Apr 6, 2018

Marco Gualtieri (Seeds&Chips): «Con Expo abbiamo gettato un seme: ora dobbiamo accudirlo»

Il numero uno di Seeds&Chips a StartupItalia!: «Il mondo è a un punto di svolta: bisogna trasformare le grandi crisi che abbiamo davanti in opportunità»

Marco Gualtieri non ha dubbi: «Mettere il food al centro di tutto». Perché, in fondo, non solo il cibo è sempre stato al centro della nostra esistenza, dalla preistoria a oggi, ma anche perché è la causa – e può pure essere la risposta – dei macro problemi che Marco Gualtieri, numero uno di Seeds&Chips ha individuato, come una Cassandra dei tempi moderni, nella speranza che qualcuno accolga il suo messaggio d’allarme.

 

Perché il cibo è il problema ma anche la risposta

A usare la lente giusta, diminuendo il grado di zoom, emerge effettivamente un fil rouge che lega le sfide mondiali che dobbiamo affrontare: il tema dell’inquinamento, l’epocale ondata migratoria e i cambiamenti climatici. Un filo rosso che ha la consistenza del cibo, appunto. Marco Gualtieri lo ripete da parecchio e ribadisce anche nella chiacchierta on StartupItalia! il concetto: «La produzione del cibo oggi è causa dell’inquinamento, in ogni passaggio della filiera, dai campi all’allevamento fino ad arrivare al trasporto nei nostri mercati. E l’inquinamento è causa dei cambiamenti climatici che stanno provocando e provocheranno la più grande ondata migratoria della storia dell’umanità».

 

 

Recuperare lo spirito del 2015

Bisogna dunque cambiare approccio al problema, «ripensare la catena». Anzi, recuperare lo “spirito del 2015”, come lo definisce l’uomo che ha portato l’ex presidente USA Barack Obama in Italia, e che al prossimo  evento di Seeds&Chips (7 – 10 maggio al Mico di Milano) coinvolgerà John Kerry: «Con Expo noi italiani abbiamo gettato un seme, nella speranza che germini. Ora dovremmo accudirlo e farlo diventare una pianta robusta». I semi, negli ultimi tre anni, sono stati tre: «Oltre all’esposizione, anche gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati dall’ONU e l’accordo di Parigi sul clima. Molto di più di una semplice coincidenza che tutto ciò sia avvenuto nel 2015, nel giro di pochi mesi», dice, senza trattenere l’entusiasmo, Marco Gualtieri.

 

 

L’Italia resti protagonista e sia la guida

E come con Expo, «che si ha avuto la lungimiranza di dedicarlo al cibo, proprio per ribadire il collegamento tra il food e il nostro Paese, ora l’Italia, che nel 2015 si è seduta al tavolo dei protagonisti, dovrebbe guidare gli altri Paesi, a cominciare da quelli europei, per trasformare le grandi crisi che abbiamo di fronte in imperdibili opportunità: abbiamo le conoscenze adatte, abbiamo l’esperienza e soprattutto non ci mancano le competenze». «Che ci piaccia o meno – continua Gualtieri – siamo già coinvolti: lo siamo nel problema dell’inquinamento, lo siamo nel tema dell’immigrazione e lo siamo anche per quanto concerne i cambiamenti climatici. In ballo c’è la sicurezza pubblica, ma anche la salute e lo sviluppo economico».

 

L'Italia nel 2015 è stata protagonista del tavolo del cibo. Continui a esserlo

 

In ballo milioni di posti di lavoro e miliardi di euro

E se questo non bastasse per invogliare i politici all’azione, il numero uno di Seeds&Chips prova a fare leva su altri fattori, prettamente economici: «Si prevede che le industrie che si pongano questi obiettivi di sostenibilità creeranno 380 milioni di nuovi posti di lavoro, molti dei quali nei Paesi in via di sviluppo, e poi ci saranno triliardi di ritorno economico: vogliamo davvero restare fuori da tutto questo? Ogni partito mette tra le sue priorità il lavoro e la tutela dell’ambiente, facciano in modo che ciò non resti lettera morta adesso che si presenta l’occasione di coniugarli».

 

Cambiamenti climatici, inquinamento e immigrazione sono problemi nei quali siamo già coinvolti, che lo si voglia o no

 

Evitare le trappole della propaganda politica

Tuttavia, gli ostacoli non mancano: «Penso a Novamont, l’azienda che è finita al centro del dibattito sui bioshopper: quella realtà è l’emblema di come si possa unire innovazione ad attenzione per l’ambiente, eppure – ricorda Gualtieri – è finita comunque nel tritacarne del dibattito politico. Spero che la mia sintesi non subisca la stessa sorte, perché è basata su dati oggettivi e ricerche scientifiche che dovrebbero mettere d’accordo tutti i partiti».  Anche qui, insomma, occorre «recuperare lo spirito di Expo: fu un evento organizzato e sorretto da tutte le forze politiche, con una sinergia eccezionale».

 

 

 

Recuperare il dialogo con Washington

Più ingombrante della questione politica interna, rischia di essere il problema rappresentato dalla diversa sensibilità sul tema manifestato finora dal nuovo inquilino della Casa Bianca, Donald Trump: «I segnali che arrivano oggigiorno dagli USA sono poco incoraggianti – ammette il patron di Seeds&Chips -, basti pensare alla recente retromarcia sugli accordi di Parigi quando li ha sottoscritti un Paese devastato dalla guerra come la Siria». «Però – chiosa Gualtieri – bisogna comprendere che il tema ormai è così importante e incalzante che non si può più uscirne o voltarsi dall’altra parte: il mondo è arrivato a una svolta: sta a noi decidere come affrontare le sfide che ci attendono».

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