EatsReady cresce il nostro impatto sul verticale foodtech – ha detto Michele Giordani, managing partner e founder di GELLIFY – Si tratta di un progetto che si trova ad un giro di boa: il rapporto con le aziende sarà determinante per portare valore a tutti gli attori dell’ecosistema fino al cliente finale”.

Ora all’interno di EatsReady è possibile approfittare della normativa della cosiddetta “mensa diffusa”: i dipendenti possono pranzare nei ristoranti convenzionati, attingendo a una cifra totale messa a disposizione giornalmente, e il costo del pasto è totalmente deducibile per il datore di lavoro. La mensa diffusa offre anche altri vantaggi significativi: questa modalità di gestione delle pause non è soggetta all’acquisto dei buoni pasto che scadono, si paga soltanto l’utilizzo effettivo da parte del dipendente che usufruisce realmente del plafond per i suoi pasti (e l’azienda può avere in ogni momento un quadro aggiornato in tempo reale della situazione), eventuali differenze di prezzo possono essere pagate direttamente via app prelevando la somma necessaria da una carta personale (o via PayPal). A questo si unisce la gamification relativa alle sfide proposte dalla app, che se completate forniscono accesso a sconti e buoni che rendono ancora più conveniente usare EatsReady.

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