Così ultrasuoni e robot miglioreranno la qualità dell'olio nei frantoi pugliesi
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Ultimo aggiornamento il 4 luglio 2016 alle 12:10

Così ultrasuoni e robot miglioreranno la qualità dell’olio nei frantoi pugliesi

Mani bioniche per ottenere il meglio dall'oro verde. Il progetto di MBL Solutions, che guarda anche ai latticini

Il futuro dell’olio extravergine è negli ultrasuoni: lo ha detto Riccarco Amirante del Politecnico di Bari e lo ha ribadito l’ingegner Luigi Maldera della MBL Solutions, che questa tecnologia la sta inserendo in una macchina già in fase di sperimentazione presso alcuni frantoi pugliesi. L’azienda di Corato (BA) è capofila del progetto PERFOrm TECH Puglia Emerging FOOD Techonology attraverso il quale questo estrattore potrà essere realizzato. Maldera e la sua squadra di ingegneri fin dal 2005 si sono impegnati per offrire soluzioni robotiche in ambito agri-food. Diventare capofila di un progetto sull’innovazione del settore in Puglia era dunque un’evoluzione naturale.

MBL Solutions svuotamento-teglie

Dal legno al packaging

MBL Solutions nasce come un’azienda di servizi. Luigi Maldera è un ingegnere meccanico che, forte della sua esperienza nel settore automazione, ha voluto riunire un gruppo di professionisti per offrire servizi di ingegneria a 360 gradi. Sono partiti in 4 e, man mano che vedevano le idee prendere vita grazie ad altre aziende, hanno deciso di iniziare a costruire le macchine progettate. «Il primo settore in cui ci siamo cimentati è quello del legno. Poi siamo passati al packaging: nel 2008 abbiamo messo a punto un sistema di automazione del fine linea, riscontrando i grossi benefici che questo sistema poteva portare a un comparto in evoluzione», spiega Maldera. Poi è arrivata la customizzazione: «Non essendoci macchine che potevano adattarsi a determinate esigenze dei clienti, abbiamo adattato le nostre».

Meno incidenti, con i robot collaborativi

Ecco che nasce la collaborazione con Apulia Food di Canosa (BA) e Puglia Sapori di Conversano, dove la robotizzazione del packaging ha creato un forte valore aggiunto. «Non costruiamo macchine per far licenziare le persone. Chi ha bisogno di automazione, vuole far crescere il proprio business. Con la robotica si può aumentare la marginalità e rendere più competitivo il proprio prodotto sul mercato». Tanto più che i robot collaborativi sono in grado di lavorare a stretto contatto con l’uomo, senza fargli del male, ma coordinando i suoi movimenti con quelli del collega umano, arrivando anche ad evitare incidenti.

Mani bioniche per la stracciatella pugliese

Le mani bioniche e sensibili costruite dalla MBL Solutions hanno trovato impiego anche nel settore lattiero caseario. Questa strumentazione è stata pensata per maneggiare l’altro oro pugliese, quello bianco: la stracciatella. Tuttavia, la stessa tecnologia è stata adattata alla produzione di cibo da forno e alla commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. «Nel confezionamento della frutta c’è molta manodopera umana. I nostri macchinari sono dotati di sensori olfattivi e uditivi che permettono di analizzare la maturazione del frutto, classificarne la tipologia, determinando quindi anche un efficientamento del prezzo del prodotto», perché la frutta matura dovrà costare meno di quella acerba, dato che avrà una vita più breve sullo scaffale nel supermercato. Sapere a che punto di maturazione è il frutto può fare molta differenza. «La messa a punto di questa tecnologia ci rende pionieri del settore e vogliamo presentare questo prodotto fra un anno: al momento stiamo approfondendo gli studi della sensibilità della mano».

Artigianalità e innovazione: è davvero una sfida?

L’automazione del settore agri-food, uno trai pochissimi a non aver registrato flessioni nonostante la crisi, sembra andare in controtendenza rispetto a concetti di artigianalità culinaria, attenzione maniacale alla materia prima, possibilmente bio che più bio non si può. «L’artigianalità non sta nella manipolazione dei prodotti da parte dell’uomo, ma nella scelta degli ingredienti. Si può essere artigiani nella qualità che si propone anche utilizzando apparati meccanici e robotizzati perché aumentano la marginalità, senza dover ricorrere a materie prime di bassa qualità, truffando il consumatore. L’inserimento di innovazioni meccatroniche garantisce la qualità artigianale a un costo industriale», afferma il fondatore di MBL Solutions.

L’olio del futuro si farà con gli ultrasuoni

In questo solco si inserisce anche il meccanismo di estrazione dell’olio a ultrasuoni a cui l’azienda sta lavorando in collaborazione con il Politecnico di Bari, presentata lo scorso 28 giugno. «Il metodo dei nostri nonni per estrarre l’olio non è più né competitivo né consono alla creazione di un prodotto di qualità», spiega Maldera. Per Riccardo Amirante del Politecnico di Bari, «l’idea è quella di aumentare la capacità produttiva degli impianti, consentire all’impianto di lavorare in modalità davvero continua, aumentare l’efficienza estrattiva del prodotto e quindi sottrarre l’extravergine d’oliva ai sottoprodotti, nonché migliorare le qualità del prodotto». I primi risultati forniti dall’università di Bari confermano che, grazie agli ultrasuoni, la qualità dell’olio migliora ancora di più, dimostrando che artigianalità (quella dei sapori) e innovazione possono creare una sinergia importante.

Un motore elettrico per la bicicletta

Nel futuro della MBL Solutions, che ha chiuso il 2015 con un fatturato da 1,3M di euro, c’è anche un progetto che Maldera definisce «la Tesla delle biciclette». «Grazie alla partecipazione nella nastra azienda della holding Vancor, stiamo sviluppando tecnologie green. Al momento stiamo lavorando su un motore elettrico per biciclette, che fornisca una pedalata assistita senza sostituirsi al ciclista. Si può impostare il software su una base di parametri che registrino ad esempio la frequenza cardiaca. Verificata la soglia, il software accenderà il sistema per aiutare chi sta pedalando». Al momento ne sono stati già ordinati 1000 pezzi. Entro il 2017 si mira a venderne tra i 10 e i 20 mila pezzi.

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