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Giu 27, 2018

Allevare insetti? Gli investitori ci credono. AgriProtein incassa 105 milioni

Si moltiplicano le startup che chiudono deal per costruire fabbriche di insetti. L'ultima è stata la sudafricana AgriProtein con 105 milioni di dollari di investimento

In futuro mangeremo insetti per rifornire il nostro organismo di proteine? Forse. Intanto però mosche e cavallette stanno entrando nella dieta degli animali da allevamento. E gli investitori hanno già fiutato il business. Pochi giorni fa AgriProtein, società sudafricana attiva nel settore, ha incassato un investimento di 105 milioni di dollari da un fondo che ha preferito rimanere anonimo.

I soldi serviranno per costruire un allevamento di insetti, per la precisione di mosche soldato, in Sud Africa. Il modello di business é semplice. L’azienda ritira i rifiuti organici da ospedali, scuole e mense e dopo averli ridotti in poltiglia li usa per allevare larve di Hermetia illucens, la mosca soldato.

Le larve vengono poi processate e diventano cibo per gli allevamenti di pollame o per gli impianti di acquacoltura, ma trovano impiego anche come fertilizzanti. Un esempio di economia circolare in cui i rifiuti diventano risorsa. “Continuiamo a vedere il mondo da una prospettiva diversa, in cui ai rifiuti viene riconosciuto il giusto valore“, spiega Jason Drew, ceo dell’azienda.

Le mire di AgriProtein non si fermano al Sud Africa. L’azienda é in procinto di chiudere accordi per costruire impianti in Medio Oriente e Asia. Delle vere e proprie fabbriche, completamente automatizzate, in cui processare tonnellate di rifiuti ogni giorno per far crescere le larve di mosca.

Lanciata nel 2008 da due fratelli, Jason and David Drew, AgriProtein ha già incassato un primo round da 30 milioni di dollari per la sua prima fabbrica. Ma gli investitori stanno guardando con sempre maggiore interesse a questo settore. La francese Ynsect ha avuto nel dicembre 2016 ben 15,2 milioni di dollari per sviluppare la sua biofabbrica. Mentre l’olandese Protix ha ricevuto un investimento da 50 milioni a giugno dell’anno scorso. Il mercato d’altronde é enorme: comprende non solo gli allevamenti avicoli, ma anche l’acquacoltura e nel futuro anche l’alimentazione umana.

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