Arriva la legge contro lo spreco alimentare. Cosa cambia
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Ultimo aggiornamento il 19 marzo 2016 alle 12:52

Legge contro lo spreco alimentare (anche per i farmaci). Cosa cambia

Favorite cessioni a titolo gratuito, differenza tra termine minimo di conservazione e scadenza, possibile raccolta (e donazione) di prodotti agricoli rimasti nei campi. La Camera dice sì alla legge contro lo spreco alimentare. Cosa cambia

Contrastare lo spreco alimentare rendendo più semplici le donazioni ed educare i cittadini a non buttare via gli avanzi. Con 277 voti favorevoli l’Aula di Montecitorio ha approvato la legge contro gli sprechi alimentari. Il provvedimento passerà ora all’esame del Senato, che dovrà ora pronunciarsi sul testo unificato delle proposte di legge sulla donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici ai fini della solidarietà sociale. La legge chiarisce tra l’altro la differenza tra il termine minimo di conservazione e la data di scadenza, qualifica la donazione come “cessione di beni a titolo gratuito”, consente la raccolta dei prodotti agricoli “che rimangono in campo” e la loro cessione a titolo gratuito. Chiarisce poi una gerarchia della donazione, “con una priorità al consumo umano” mentre le eccedenze alimentari non idonee “possono essere cedute per il sostegno degli animali”. Un articolo riguarda poi i prodotti finiti della panificazione che possono essere donati entro le 24 ore dalla loro produzione.

spreco_familybag

Favorite le family bag

Per ridurre gli sprechi nel settore della ristorazione il testo promuove inoltre iniziative volte a incentivare i clienti a portare via gli avanzi delle loro ordinazioni, la family bag, come l’ha definita Maria Chiara Gadda, relatrice. L’articolo 15 favorisce infine la donazione dei medicinali “correttamente conservati e non scaduti” alle onlus che dispongano di personale sanitario, perché “la povertà  non è solo alimentare” ma si vive anche “nelle associazioni che ogni giorno danno assistenza agli indigenti in materia di cura e assistenza sanitaria”.

Il costo dello spreco: 12,5 miliardi

Gli sprechi alimentari costano all’Italia 12,5 miliardi che sono persi per il 54% al consumo, per il 21% nella ristorazione, per il 15% nella distribuzione commerciale, per l’8% nell’agricoltura e per il 2% nella trasformazione. In media ogni italiano ha buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l’anno, avverte Coldiretti. Dopo che anche il Parlamento francese ha approvato definitivamente lo scorso 3 febbraio una serie di misure contro lo spreco di cibo, l’iniziativa italiana è coerente gli obiettivi dell’Unione Europea dove, secondo il commissario europeo alla Salute e alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, lo spreco alimentare si stima ammonti a circa 100 milioni di tonnellate l’anno.

Martina: sprechi vanno abbattuti

“Il voto di oggi conferma l’Italia in prima linea nella lotta contro lo spreco alimentare. Ora bisogna arrivare presto all’approvazione definitiva”, ha detto afferma il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. La legge risce a  “semplificare le donazioni per le aziende e per la prima volta anche per l’agricoltura si disegna un ruolo da protagonista, attraverso le donazioni dirette agli indigenti”. L’Italia rappresenta già una buona pratica a livello internazionale: ogni anno recuperiamo 550mila tonnellate di eccedenza in tutta la filiera. “Nel 2016 – annuncia il ministro – vogliamo arrivare a 1 milione. Il nostro piano SprecoZero va avanti con le misure della nuova legge e con l’intervento che abbiamo già fatto con la stabilità, dove abbiamo reso per le imprese piu’ conveniente donare che sprecare cibo”.

Banco alimentare: “Siamo felici”

“Siamo felici per l’approvazione della legge Gadda contro lo spreco alimentare, un progetto che nasce dalla collaborazione tra Istituzioni, filiera agroalimentare e terzo settore – ha detto Marco Lucchini, direttore generale della Fondazione Banco Alimentare. Una legge che finalmente riorganizza il quadro normativo di riferimento che regola le donazioni degli alimenti invenduti con misure di semplificazione, armonizzazione e incentivazione, ma che soprattutto stabilisce la priorità del recupero di cibo da donare alle persone più povere del nostro Paese. Nello scorso anno abbiamo distribuito 85.000 tonnellate di alimenti e oltre 1 milione di piatti pronti di cibo cotto, con questa legge Banco Alimentare oggi ha un’arma in più per continuare il lavoro di questi 25 anni e aumentare l’aiuto che diamo ogni giorno a oltre 8.000 strutture caritative che assistono 1.560.000 bisognosi di cui quasi 135.000 bambini”.

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I punti della nuova legge

1. Perché

Lo scopo principale è ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, farmaceutici o di altri prodotti favorendo il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari, in via prioritaria ai fini dell’utilizzo umano, e di prodotti farmaceutici ed altri prodotti a fini di solidarietà sociale.

2. Le eccedenze alimentari

Sono quei prodotti che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza, rimangono invenduti per varie cause ovvero non idonei alla commercializzazione, di spreco alimentare. Insomma, “i prodotti alimentari, ancora commestibili, che vengono scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali o estetiche ovvero perché in prossimità della data di scadenza“.

3. Cosa prevede la legge

Detta le modalità di cessione delle eccedenze alimentari da parte degli operatori del settore alimentare che deve essere gratuita e destinata a favore di persone indigenti. E’ inoltre consentita la cessione a titolo gratuito delle eccedenze di prodotti agricoli in campo o di allevamento idonei al consumo umano e animale: le fasi di raccolta o ritiro dei prodotti agricoli sono svolte sotto la responsabilità di chi le effettua e nel rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza alimentare. La legge prevede anche la cessione gratuita di prodotti alimentari in caso di confisca.

4. Chi verifica l’applicazione

E’ istituito al ministero delle Politiche agricole e foreastali un tavolo permanente di coordinamento con il compito di promuovere iniziative indirizzi e strumenti per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti, con compiti consultivi, propositivi, di monitoraggio e di formulazione di progetti e studi finalizzati alla limitazione degli sprechi ed alla distribuzione delle eccedenze, e ne disciplina la composizione.

5. Chi diffonde l’informazione

Il testo all’esame della Camera prevede anche l’impiego della Rai per informare ed educare contro gli sprechi e per promuovere campagne di informazione. Il ministero dell’Università e della ricerca è affidata la promozione di campagne anti-spreco nelle scuole.

6. Finanziamenti

Viene rifinanziato con 2 milioni di euro per il 2016 il Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti e contestualmente istituito nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali un Fondo, con dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, destinato al finanziamento di progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi e all’impiego delle eccedenze.

7. Non solo alimenti, anche farmaci

La legge si applica anche ai prodotti farmaceutici, ovviamente non scaduti e correttamente conservati donati alle Onlus per la distribuzione agli indigenti.

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