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Ott 31, 2018

Glovo compra Foodora Italia, nasce un nuovo colosso delle consegne a domicilio

Dettagli finanziari ignoti, il marchio di Delivery Hero finisce nelle mani del gruppo spagnolo presente in 12 città. Pichi: "Il multi-prodotto ci premia"

Foodora Italia, il braccio nazionale del gruppo tedesco Delivery Hero che nei mesi scorsi ha deciso di ritirarsi dal mercato nostrano cedendo le attività domestiche del food delivery, passa a Glovo. Altro gigante delle consegne a domicilio, sebbene non limitate alla ristorazione. La startup spagnola si porta dunque a casa la branch tricolore presente in Italia dal 2015. Prima a Milano e Torino, poi Roma, Firenze, Bologna e Verona.

Dettagli economici sconosciuti

Secondo le prime notizie, e con una pessima abitudine del settore non sembrano esserci dettagli finanziari sull’operazione, la cessione avverrà in diverse fasi che, progressivamente, vedranno integrare Foodora (che continuerà a operare autonomamente ancora per un po’) sotto il marchio Glovo, lanciato a Barcellona nel 2015 e specializzata nella consegna multi-prodotto. Attivo in 76 città e venti Paesi, il gruppo dice di avere oltre un milione di utenti e 5.600 partner associati. In Italia è presente in 12 città: Milano, Roma, Monza, Catania, Palermo, Firenze, Bologna, Verona, Genova, Torino, Padova e Bari in ordine di apertura. “L’acquisizione – si legge in una nota per la stampa – rientra nella strategia di sviluppo della start up spagnola che mira a consolidare la sua presenza in diversi mercati, con un focus nell’area Emea, dove l’Italia riveste un ruolo chiave”.

Il consolidamento nella ristorazione

Dal food alla spesa, dai fiori ai vestiti della lavanderia, alle medicine, fino ai libri per l’inizio scolastico, Glovo consegna di tutto. Ovviamente l’acquisizione di Foodora Italia – e della sua ricca ragnatela commerciale di locali e ristoranti, per giunta di buon livello qualitativo – consoliderà la parte della ristorazione, per la quale l’app iberica non è al momento la prima scelta, in termini di app da consultare sullo smartphone.

Il commento

La diversificazione della nostra offerta di consegne on demand, estesa a ristoranti, supermercati, farmacie e negozi di ogni genere è un approccio di business che ci ha premiato sul mercato – ha spiegato Matteo Pichi, Country manager di Glovo Italia – in un solo anno infatti, siamo passati da essere attivi in una sola città, Milano, a coprire capillarmente oltre 12 attraverso accordi commerciali con numerosi importanti partner da Roadhouse e La Piadineria, a McDonald’s fino a To.Market, il supermercato online disponibile sette giorni su sette”.

Un po’ di storia recente

Che fine farà la rete di rider di Foodora – circa un migliaio – fra i più agguerriti nella battaglia per le rivendicazioni lavorative? E gli altri dipendenti italiani? L’azienda tedesca aveva deciso di ritirarsi dal mercato nostrano, mettendo in vendita il marchio, all’inizio di agosto. La strategia di Delivery Hero è quella di puntare sui Paesi a più alta redditività, tant’è che Foodora e brand simili si stanno ritirando anche da Australia, Olanda e Francia.

Poche settimane prima la piattaforma aveva minacciato di abbandonare il Paese nel caso in cui la regolamentazione legata al mondo dei rider e delle consegne a domicilio – sulla quale sta lavorando il ministero dello Sviluppo economico con un tavolo di confronto di cui non sono noti gli sviluppi – fosse risultata troppo stringente. Al contrario, aveva lanciato una propria “carta dei rider” proponendo un contratto di collaborazione e alcune tutele minime ai fattorini in bicicletta e scooter. Mossa che, fra l’altro, aveva disegnato per Foodora una posizione differente rispetto a quella delle altre piattaforme come Just Eat, Deliveroo, Uber Eats e la stessa Glovo.

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