Mag 4, 2018

A Chicago apre il primo ristorante globale di McDonald’s

La catena di fast food ha pensato di servire in un locale negli Stati Uniti piatti delle tradizioni culinarie dei paesi in cui è presente. Lo scopo è attirare i millenials e il loro desiderio di esperienze da fotografare e postare sui social

Si dice che McDonald’s sia il simbolo della globalizzazione. E nei fatti lo è dato che serve cibo ogni giorno a 69 milioni di persone in 120 nazioni. L’evoluzione della famosa catena di fast food l’ha portata, però, a inserire nel suo menu dei piatti che si avvicinano alla tradizione culinaria di ogni paese in cui si trova. Una raccolta di ricette e pietanze che troverà posto sui tavoli di un nuovo ristorante a Chicago che punta ad essere il primo – vero – ristorante globale.

© McDonald's

La mossa per affascinare i millennials

Si tratta di una mossa che segue una serie di strategie per risollevare la sorte dell’azienda dopo un periodo di stagnazione. Tra queste, la scelta di lanciare la possibilità di fare colazione per l’intera giornata o un menu a prezzi stracciati, con una base di appena un euro. A questo punto per conquistare la fascia dei millennial non rimaneva che cucinare in un locale pensato per questo piatti che fossero abbastanza belli e “diversi” da essere fotografati e postati su Instagram.

Il ristorante globale

Il ristorante globale a Chicago ha una superficie di 1.800 metri quadri e anche dal punto di vista dell’arredamento rappresenta una svolta nel tipico stile McDonald’s. Le sedie sono in pelle, le pareti sono rivestite con legno di betulla e le finitura sono color carbone. Appesa in bella mostra una mappa del mondo con le indicazioni delle provenienze dei piatti serviti che comunque integrano il classico menu americano del fast food.

I piatti da ogni nazione

Mark Wilson di Fast Company ha deciso di provare tutta l’offerta del nuovo locale di Chicago. E così ha assaggiato il burger di angus dal Canada, il panino super speziato al pollo da Hong Kong, le patatine con bacon e formaggio dall’Australia, l’insalata con mozzarella dall’Italia e quella di pollo dalla Francia. E per finire il McFlurry Prestìgio dal Brasile. Nel complesso l’ha definito un pasto divertente, ma non così stupefacente come si sarebbe potuto aspettare. Il difetto più grosso? Il fatto di non essere risusciti a rendere a pieno la tipicità di ciascun piatto: «Come cliente millennial medio voglio essere messo alla prova da McDonald’s, essere sorpreso e anche illuminato da ciò che la classe media ama mangiare in giro per il mondo», ha scritto.

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