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Lug 17, 2018

Youfarmer, l’orto bio si fa condiviso

Primo round di finanziamento per la piattaforma che coltiva la terra per le famiglie. Ma dove ci si può anche sporcare le mani

YouFarmer è un’azienda agricola condivisa. Chiunque può disporre di un proprio orto biologico e/o biodinamico, coltivato nella concretezza da aziende d’eccellenza certificate. L’utente può ritirare le verdure direttamente sul campo, stabilire un punto di consegna oppure riceverle a casa. I numeri parlano chiaro: oggi otto italiani su 10 mangiano bio e quattro su 10 lo fanno ogni giorno. Il settore vale 4,5 miliardi di euro. Ma come si trovano i prodotti di qualità, di provenienza certa e davvero a corto raggio? Youfarmer – fondata appena lo scorso gennaio da Lorenzo Cilli e Valerio Carconi – prova a dare una risposta affidandosi dunque al buon vecchio orto tradizionale per il quale servono ovviamente spazi, mezzi, competenze e tempo.

Il cofarming

Si tratta dunque di una sorta di cofarming. La piattaforma sta selezionando in questi mesi le migliori aziende agricole italiane, certificate biologico o biodinamico e che svolgono un’agricoltura di qualità senza utilizzo di sostanze nocive all’uomo e all’ambiente, limitrofe alla città e che siano in grado di ospitare le persone, per poter offrire non solo prodotti di alta qualità ma anche l’opportunità di vivere un’esperienza attraverso il proprio orto.

L’orto bio “as a service”

L’appezzamento viene ovviamente coltivato dalle aziende per conto delle famiglie che scelgono la dimensione in base alle proprie esigenze (piccolo/medio/grande, ogni dimensione ha una produzione stimata) e il servizio, venendo in azienda a raccogliere le proprie verdure o ritirarle, oppure ricevendo i frutti del proprio orto in un punto di prelievo o a domicilio. Addio alle mediazioni tipiche della gdo, che spesso compromettono costi e freschezza, e largo all’orto “as a service”, verrebbe da dire giocando e parafrasando una formula tipica della cloud Ict.

I vantaggi

I vantaggi sono molti. Il prezzo, anzitutto, la riduzione dell’inquinamento (ogni azienda si trova intorno ai 15 km dai suoi clienti per viaggiare il meno possibile), la varietà con il recupero di specialità antiche o autoctone e la biodiversità. Senza dimenticare il lato educativo, visto che c’è anche la possibilità di mettersi al lavoro sul campo e recuperare consapevolezza raccogliendo le proprie verdure.

Il primo investimento seed

Negli ultimi giorni Youfarmer ha raccolto un primo investimento seed di 300mila euro da parte del Gruppo Neorurale, che così prosegue nella propria mission anche attraverso la promozione dell’open innovation in ambito agrifood, attività svolte presso l’Innovation Center Giulio Natta a Giussago (Pv). L’accordo riverserà i suoi frutti direttamente sull’ulteriore sviluppo tecnologico della piattaforma, sulla user experience e la promozione del servizio, consolidando così l’offerta a partire dalle aree di Milano, Pavia, Pescara, Reggio Emilia e Roma.

L’obiettivo? Affiliare nel giro di tre anni aziende agricole in tutte le province italiane, servendo 50mila famiglie, che rappresentano ad oggi solo lo 0,5% dei consumatori bio quotidiani.

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