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Lug 7, 2018

La famiglia Miscusi si allarga: 60 assunzioni e presto una nuova sede

L'azienda del food ha avuto successo grazie alla formula piatto di pasta, bicchiere di vino e dolce. A Milano verrà aperta una nuova sede e sono stati selezionati finora 80 candidati con un innovativo approccio di recruiting

Progetti innovativi e opportunità di lavoro. Due concetti che spesso si accompagnano e che raccontano crescita e successo di una startup. Esattamente come sta accadendo a Miscusi, la catena di ristoranti, fondata da Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese nel 2017, che sta conquistando il mercato milanese con il format molto “mediterraneo”.

Un piatto di pasta, un bicchiere di vino e, per chi fosse goloso, una porzione di dessert. I clienti apprezzano la proposta semplice ma gustosa e gli affari vanno a gonfie vele. Tanto che dopo le prime due sedi, ora è in previsione l’apertura di una terza in zona Isola. Ed ecco perché Miscusi è alla ricerca di 60 giovani figure lavorative da inserire in vari settori dell’azienda.

Un processo di selezione atipico per l'Italia, ma che ci ha permesso di conoscere i candidati in modo diretto

Quando il colloquio diventa simulazione

Event manager, floor crew, brigata di cucina, o financial manager: queste alcune delle posizioni per cui, in occasione del recruiting day dello scorso 28 giugno, sono arrivate 1500 candidature. I 100 profili migliori sono stati inviati a partecipare a colloqui individuali e collettivi.

Particolarmente interessanti e curiosi, organizzati come una simulazione in cui il candidato finge di trovarsi in servizio e deve mostrare la propria professionalità, la capacità di suggerire i giusti abbinamenti
a un ipotetico cliente.

 

“Miscusi è una realtà innovativa, non solo per la sua forma ma per il modo di vedere le persone che la compongono”, ha spiegato Stefano Lavizzari, Head of People dell’azienda. “Sulla falsa riga delle più grandi aziende internazionali abbiamo adottato un processo di selezione atipico per la ristorazione italiana, che ci ha permesso di testare e conoscere i candidati in modo diretto. Il recruiting day è stato fondamentale per vederli all’opera, per capire la loro attitudine al lavoro di squadra e come avrebbero reagito allo stress”.

Ma molti sono stati anche i commenti positivi dei candidati a questo tipo innovativo di approccio sul recruiting. Da chi ha parlato di “un’atmosfera familiare” seduti tutti attorno allo stesso tavolo, come una grande famiglia. A chi si è soffermato sulla piacevole esperienza di una giornata stimolante e divertente commentando: “Se fossero tutti così i colloqui di lavoro ne farei uno ogni giorno”.

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