I ricchi nigeriani e le ordinazioni intercontinentali: la pizza la consegna British Airways
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Ultimo aggiornamento il 12 aprile 2019 alle 7:41

I ricchi nigeriani e le ordinazioni intercontinentali: la pizza la consegna British Airways

Il ministero dell'Agricoltura nigeriano Audu Ogbeh ha denunciato la pratica dell'importazione di alimenti da parte delle classi più agiate che affermano il loro status danneggiando così lo sviluppo dell'economia locale

In Nigeria ci sono delle persone che ordinano pizza a Londra e se la fanno consegnare direttamente dalla British Airways. Dopo un volo intercontinentale di circa 6 ore e 40 minuti basta andare in aeroporto per ritirarla. A leggerla così sembra una notizia assurda, una follia che solo un ricco in preda ai suoi costosissimi vizi può permettersi. Eppure quella che a detta di molti è un’abitudine abbastanza diffusa nel Paese africano è addirittura stata al centro di una discussione parlamentare.

Le importazioni come moda da ricchi

A sollevare il problema il ministro dell’Agricoltura Audu Ogbeh che ha espresso tutta la sua preoccupazione per questa pratica che a suo dire danneggia l’economia nigeriana. La Nigeria si distingue per l‘importazione da parte delle classi sociali più agiate di qualsiasi tipo di alimento, dal riso al concentrato di pomodoro, prodotti che servono a chi li compra esclusivamente per affermare il loro status e per dimostrare di avere le risorse economiche sufficienti a fare questo tipo di acquisti. Inoltre, mangiare cibo importato risponde a un desiderio di esterofilia che rafforza il loro supposto prestigio sociale, ma che di certo non avvantaggia la produzione locale.

La povertà nigeriana e l’impulso allo sviluppo

D’altronde la situazione economica nigeriana è a dir poco difficile: su 190 milioni di abitanti, almeno 87 milioni sono in condizioni di estrema povertà. Se questo dato viene considerato insieme a quello del Pil più alto dell’Africa, si riesce a capire che il problema principale è quello della redistribuzione della ricchezza, unito a uno sviluppo economico per niente armonico. In questo panorama si inserisce questa smania di acquistare prodotti stranieri denunciata da Ogbeh: l’importazione del concentrato di pomodoro costa al Paese 400 milioni di dollari, laddove un cestino di pomodori costa poco più di 4 euro e mezzo. A farne le spese sono i coltivatori e l’industria della trasformazione che non riescono a costruirsi un mercato in Nigeria.

Obiettivo bloccare le importazioni inutili

Il ministro nel suo intervento in Parlamento si augura che il governo prenda provvedimenti per interrompere immediatamente questa pratica e ridurre in generale il tasso di importazione nigeriano. Dietro quello che potrebbe sembrare un vezzo anche simpatico, c’è la causa di un problema economico notevole. Mettere fine ai viaggi intercontinentali della pizza potrebbe essere un passo in avanti per far crescere finalmente in maniera razionale l’economia locale.

 

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