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Ott 17, 2018

Eattiamo raccoglie fondi in Cina. E punta al mercato USA

La startup che porta il made in Italy sulle tavole di tutto il mondo inizia un viaggio che la porterà ad Oriente. Ma per ora l'obiettivo principale restano gli States

Il viaggio è appena iniziato, e per ora conduce a Ovest: verso gli Stati Uniti, dove Eattiamo è già presente sulle tavole di centinaia di famiglie e punta a raggiungerne migliaia entro la fine dell’anno. E c’è da registrare una novità interessante: l’arrivo di nuovo fondi, destinati a sostenere la crescita nel mercato nordamericano, che però curiosamente arrivano da Oriente. Perché è lì che in futuro Eattiamo sbarcherà: ma per ora concentriamoci sul presente, fatto anche di crowdfunding.

200K e la fiducia degli investitori (vecchi e nuovi)

Nicholas Figoli e Francesco Pelosi, i due founder di Eattiamo, hanno un piano preciso: “Il nostro focus è e resta il mercato americano per ora – racconta a StartupItalia! Figoli, raggiunto al telefono alla vigilia di un viaggio all’estero volto a valutare le prossime tappe della loro avventura – Abbiamo un modello di business altamente adattabile, che ha funzionato bene sul mercato USA: in futuro valuteremo su quali geografie spostarci, e senz’altro la Cina è un mercato interessante. Ma negli USA siamo unici, anche grazie al fatto che abbiamo fondato la nostra Eattiamo Inc. ormai 2 anni fa. E prima della Cina, puntiamo a fare benissimo negli States”.

Quello che hanno creato i due founder, entrambi usciti da importanti multinazionali per seguire la vocazione imprenditoriale, è un modello basato sulla relazione con i produttori locali dell’eccellenza italiana: “Nei nostri box inseriamo 7 prodotti di qualità, che magari non sono mai sbarcati Oltreoceano: abbiamo messo in piedi un network di almeno 100 produttori, con loro abbiamo un rapporto intenso. Ci sentiamo spesso, li conosciamo uno per uno: mi piace pensare che siamo la caravella che li porta dall’Italia all’America, crediamo molto nella possibilità di aiutare i piccoli produttori a farsi conoscere dal grande pubblico”.

 

Grazie a questo impegno e a questa rete di eccellenze è arrivato anche l’interessamento di due imprenditori cinesi, e con loro un finanziamento da 200K euro: “Così come ci siamo adattati al mercato USA, seguiremo i consigli dei nostri investitori cinesi per adattarci a quel mercato. Ma è qualcosa che spostiamo più avanti nel tempo, perché ci saranno molte sfide da affrontare”. E non è banale: “Con il nostro CMO, Maria Gonzales, ci sforziamo di non guardare il cibo come italiani: lei è spagnola e ci dà una gran mano in questo senso, non possiamo dare nulla per scontato”.

Tanto per fare un esempio: per noi italiani è scontato conoscere quanto sale va nell’acqua per bollire la pasta. O che significa preparare un soffritto e a cosa serve. Ma non sempre è così: “Dobbiamo pensare a che cosa è per i nostri clienti esteri il cibo italiano, dobbiamo creare dei nuovi box con dentro tutto quello che serve a mettere assieme una cena. Forchette comprese, in alcuni casi. Stiamo partendo per un viaggio verso la Cina proprio per iniziare il percorso di avvicinamento a questa nuova realtà”.

Il momento del crowdfunding

Dopo questo finanziamento, che si unisce a quello da 150K ottenuto nel biennio precedente dalla Famiglia Ceretto (Eattiamo è anche stata accelerata da H-Farm e FoodX), arriva il momento per un crowdfunding attraverso la piattaforma Mamacrowd: “Per noi è un passaggio molto importante: puntiamo a raccogliere altri 250K euro dagli investitori e completare il nostro round. Partiamo da una valutazione pre-money di 2,5 milioni – prosegue Figoli – e metteremo sul mercato dal 7 novembre il 10 per cento di equity: così come i nostri investitori hanno creduto in noi, speriamo e crediamo che saranno in tanti a credere in questo progetto”.  I dettagli sul piano industriale di Eattiamo sono disponibili sul sito della società.

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