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Mar 11, 2018

Basta lacrime, arriva la cipolla che non fa piangere

Dopo anni di incroci é stata messa a punto la prima cipolla, non ogm, che non fa piangere chi la taglia: Sunion

Si chiama Sunion la cipolla che non fa piangere. Tutti conoscono bene il problema: quando si taglia una cipolla presto o tardi si inizia a lacrimare. E anche se il problema é lieve e transitorio, é molto ‘irritante’. Tanto che su youtube é possibile trovare tutorial di ogni genere che spiegano come effettuare il taglio senza danni collaterali. C’é chi indossa occhiali, chi congela parzialmente il bulbo e chi lo taglia sotto l’acqua. Le casalinghe degli Stati Uniti non avranno più di questi problemi.

 

Ci sono voluti trenta anni di incroci tradizionali per ottenere Sunion, la cipolla senza lacrime commercializzata da Bayer. Nelle campagne americane ogni anno venivano selezionate le cipolle meno irritanti che poi venivano incrociate tra loro fino ad arrivare al risultato finale, una cipolla ‘tearless‘. Un vegetale non ogm, a differenza di quello sviluppato tre anni fa dalla giapponese House Foods Group.

In pieno campo Sunion appare esattamente come una qualunque altra cipolla. E una volta aperta non risparmia nessuno, fa piangere esattamente come una normale. “La transizione avviene nello stoccaggio”, spiega Lyndon Johnson, senior crop sales manager di Bayer. L’odore di molte cipolle diventa più forte con il passare del tempo, mentre per Sunion é l’esatto contrario: dopo poco tempo perde il suo carattere irritante e diventa dolce e croccante, confermano i consumatori statunitensi che l’hanno provata. “Sunion mantiene il sapore di cipolla nel tempo. È solo la capacità di irritare gli occhi che scompare”.

Sunion è stata lanciata sul mercato americano ma arriverà anche in Europa

Prima del lancio sul mercato americano sono stati fatti diversi test tra i consumatori che hanno apprezzato il prodotto. Cinque persone su sei preferiscono Sunion rispetto alle cipolle tradizionali. E questo perché non fa piangere quando l’ortaggio viene affettato.

Per ora solo alcuni agricoltori in Nevada e nello stato di Washington hanno avuto le piante per la coltivazione. Ma l’obiettivo é quello di allargarsi a tutti gli Stati Uniti e arrivare anche in Europa. Il problema, ora, é far conoscere la novità ai consumatori visto che molti americani neppure sanno dell’esistenza di questa alternativa.

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