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Apr 11, 2019

AdvisorEat, la startup per i pranzi aziendali stellati

Un servizio per semplificare la vita ai lavoratori. Per consentirgli di mangiare bene, e magari anche di guadagnarci qualcosa da spendere su Amazon o su Zalando. Ne abbiamo parlato con il founder Stefano Travaglia

Fidelizzare, premiare, supportare: AdvisorEat riunisce molti diversi concetti in una sola startup. L’idea è venuta a Stefano Travaglia, che ha alle spalle un passato (recente) di dipendente di multinazionale spedito in giro per lavoro: trentino col pallino della buona cucina (magari stellata), non trovava sul Web i consigli giusti per pranzi e cene di lavoro. Allora si è inventato un business: quello che ha messo in piedi negli ultimi due anni, e che oggi conta già una buona quantità di grandi aziende che si sono unite al programma e più di 10.000 utenti iscritti alla piattaforma.

Come funziona. Se si lavora per un’azienda che fa parte del programma (per esempio sono già della partita PwC e KPMG), si scarica l’app e ci si registra con l’email aziendale: a quel punto si può scegliere tra oltre 600 ristoranti presenti in più di 40 città italiane, andare a mangiare, e poi fotografare lo scontrino e inserirlo nell’apposita sezione dell’app. Si guadagnano crediti, in misura variabile a seconda di quanto si è utenti fedeli utilizzatori di AdvisorEat, che poi potranno essere riscattati sotto forma di buoni-acquisto (Amazon, Decathlon, Zalando, Feltrinelli ecc) o donati in beneficenza.

 

Funziona? Secondo Travaglia la sua startup ha imboccato la strada giusta. E la piattaforma si sta evolvendo, per andare oltre il progetto iniziale. Gli abbiamo chiesto qual è lo stato dell’arte e quali i suoi programmi futuri.

La formula del club

StartupItalia: Che differenza c’è tra un servizio come quello di AdvisorEat e uno più comune come Tripadvisor?

Stefano Travaglia: AdvisorEat è un club esclusivo riservato a consulenti e manager del mondo corporate: si rivolge quindi a un pubblico specifico che, attraverso un’app, ha la possibilità di accedere a un reward program. Gli iscritti possono infatti pranzare o cenare in ristoranti selezionati e accumulare crediti con cui poi riscattare gift card dei principali e-shop o effettuare donazioni benefiche.

 

SI: Chi è il cliente tipo di Advisoreat?

ST: Tendenzialmente Advisoreat ha due tipi di interlocutori: da un lato le aziende che aderiscono ad AdvisorEat per offrire il servizio ai dipendenti in qualità di benefit aziendale; dall’altro i ristoranti, che in genere sono di fascia medio-alta e di varie tipologie, dagli stellati ai più semplici di street food, ma sempre di ottima qualità.

 

SI: A quale tipo di pubblico si rivolge, sia lato utilizzatore che dal punto di vista delle aziende convenzionate?

ST: Le aziende che scelgono di aderire ad AdvisorEat sono per lo più aziende di consulenti, professionisti, avvocati, studi di commercialisti, studi legali internazionali, banche ecc. Gli utilizzatori sono sia uomini che donne, con un’età media intorno ai 30-40 anni, altospendenti e che viaggiano spesso per lavoro.

 

SI: Perché avete scelto la formula del club privato?

ST: Questa scelta viene in parte dal mio background: ho fatto per anni il consulente trovandomi a viaggiare spesso per lavoro dunque conosco bene questa “nicchia” di persone e le loro esigenze. Trovandosi spesso a dover pranzare o cenare fuori desiderano trovare velocemente ristoranti di qualità: inoltre apprezzano la possibilità di accumulare punti, esattamente come già accade ad esempio per i trasporti, con aerei, treni e così via.

 

SI: Che tipo di impegno è richiesto ai ristoratori? E ai clienti?

ST: Ai ristoratori non è richiesta alcuna operatività poiché tutto viene eseguito direttamente dal sistema. I clienti, una volta terminato il pranzo o la cena, devono esclusivamente caricare la foto dello scontrino e inviarla al sistema entro le successive 6 ore. Dopo 24 ore riceveranno i crediti e sceglieranno come riscattarli.

 

SI: Esistono anche per voi le recensioni degli utenti del locale, o c’è una selezione centralizzata?

ST: Al momento non ci sono recensioni ma a breve, tra due settimane circa, verrà introdotta una raccolta di recensioni, per la precisione di “insight”, da parte della community. In questi insight gli utenti forniranno dritte e consigli utili ad altri utenti relativamente ai ristoranti già testati, i piatti assolutamente da provare o i tavoli migliori da prenotare: informazioni utili, magari per un pranzo o una cena di lavoro con clienti particolarmente esigenti.

Il futuro di AdvisorEat

SI: Quali obiettivi vi siete posti in termine di acquisizione di nuovi clienti, nuove convenzioni, numero di accordi stipulati e copertura geografica?

ST: Lato ristoranti, inseriremo nuove risorse per selezionare e contattare nuovi locali: al momento contiamo 650 ristoranti in tutta Italia e immaginiamo di raddoppiare il numero entro l’anno. Inoltre abbiamo 12.000 utenti iscritti e, anche in questo caso, con gli accordi che abbiamo in programma immaginiamo di triplicare il numero da qui a fine anno. In termini di copertura geografica al momento abbiamo accordi con ristoranti in 40 città italiane ed è nostro obiettivo consolidare e rafforzare l’offerta con queste città: raggiungendo però anche realtà più periferiche. In genere nell’arco di poche settimane siamo in grado di aggiungere una nuova città al nostro parco, una volta stipulati gli accordi con il ristorante o i ristoranti prescelti.

 

SI: E quali sono i vostri piani di sviluppo a 12 e 24 mesi?

ST: I nostri obiettivi a 12 mesi si concentrano sicuramente sul consolidamento del prodotto, l’abbandono dello scontrino, l’accumulo di crediti in altre modalità e la pianificazione di nuovi investimenti. A 24 mesi invece miriamo all’internazionalizzazione: una volta che il business sarà ben consolidato ci rivolgeremo anche ai paesi esteri. Il modello ha una natura scalabile e abbiamo già una serie di aziende e di ristoranti pronti a seguirci anche all’estero.

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