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Lug 6, 2018

L’impatto delle tecnologie esponenziali sulle PMI. Intervista a David Orban (Singularity University)

David Orban, advisor di Singularity University, spiega come le tecnologie esponenziali rivoluzionano le imprese, il loro modo di funzionare e di fare business

Per mappare il genoma umano ci sono voluti anni di studi e un budget da tre miliardi di dollari. Oggi si puó fare la stessa cosa per duemila dollari. Questo paragone descrive bene le tecnologie esponenziali. Strumenti potenti, dal costo sempre più abbordabile, che possono rivoluzionare il modo di vivere delle persone e di fare impresa.

“I personal computer e gli smartphone sono le tecnologie esponenziali a noi più vicine. Ma anche intelligenza artificiale, nanotecnologie, robotica e biologia sintetica sono alcune delle tecnologie il cui impatto sta aumentando enormemente con il passare del tempo”, racconta a StartupItalia! David Orban, advisor della Singularity University, il think tank californiano che prova ad immaginare il mondo del futuro.

 

Durante il Forum dell’Economia Digitale (ne abbiamo parlato qui), Orban ha raccontato come le tecnologie esponenziali possono modificare il modo in cui le piccole e medie imprese fanno business. “Per una impresa, grande o piccola, è inconcepibile non essere presente online. Nessuna azienda può pensare di poter fare a meno della Rete. E’ importante sperimentare e adottare le nuove tecnologie perché effettivamente danno una leva di crescita e miglioramento di ogni aspetto della vita aziendale, dalla ricerca di nuovi mercati all’ottimizzazione dei processi interni”.

 

 

Le tecnologie esponenziali rivoluzionano le aziende dalle fondamenta

Ma le tecnologie esponenziali, secondo Orban, non hanno solo un effetto di migliorare l’esistente, ma rivoluzionano dalle fondamenta l’organizzazione aziendale. “Se nel passato la struttura delle aziende era centralizzata, oggi questo non é più possibile. Una decisione sbagliata al vertice puó avere effetti catastrofici per tutta l’organizzazione. Serve allora responsabilizzare le persone e fare in modo che sperimentino e innovino. Serve una decentralizzazione dell’organizzazione. Un rete del genere é molto più resiliente”.

Il costo delle nuove tecnologie oggi non é più una barriera all’adozione. Sono a buon mercato, l’importante é aver voglia di innovare e trovare le persone giuste che guidino il cambiamento. “Investire sul talento umano é necessario, i dipendenti devono essere responsabilizzati e avere gli strumenti per contribuire con la propria creatività al successo delle aziende”.

SingularityU Italy Summit: appuntamento ad ottobre

Per approfondire i temi delle tecnologie esponenziali l’appuntamento é per il 2 e 3 ottobre al SingularityU Italy Summit (MiCo Milano Congressi). L’evento, giunto ormai alla sua seconda edizione, porta a Milano le menti più brillanti del vasto e articolato panorama dell’innovazione, offrendo ai partecipanti momenti di riflessione e ispirazione, particolarmente significativi per quanti ricoprono posizioni di responsabilità all’interno di aziende, istituzioni e comunità.

Per il 2018 il claim scelto è ‘Limitless Opportunities. Positive Impact‘. Uno slogan che riflette l’obiettivo del Summit: supportare i leader di ciascun paese a comprendere come applicare le illimitate opportunità offerte dalle tecnologie esponenziali per realizzare un vero cambiamento e un impatto positivo all’interno della propria comunità di riferimento.

Ancora in divenire la lista degli speaker. Tra quelli annunciati, oltre ovviamente a David Orban, anche Hod Lipson, docente di Ingegneria e Data Science presso la Columbia University ed esperto di robotica, self-aware car e self-replicating car; Mark Post, preside della facoltà di Fisiologia presso l’Università di Maastricht e inventore del primo hamburger “in vitro” derivato direttamente da cellule staminali animali; Stacey Ferreira, imprenditrice, speaker, autrice, co-fondatrice, giovanissima, di MySocialCloud.

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