Ultimo aggiornamento il 12 Aprile 2018 alle 11:16
Il più grande giro del mondo dell’innovazione nel cibo, parte dall’Italia. Al via “Food Innovation Global Mission”
Alla Camera di Commercio di Roma, prende il via il più grande giro del Mondo nella tecnologia applicata al settore agroalimentare: 60 giorni (dal 12 maggio al 12 luglio 2018), 12 città di 10 Paesi, una delegazione di 16 ricercatrici e ricercatori provenienti da 10 nazionalità diverse.
Pensa come un attivista. Agisci come uno scienziato.
L’ho letto rientrando da Roma, nel libro che mi ha regalato Marc Buckley.
Mi è sembrata la frase perfetta per quella giornata così speciale: il Future Food Institute aveva appena fatto la storia del futuro e lo aveva fatto proprio così. Pensando da attivista e agendo da scienziato.
Ieri, alla Camera di Commercio di Roma, abbiamo lanciato il più grande giro del Mondo nella tecnologia applicata al settore agroalimentare: 60 giorni (dal 12 maggio al 12 luglio 2018), 12 città di 10 Paesi, una delegazione di 16 ricercatrici e ricercatori provenienti da 10 nazionalità diverse.
Europa, America, Canada, Giappone, Cina, Hong Kong, Thailandia, India.
Faremo 40mila chilometri.
Perché? Cosa spinge l’organizzazione internazionale no profit leader nella food innovation a fare uno sforzo di questo tipo? A che scopo perdere così tanto l’equilibrio ed avventurarsi pionieristicamente in questa “brutalità”, come direbbe Cesare Pavese parlando del viaggio?
Le ragioni, dal mio punto di vista, sono essenzialmente 5:
2. Perché questo è un viaggio intorno al mondo della food innovation. E la food innovation è un tema che ha a che fare con la vita dell’uomo e del Pianeta. Con i cambiamenti climatici. Con l’equa distribuzione del cibo. Con la fame nel mondo. Con il diritto ad accedere ad un cibo sano e salubre per tutti. La food innovation, come dice il Prof. Matteo Vignoli, Direttore del Food Innovation Program, è uno sforzo collettivo. Lo è proprio come i cambiamenti climatici. O insieme o niente. O tutti guardiamo nella stessa direzione e agiamo in modo sostenibile o le conseguenze, lo dice la scienza, saranno devastanti per l’intera umanità. Per le future generazioni, verso le quali abbiamo il dovere morale e materiale, di restituire un Pianeta sano. E’ quindi la natura del tema che affrontiamo a richiedere di alzarsi dalle sedie, staccare gli occhi dal computer, lasciare le nostre scrivanie e le nostre certezze di individui, ed abbracciare la nostra natura di esseri umani, portatori di un interesse più grande del nostro, singolo, ma portatori di un interesse collettivo. E’ con questo spirito, che dobbiamo farci umanità. Cioè stare con gli altri, incontrare quelli di noi che sono i migliori nel loro campo, che si stanno distinguendo per l’impatto che stanno raggiungendo e fare come loro, guardare in quella stessa direzione, agire nel modo sostenibile che hanno creato, scoperto e capire come portarlo in concreto nelle aziende, startup, centri di ricerca, università, istituzioni, cioè in tutti gli ecosistemi che, insieme, possono cambiare un modello produttivo e nutrizionale rotto.
3. Perché il cibo in sé è un viaggio nel tempo e nello spazio. E l’unico modo per vivere e sperimentare questo viaggio è viaggiare. Con il cibo onoriamo il passato, la catena che sta dietro ogni cibo che mangiamo, le storie degli agricoltori che lo hanno prodotto e di chi ha permesso che potessimo accedere a quel cibo. Con il cibo, allo stesso tempo, sperimentiamo il presente e ci prepariamo al futuro, influenzandolo drasticamente con le nostre scelte alimentari.
4. Perché non saremo noi a fare un viaggio, ma il viaggio a fare noi, come direbbe qualcuno. La delegazione, cioè – già composta da 16 delle oltre 300 persone candidate a prendere parte al Food Innovation Program e scelte per risultati accademici e professionali eccellenti, nonché motivazione personale -, si sottoporrà volontariamente ad una ninfosi. Sapete cos’è la ninfosi? E’ il processo che porta i bruchi a diventare farfalle. I bruchi-ricercatori dopo la I fase del Master sono maturi e vanno in ninfosi-global mission. E’ lì che cambiano comportamento, formano la crisalide e si preparano a diventare, non senza sofferenza, delle splendide farfalle e dei veri e propri future food leaders.
5. Perché il Made in Italy è famoso in tutto il mondo anche e soprattutto per il cibo. E’ tempo che si vada in missione per far sapere al mondo che l’Italia è pronta a imporre il proprio ruolo di leadership anche sull’innovazione applicata al cibo. E’ un Made in Italy 4.0., il cui volto sono 16 ricercatrici e ricercatori che provengono da Belgio, Sud Africa, Egitto, Nigeria, Stati Uniti, Colombia, India, Cina, Giordania e Filippine. Sono ingegneri, tecnologi, chimici, economisti, imprenditori, designer, chef, agronomi, esperti in scienze politiche ed internazionali, sono food scientist e manager, che studiano in Italia, nella Food Valley, a Reggio Emilia e che all’Italia restituiranno lo straordinario know appreso durante la Food Innovation Global Mission del Future Food Institute, patrocinata infatti dal Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.
In ognuna delle 12 tappe, incontreremo aziende, startup, makers, scienziati, rappresentanti istituzionali; visiteremo Fablab, Università, centri di ricerca, cluster scientifici e tecnologici, per promuovere un approccio più sostenibile e consapevole all’alimentazione, sviluppare nuove tecnologie e innovazioni nel settore alimentare. Incontreremo anche i foodies rappresentativi del Made in Italy nel mondo, grazie soprattutto alla collaborazione con “I Love Italian Food”, la più grande community internazionale dedicata al cibo 100% italiano.
Incontreremo Ambasciatori, Ministri, Consoli, rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, rappresentanti delle Nazioni Unite, in una prestigiosa agenda istituzionale per discutere di food policies, food identities e di città e Paesi del futuro.
Grazie alla collaborazione con UNIDO ITPO Italy, l’Agenzia delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale dei Paesi in Via di Sviluppo, saremo a Tokyo all’Heads Meeting delle 9 Agenzie del mondo che si occupano di questi temi.
Il Future Food Institute, infatti, sarà accanto ad UNIDO ITPO Italy per la 3a edizione del “International Award for Innovative Ideas and Technologies on Agribusiness”, un potente strumento volto a identificare le migliori soluzioni globali ad alto potenziale volte a migliorare le condizioni socio-economiche dei paesi in via di sviluppo, che UNIDO ITPO Italy gestisce in modo assolutamente pionieristico, avendo nel tempo mappato più di 500 soluzioni ad alto impatto per i PVS.
E ancora grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio Italiana ad Hong Kong faremo un evento con circa 100 importanti stakeholder, che ci aiuterà a consolidare una strada già intrapresa in loco. La stessa che ci ha portato a collaborare con Hema del gruppo Alibaba e che ci porterà a breve ad aprire anche una sede ad Hong Kong, dopo quelle di Madrid, San Francisco e naturalmente Bologna.
L’Ambasciata d’Italia a Berlino ci accoglierà con un evento di grande ispirazione e networking e più in generale, grazie al Ministro Giovanni Umberto De Vito e alle comunicazioni ufficiali della Farnesina sulla Food Innovation Global Mission indirizzate alle Ambasciate d’Italia, all’estero l’Italia ci spalancherà le porte facendoci sentire a casa e agevolando il nostro lavoro.
Questo ovviamente è uno degli aspetti che personalmente mi stanno più a cuore, avendo studiato con Al Gore a Pittsburgh come Climate Leader ed essendo quindi parte del Climate Reality Project dell’ex Vicepresidente degli Stati Uniti e Premio Nobel per la Pace.
I Climate Leaders sono 12mila in 136 diversi Paesi. Siamo tutti in una sorta di social network che si chiama Reality Hub. E’ lì che ogni giorno scrivo per chiedere una mano.
Sapete cosa ho ottenuto?
La ricerca della delegazione si concentrerà su 4 tematiche:
sostenibilità ed economia circolare
futuro delle proteine
innovazione agricola in contesti rurali ed urbani sempre più “smart” (smart cities)
futuro dei food service.
Ogni ricerca darà vita ad una pubblicazione di approfondimento sul tema ed una collana di documentari.
I risultati di questa incredibile missione verranno presentati durante l’edizione 2018 di Maker Faire di Roma (12-14 Ottobre 2018) .
La Food Innovation Global Mission sarà costantemente seguita da una massiccia campagna social che abbiamo chiamato “Future Food 4 Climate Change” e il cui hashtag ufficiale è #FF4CC.
Ognuno di voi può diventare Advocate della campagna, cioè un ambasciatore dei messaggi che, attraverso la campagna digitale, porteremo nel Mondo.
Il contest per aderire è su www.foodinnovationprogram.org. E’ lì che troverete i contenuti interattivi che ci prepariamo a realizzare per tutta la nostra community: digital food meet up con esperti del settore, con domande e risposte dove si potranno approfondire tutti i temi legati alla food innovation. E’ lì che scoprirete come voi sarete inseriti nel circuito del Future Food Institute.
Il Testimonial della campagna è Marc Buckely, quello che mi ha regalato il libro.
Marc è CEO e co-fondatore di ANJA GmbH & Co. KG, un’azienda agroalimentare e di produzione di bevande salutari completamente sostenibile che invece di consumare energia, la crea. Non produce emissioni di gas serra e non spreca. Marc è Professore dell’Accademia Green Brand e collabora anche con il MIT. E’ coordinatore del Climate Reality Project per Austria e Germania. E’ un attivista, un imprenditore, uno scienziato e Ambassador del Future Food Institute.
Ciascuno di voi può far parte di questo movimento. Perchè ciascuno di noi mangia quello che inquina e inquina mangiando. Ed è tempo di cambiare questa tendenza, pensando da attivisti e agendo da scienziati nomadi.
* Claudia Laricchia è Head of Institutional Relations and Global Strategic Partnerships del Future Food Institute e Climate Leader del Climate Reality Project di Al Gore