Ultimo aggiornamento il 3 Ottobre 2015 alle 16:17
Il fritto fa male? Falso! Ecco le 10 leggende metropolitane della tavola
Il latte fa bene alle ossa, il cioccolato fa ingrassare, bisogna bere due litri d’acqua al giorno, ma non solo: di seguito smontiamo alcune fra le più diffuse “bugie” alimentari
Una mela al giorno toglie il medico di torno, (forse se usata come arma impropria) è stato il primo dogma, ma non l’unico. Sempre di più infatti sono gli stereotipi alimentari basati su convinzioni fittizie, mascherati da buoni consigli o da severi divieti, spesso amplificati a dismisura dal web, da testimonial famosi, da pratiche definite “salutari”.
Purtroppo a nulla spesso valgono fior di pubblicazioni, ricerche scientifiche, paper di indubbia qualità. In questo articolo ne analizziamo dieci, fra i più coriacei. Iniziando con tre ottime notizie per le buone forchette.
I cibi fritti sono indubbiamente gustosi, ma altrettanto pesanti da smaltire per il nostro fegato. Come spesso accade, però, il cibo preparato in casa è ben più salutare dei prodotti acquistati. Fondamentale è la qualità dell’olio, che dev’essere ottima e l’attenzione prestata in fase di cottura: mai bruciare ciò che friggiamo, potremmo liberare sostanze tossiche.
Rimangono all’indice le farine 0 e 00, troppo raffinate. Ma si salvano quelle macinate a pietra, magari provenienti da piccole produzioni semiartigianali. Da preservare anche l’uso di farine più “particolari” come quelle di quinoa, legumi, cereali o castagne.
Il cioccolato, purtroppo per lui, “gode” di un pantheon di falsi miti e bugie invidiabile. Una ricerca dell’Università di Granada si è preoccupata di smontarne qualcuno, come quello che individua nel cioccolato un alimento troppo calorico. In effetti, pare, mangiare moderatamente cioccolato fondente può addirittura aiutare nel perdere peso, grazie ad alcune sostanze antiossidanti, prime fra tutte le catechine.
I carboidrati sono fondamentali per il nostro organismo, sono la prima fonte di energia utile. Anche chi ha il diabete dunque, se pur con una certa attenzione, dovrebbe assumerli. E può farlo con l’orzo, che si distingue per una basso indice glicemico.
Questa è in effetti una pietra miliare dei consigli estivi dei telegiornali, insieme al non uscire nelle ore più calde e allo stare all’ombra. Non è sempre così: chi, bontà sua, riesce a mantenersi con una corretta alimentazione, ricca di frutta, verdura e bevande, non ha bisogno di otto bicchieri d’acqua. È il pensiero del medico americano Aaron Carroll, che sostiene che ognuno di noi possa avere un diverso bisogno d’acqua.
Il latte è ricco di calcio, certo, e le mamme fanno comunque bene a mandar le loro figlie a prenderlo, nonostante le insidie amorose dei coetanei. Ma una ricerca dell’Università svedese di Uppsala, condotta su un campione di sessantamila donne e quarantacinquemila uomini, ha dimostrato che chi assumeva regolarmente latticini non ne guadagnava niente in termine di resistenza a infortuni e fratture ossee.
I dolcificanti artificiali, se assunti smodatamente, possono causare malattie cardiovascolari. Lo zucchero raffinato fa ingrassare. Cosa ci resta? L’alternativa naturale: zucchero di canna integrale, sciroppo d’acero, malto d’orzo, suco d’agave e, perché no, amasake, il frutto della germinazione enzimatica del riso, molto usato tra i fornelli orientali.
Nella polpa rosa del salmone è presente l’Omega 3, che fa bene, è vero. Ma spesso proviene da allevamenti intensivi, dove è nutrito con mangimi poco salutari, in ambienti compromessi e le sue carni “corrette” con coloranti. Come sempre, è importante non spaventarsi a priori ma prestare particolare attenzione in fase d’acquisto.
Uno studio pubblicato recentemente sul Journal of Food Science ha esaltato il ruolo di legumi e affini, in grado di sostituire a tutti gli effetti la carne in termini nutritivi, grazie a proteine e sali minerali.
O meglio, non proprio. Si tratta infatti non di una specie vegetale bensì di un marchio registrato, utilizzato per prodotti a base di grano khorasan. Questo postulato in realtà ne smentisce un altro: i farinacei kamut non sono adatti a chi soffre di celiachia, in quanto contengono comunque glutine.