Ultimo aggiornamento il 6 Febbraio 2017 alle 13:31
In questa caffetteria i robot hanno sostituito il barista
Cafe X è un chiosco ibrido tra un bar e un distributore automatico: al posto del barista, c'è un robot che prepara le bevande in meno di un minuto
Risale al 1555 a Costantinopoli la prima bottega di caffè al mondo. Ora, 462 anni più tardi, sta avvenendo una vera e propria rivoluzione. A San Francisco ha aperto Cafe X, la prima caffetteria con il barista meccanico. All’interno del Metreon, un grande centro commerciale in centro città, tra cinema, ristoranti e negozi, spicca questo chiosco. Un ibrido tra un bar e i distributori automatici che troviamo in ogni ufficio. L’ordine si può fare attraverso il menu elettronico davanti al chiosco, oppure scaricando l’apposita app, disponibile per Android e iOS. Alla scelta del prodotto desiderato, un sistema interno invierà un SMS o una email con il codice dell’articolo. Il cliente non deve far altro che inserire i quattro numeri e il gioco è fatto, in meno di un minuto il caffè è servito.
Cafe X è nato proprio per ridurre i tempi d’ attesa dei clienti. Il fondatore Henry Hu, grande consumatore di caffè, ha visto che i baristi trascorrevano la maggior parte del loro tempo nel pulire banconi, sistemare le tazze, a scapito della preparazione delle bevande espresse. Quindi Hu ha avuto la brillante idea di costruire una caffetteria completamente meccanizzata.
Cafe X dovrebbe essere in grado di aumentare i margini all’interno del settore, riducendo i tempi di attesa per gli utenti frettolosi.
Il velocissimo braccio meccanico Melfa è nato da una partnership tra Mitsubishi e Welfa. L’esperimento è sostenuto da un capitale di 5 milioni di dollari investiti da: Khosla Ventures, Social Capital, Jason Calacanis, Felicis Ventures, Silicon Valley Bank and The Thiel Foundation. Il finanziamento sottolinea una tendenza in crescita nella Silicon Valley, quella di sostenere startup alimentari e di bevande che utilizzano la robotica per tagliare i costi.
Nonostante sia comprovata la facilitazione lavorativa da parte dei robot, la transizione verso un’economia più automatizzata fa ancora molta paura. “Dobbiamo lavorare sulla fornitura, sulle ricette, la manutenzione e l’assistenza clienti” ha detto Hu, interrogandosi su questa tendenza e soprattutto sul ruolo di Cafe X. Henry Hu punta a distribuire i suoi chioschi robotici in tutti gli Stati Uniti e non solo. La sua idea è di dare un’ampia scelta di semi di caffè locali in giro per il mondo. Dopo San Francisco, un altro Cafe X è stato aperto a Hong Kong. I consumatori, oltre che della velocità, stanno beneficiando anche di prezzi molto convenienti. Una bevanda da 200 ml a San Francisco costa in media 4/5 dollari, Cafe X ne costa solo 2,25. Solo il tempo ci dirà se l’idea è quella giusta, anche se la tecnologia non riuscirà a sostituire il “buongiorno” del barista.