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Gen 31, 2019

Il food delivery in Italia vale 350 milioni di euro

La stima nel rapporto Fipe: crescita del 69% sul 2017. I consumatori sono giovani, prevalentemente al Nord e scelgono sempre di più piatti salutari

Continua a crescere il mercato dell’online food delivery italiano. Fra l’altro, trainato dalla scelta dei consumatori per i cibi sani e salutari. Insomma, non è tutto pizza, hamburger e patatine. Buona parte del traino arriva infatti dalla ricerca di soluzioni alternative.

I numeri del rapporto Fipe

Questo il ritratto che emerge dal Rapporto ristorazione 2018-I nuovi stili alimentari degli italiani firmato dalla Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi. Stando ai numeri contenuti l’online food delivery, vale a dire la possibilità di scegliere e ordinare cibo da un’ampia rete di ristoranti tramite una piattaforma online, è l’elemento esplosivo del settore negli ultimi anni. Venendo alle cifre, infatti, nel 2018 quel singolo comparto ha fatto segnare un fatturato di 350 milioni di euro, in crescita del 69% sul 2017 e con previsioni positive anche per il 2019.

L’elemento che sembra emergere è, se ci si pensa, quanto in altri ambiti non è riuscito ad accadere (basti pensare ai trasporti o al turismo): l’online food delivery contribuisce e contribuirà sempre di più alla crescita della ristorazione italiana, senza eccessiva sovrapposizione con i ristoranti ma anzi completando la tradizionale offerta rivolta ai consumatori. Insomma, non è che non si esca più la sera a cena fuori per ordinare e mangiare in casa o sul divano: si fanno entrambe le cose meglio e con più semplicità, per esempio nei pagamenti o nell’assistenza al cliente, rispetto a prima.

Ristoranti e food delivery non si pestano i piedi

Il rapporto Fipe – approfondisce Matteo Sarzana, country manager di Deliveroo Italia – dimostra che la domanda di cibo on line risponde ad esigenze diverse rispetto all’esperienza che il consumatore cerca e trova nei ristoranti: esigenze legate a necessità di chi deve o preferisce restare a casa. In ogni caso, l’elemento che unisce chi va al ristorante o chi preferisce ordinare da casa è la qualità del cibo che resta l’aspetto più importante nelle scelte dei consumatori”.

Dal rapporto emerge anche l’identikit di chi sfrutta più spesso i servizi di food delivery. Si tratta anzitutto di un’utenza giovanile, grazie alla maggiore abitudine nell’utilizzo della tecnologia rispetto alle altre fasce anagrafiche, e senza differenze significative tra gli uomini e le donne. Per quanto riguarda le aree geografiche il fenomeno è al momento radicato più al Nord che al Centro-Sud, con la Lombardia che nel 2018 si è imposta come regione dove risiedono il maggior numero di consumatori.

Quali sono i cibi più ordinati

Fra i cibi preferiti da chi ordina a domicilio emerge appunto una particolare attenzione alle pietanze salutari. Tra i piatti più ordinati del 2018 ci sono anzitutto i poke bowl, specialità hawaiana a base di riso e pesce crudo che si è rivelato il piatto più ordinato dell’anno appena trascorso. E il 2019 mostra già, almeno sotto il profilo dell’attenzione al benessere, alcuni aspetti di continuità con l’anno precedente, non senza qualche innovazione. Fra i nuovi trend la veg meat, la neocarne vegetariana come il Beyond burger che ha da poco esordito a Bologna, e una maggiore attenzione alla frutta, tra cui il cocco e il dragon fruit.

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