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Giu 29, 2018

Food delivery, ecco la Carta dei valori che tutela i rider

Foodora, Foodracers, Moovenda e Prestofood hanno siglato la proposta del ministro Di Maio. Contratto, tutele e compenso orario le novità principali.

Dopo mesi di proteste, è arrivata una svolta positiva per i rider italiani: quattro aziende di food delivery (Foodora, Foodracers, Moovenda e Prestofood) hanno deciso di adottare la Carta dei valori proposta dal vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che garantisce migliori condizioni di lavoro agli addetti alle consegne di cibo a domicilio in termini di contratto, tutele e compenso orario.

“La Carta dei valori vuole essere un significativo gesto concreto verso le parti sociali e i rider, in continuazione con lo spirito di dialogo sempre mantenuto con i propri collaboratori e in vista dell’incontro del prossimo 2 luglio convocato dal ministro Di Maio”, fanno sapere le aziende. La Carta è stata illustrata il 29 giugno durante il Festival del lavoro a Milano da Gianluca Cocco, amministratore delegato di Foodora Italia.

Il documento prevede sei punti principali:

 

  1. Contrattualizzazione con contratti di collaborazione coordinata e continuativa che prevedono copertura assicurativa INAIL in caso di infortunio sul lavoro, della quale le aziende si faranno interamente carico, e versamento dei contributi INPS.
  2. Assicurazione integrativa per la copertura di eventuali danni a terzi, totalmente a carico delle aziende.
  3. Compenso equo e adeguato, con una base oraria, e una componente variabile in relazione al numero di consegne.
  4. Informazione continua sulle tematiche relative alla sicurezza sul lavoro e sul rispetto del codice della strada.
  5. Fornitura di dispositivi per la sicurezza individuale (casco, luci di posizione, giacca/maglietta ad alta visibilità; zaino termico catarifrangente) e agevolazioni con ciclo-officine per il mantenimento dei mezzi utilizzati.
  6. Nessun algoritmo reputazionale o ranking o altri strumenti in grado di produrre classificazioni, penalizzazioni o favoritismi tra i collaboratori.

Resta ora da capire come reagiranno le aziende di food delivery che non hanno siglato la Carta dei valori e che incontreranno il ministro Di Maio il 2 luglio insieme alle altre concorrenti. Il rischio è che non accettino di sottoscrivere questo “patto” e che le misure non vengano applicate a tutti i rider.

 

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