Fiori e sugarfree, cosa mangeremo nel 2018? I trend food secondo TheFork

Se il 2017 ha visto trionfare cibo nero e avocado, l'app per la prenotazione online dei ristoranti ha delineato le coordinate per il nuovo anno. Tra fiori, cibi sugar free e locali, ecco quali saranno i trend nel food nel 2018 secondo TheFork

Il 2017 è stato l’anno del cibo nero, dell’avocado, del matcha e della cucina alla cannabis. Ma sembra che l’anno appena iniziato vada in tutt’altra direzione. Secondo TheFork, app specializzata nella prenotazione online dei ristoranti, il 2018 sarà l’anno in cui le tavole saranno dominate da fiori, cibi del Medioriente, sugar free o data driven.

Ecco tutti i trend del food per i prossimi 365 giorni

Fiori

Secondo Fine Dinining Lovers la portata principale del 2018 saranno i fiori, usati non solo come preziose decorazioni, ma anche come ingredienti essenziali, chiamati ad arricchire il sapore delle pietanze che andremo a ordinare al ristorante. Saranno protagonisti di insalate e piatti vegetariani, ma non solo. Sembra che ci sarà una vera e propria esplosione floreale: si andrà dal latte aromatizzato alla lavanda al tè all’ibisco. L’aroma di rosa sarà ovunque.

Medioriente

La cucina etnica che dominerà la nostra pancia sarà quella mediorientale. Dopo aver affrontato il trend giapponese, messicano, coreano e americano, i ristoranti occidentali sembrano voler riscoprire le spezie del Libano e del Marocco, le tradizioni culinarie israeliane e iraniane, i gusti intensi della Siria. Largo spazio dunque a hummus, falafel e pita nei menu. Come saranno rivisitati, poi, è un’altra storia.

Estremo Oriente

Secondo i trend di ricerca di Google un maggior numero di utenti è interessato a scoprire cosa siano il lumpia, il sisig, il longganisa e il kare-kare. Si tratta di piatti della tradizione filippina, un’altra meta culinaria che sta esercitando un magnetismo molto forte sugli chef di tutto il mondo. Secondo Travel Market Report anche la Corea più tradizionale potrebbe essere tra i protagonisti in cucina del 2018.

Cibi buoni su Instagram

Per imporre un trend nel food il mezzo più utilizzato sarà Instagram. Lo dimostra il successo del Frappuccino di Starbucks o i donut fluorescenti che arrivano dall’Australia. Ma ciò che è più importante è che tra i trend del 2018 in tavola, dominerà l’estetica dell’impiattamento ispirata direttamente dal social network. A dirlo Sterling Rice Group. Nessun piatto sarà più cucinato senza la certezza di poter essere fotografato e corredato dall’hashtag #foodporn.

Novel Food

Dietro queste parole dal suono vagamente letterario in realtà si nasconde il cibo a base di insetti. Dal 1° gennaio 2018 è entrato in vigore il regolamento Ue sui novel food. Pertanto insetti e derivati, alimento parte della dieta di oltre 2 miliardi di persone nel mondo, arriveranno anche sulle nostre tavole. Millepiedi cinesi, tarantole, vermi giganti, bachi da seta, farfalle, cimici d’acqua, scorpioni, scarabei, grilli: anche in Italia sarà possibile la produzione e la vendita di cibi a base di insetti.

Come ha specificato l’Onu gli insetti sono un alimento sostenibile, salutare e che permetterà di migliorare le condizioni sociali di numerose fette della popolazione in tutto il mondo. Tuttavia secondo un’indagine Coldiretti, gli italiani non sembrano entusiasti della novità. Il 24% accoglie la novità con indifferenza e solo il restante 16% è favorevole.

Secondo un sondaggio condotto da TheFork sui propri utenti a dicembre 2017, l’81% non mangerebbe piatti a base di insetti al ristorante, mentre solo il 19% sarebbe disposto a provarli. Nell’ambito della ristorazione, il ristorante Essento Dinner in Svizzera offre già delle vere e proprie delicatessen a base di insetti. Un aperitivo e un menù di 4 portate permettono di conoscere i sapori di quella che già da molti è definita la fonte proteica del futuro.

Ristoranti data driven

Secondo Restaurant Business la tecnologia sarà lo strumento principale della ristorazione del futuro. Piattaforme intelligenti permetterà ai ristoranti di offrire un servizio sempre più personalizzato e curato, che farà sentire il cliente al centro dell’attenzione. Saranno fornite informazioni sempre più mirate che non ci lasceranno più nell’incertezza su cosa ordinare per pranzo o cena.

Sugar-free

I trend salutistici sembrano andare tutti nella stessa direzione: l’abbandono dello zucchero. Per questo, come sottolinea Specialty Food Association, i consumatori si affidano a dolcificanti alternativi come la stevia, sciroppo di dattero, sorgo e yacon, nel tentativo di abbassare l’indice glicemico. Secondo Fine Dining Lovers per la stessa ragione ci saranno sempre più dessert salati nei menu.

Pane, funghi e fantasia

Secondo Specialty Food Association tra i settori in cui la creatività degli chef esploderà, ci sarà la panetteria, in cui gli attori principali saranno i grani locali. Tra le tendenze in crescita, complice anche la completa liberalizzazione della cannabis in California, anche la cannabis continuerà a crescere in visibilità sulle tavole dei ristoranti. Secondo Whole Foods ci sarà anche un aumento significativo dei prodotti alimentari a base di funghi.

Alimentazione etica e nutraceutica

La prima arma di prevenzione e cura del corpo umano è il cibo. Per questo, secondo Innova Market Insights sarà la consapevolezza alimentare il principale trend nel mondo del food per il 2018. La connessione tra corpo e mente guiderà la creazione di nuovi prodotti alimentari, sposando la voglia dei consumatori di acquistare cibi sani e buoni.

Inoltre, sempre più ristoratori e chef stanno impostando tutta la propria cucina sulla scienza della nutraceutica. Ne è un esempio il progetto di Intelligenza Nutrizionale di Niko Romito. Altri puntano invece sull’etica del cibo, come dimostra l’iniziativa Ristoranti contro la fame. La riduzione degli scarti in cucina e il loro impiego nei piatti di portata è un altro trend da tenere d’occhio.

Cibi local

Le materie prime utilizzate dagli chef di tutto il mondo saranno sempre più locali. A fare da apripista in questo senso è stato lo chef danese René Redzepi con il suo ristorante Noma a Copenhagen, due stelle Michelin, che ha fatto dell’approvvigionamento a km zero la sua filosofia di base.