Abbiamo visitato la StationF di Parigi. Ecco cosa abbiamo trovato | The Food Makers immagine-preview

Dic 9, 2018

Abbiamo visitato la StationF di Parigi. Ecco cosa abbiamo trovato

In occasione del Demo Day di Startupbootcamp FoodTech abbiamo visitato StationF, il più grande campus al mondo dedicato all'innovazione

StationF è esattamente come te l’aspetti: open space, ragazzi da tutto il globo che vanno in giro pensando a come rivoluzionare il mondo, biliardini e aree relax, oltre a opere d’arte moderna. Il tutto è molto accattivante e farebbe venire voglia a chiunque di aprire una startup, preparare un business plan e parlare di intelligenza artificiale davanti ad una tazza di caffè, biologico ovviamente.

Entriamo alla StationF all’ora di pranzo e dopo aver superato controlli di sicurezza rigorosi incontriamo Rachel Vanier, giovane responsabile della comunicazione che ci fa da Cicerone. La prima cosa che impressiona camminando tra statue animate e container bianchi per le riunioni, sono le dimensioni: StationF sorge su un’area di 34 mila metri quadrati. “Potremmo sdraiare la Tour Eiffel e farcela stare dentro”, spiega orgogliosa Rachel in un perfetto inglese. La seconda cosa che colpisce é il numero di team al lavoro negli open space. Ci sono oltre mille startup che hanno trovato spazio nel vecchio scalo ferroviario di Halle Freyssinet, struttura al centro di un quartiere degradato prima che Xavier Niel ci mettesse le mani.

StationF, 250 milioni per diventare top player

Ma facciamo un passo indietro. StationF è il più grande campus dedicato alle startup al mondo. Non è un acceleratore, né un incubatore, ma un luogo fisico in cui le startup trovano un posto in cui lavorare e hanno accesso a servizi, mentor, workshop, laboratori per creare e prototipare prodotti, sale riunioni e investitori.

L’idea di creare questa Disneyland dell’innovazione è venuta a Xavier Niel, classe 1967, fondatore di Illiad e tycoon illuminato che ha messo sul piatto 250 milioni di euro per ristrutturare il vecchio scalo ferroviario. La motivazione? Charity, dicono dall’ufficio stampa. “Con i soldi che guadagniamo dall’affitto delle postazioni ripaghiamo i costi di gestione, non c’é profitto”, racconta Rachel. Ma StationF é molto di più. E’ prima di tutto un mastodontico progetto immobiliare che ha rivitalizzato il tredicesimo arrondissement e che ha attratto menti e portafogli da tutto il mondo in un unico luogo.

Niel ha avuto la lungimiranza di cavalcare un’onda. Da un lato la Brexit che sta facendo scappare gli investitori e le grande multinazionali dalla City. Dall’altro la politica di chiusura al mondo dell’America di Trump e i costi della Silicon Valley che hanno fatto di San Francisco una delle città più care al mondo dove affittare casa o assumere un programmatore. E poi c’é Macron.

Appena entri dall’ingresso principale della StationF percepisci subito la presenza dell’Eliseo. L’intero piano terra é occupato infatti dalla Frech Tech, il programma-ombrello di promozione del governo per le startup, che sostiene la loro crescita e internazionalizzazione. C’é perfino un desk al quale i team possono rivolgersi per risolvere un qualunque problema che riguardi la Pubblica amministrazione (o almeno così dicono).

Il presidente Emmanuel Macron, che ha inaugurato la struttura a giugno 2017 (nonostante la prima pietra l’abbia posata Hollande) é stato chiaro: la Francia deve diventare uno degli hub dell’innovazione digitale (e non solo) del Pianeta. E per farlo il presidente ha creato un fondo da 10 miliardi di euro per investire in realtà imprenditoriali innovative. Se a questo si aggiunge che Paris-Saclay, a sud della capitale, é nella top ten dei centri di ricerca più importanti al mondo, il gioco é fatto.

30 programmi per riuscire a farcela

StationF è un campus, non un acceleratore, dicevamo. E parlando con i ragazzi che si riposano sulle sdraio o si preparano da mangiare nelle cucine, appare subito chiaro. L’ex scalo ferroviario ha un modo tutto suo di aiutare le startup a crescere.

Prima di tutto non esiste un solo programma di accelerazione, ce ne sono ben 30, ognuno dei quali (tranne due) è gestito da una grande azienda che affitta da StationF i desk e poi crea dei programmi su misura negli ambiti di riferimento. ShakeUp Factory, partner parigino di Sbc FoodTech (che alla StationF ha tenuto il suo Demo Day), ha alle spalle colossi come Danone, Nestlé e Sodexo, e ha lanciato un programma nel campo FoodTech.

L’Oreal, neanche a dirlo, nel campo della cosmesi (BeautyTech). Ubisoft nel segmento gaming e Microsoft nel campo dell’Intelligenza artificiale. Il gruppo televisivo TF1 accelera startup che vogliono rivoluzionare il settore dei media, mentre Havas accoglie i team nel campo della comunicazione. Insomma, ce n’é per tutti i gusti e qui potete trovare l’elenco competo.

Ci sono poi due programmi ‘speciali’. Il primo é il Founders Program, gestito dalla stessa StationF, che seleziona startup a livello globale. “Solo il 9% delle application passa. Abbiamo un board di selezione fatto da cento mentors provenienti da tutto il mondo”, spiega Rachel. Le startup selezionate pagano 195 euro al mese l’affitto del desk (non c’é limite di tempo) e hanno accesso a tutte le facilities del campus (dai laboratori per la stampa 3D, ai ristoranti fino al campo da tennis che, sembra, sarà costruito sul tetto). L’altro programma speciale è il Fighters Program, dedicato alle persone che provengono da situazioni difficili, ma che hanno voglia di farcela.

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