Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Feb 14, 2018

Olfaguard, quel “naso” elettronico che rileva la presenza di agenti patogeni nei cibi

La startup canadese ha creato un dispositivo in grado di verificare la qualità degli alimenti. La nanotecnologia riduce i tempi delle analisi, e anche i costi. Tanto che Olfaguard ha già ricevuto 400K d'investimenti

La nanotecnologia si pone al servizio della comunità per individuare prodotti alimentari alterati da agenti patogeni come Salmonella ed E.Coli. L’idea viene da Olfaguard, una startup canadese che attraverso un “naso” elettronico riesce a completare le analisi sulla qualità dei cibi in tempi notevolmente ridotti. Con un conseguente risparmio di costi, ma anche con una maggiore efficenza d’intervento.

Meno tempo e meno costi

“Stiamo lavorando a sensori che potrebbero essere in grado di rilevare agenti patogeni persino online. Il che significa praticamente in tempo reale”, afferma il CEO e fondatore Pierre Salameh. “Ora riusciamo a elaborare le analisi in sei ore, ma l’obiettivo è farlo in tempo zero”.

 

Solo 6 ore di tempo rappresentano già un risultato importante. Tenendo conto che, attualmente, i metodi tradizionali per rilevare gli agenti patogeni nel cibo sono la coltura, o il ricorso al microchip PCR. Nel primo caso servirebbero dalle 36 alle 48 ore, mentre nel secondo (un metodo molto più costoso) i tempi si ridurrebbero a 8-14 ore.

Qualunque sia la scelta, l’esborso economico per le aziende è comunque elevato. Entrambe le scelte richiedono molto tempo e possibilmente un sacco di soldi per le aziende. “Forniamo un metodo conveniente, ma il fine del nostro lavoro non è quello di far risparmiare denaro alle aziende. a noi interessano i risultati”.

 

 

A proposito di risultati, Olfaguard finora ha raggiunto una precisione del 94%. Vero che la startup è appena all’inizio della sua storia e che il dispositivo è stato testato finora solo in laboratorio, ma l’accoglienza sul mercato del progetto è stata ottima. Tanto che Olfaguard ha già raccolto 400K e stretto una partnership con il più grande produttore di alimenti in Israele, il Gruppo Strauss, per uno studio che dovrebbe iniziare a ottobre all’interno delle strutture aziendali.

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