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Dic 22, 2017

La startup che ti tiene in ordine le ricette (con una foto) |  Organizeat

Il progetto basato in Israele, a Tel Aviv, e fra i 9 accelerati a Roma da StartupBootCamp Foodtech. Ne abbiamo parlato con Rachel Mislovaty, ceo e founder

Un’app nata dall’esigenza di ordinare le proprie ricette e di averle sempre a disposizione sullo smartphone: ricette ritagliate dalle riviste e finite in chissà quale cartella, scritte a mano e perse fra le pagine dei libri di cucina, e anche quelle della casella di posta elettronica. Già, ordinarle come? Con una foto. E’ questa l’idea sviluppata da Organizeat, startup basata in Israele, a Tel Aviv, e fra le 9 accelerate a Roma da StartupBootCamp Foodtech.

© app.organizeat.com

Il riconoscimento ottico dei caratteri

Il team di Organizeat è composto da Rachel Mislovaty (ceo e founder, sviluppatore iOS), Michael Kariv (sviluppatore) e da Haim Piratinskiy (marketing). «Non riuscivo a trovare un’app adatta alle mie esigenze: la maggior parte aveva le proprie ricette all’interno, mentre io volevo un posto per le mie ricette» ha raccontato Rachel. Per lo sviluppo dell’app, il gruppo ha lavorato in particolare sulla tecnologia OCR, il riconoscimento ottico dei caratteri. «Basta scattare una foto della tua ricetta – ha aggiunto Rachel – ed è pronta per la visualizzazione. L’app mantiene le tue ricette organizzate per categoria e puoi taggare ogni piatto per una ricerca».

I numeri

Dopo il lancio dell’app a gennaio 2016, spiega sempre Rachel, «abbiamo iniziato a vendere immediatamente, utilizzando il modello freemium: le prime 20 ricette sono gratuite, poi è richiesto un aggiornamento di 3,99 dollari. Durante il 2016 abbiamo raccolto feedback significativi, ottenuto circa 80 mila download, 25 mila utenti attivi mensili, 9 mila utenti paganti».
Organizeat ha chiuso il 2016 con «25 mila dollari di vendite», per i primi sei mesi del 2017 le entrate sono state invece di «22 mila dollari». Sempre nel corso del 2016, il team ha aggiunto ulteriori funzionalità all’app: elenchi di prodotti alimentari, la possibilità di condividere account tra membri della famiglia, skin colorate e anche un piano alimentare. C’è anche la lista della spesa per ordinare online dal supermercato più vicino.  «Abbiamo anche tradotto l’app in altre lingue: tedesco, francese, russo e recentemente anche in italiano» aggiunge Rachel. Che dell’esperienza a StartupBootCamp a Roma dice: «È stata molto intensa e con molti alti e bassi. Non è facile stare lontano da casa per così tanto tempo, soprattutto per me, che ho 2 figlie, e mi mancano molto. Ma stiamo imparando molto qui, e sono sicura che ne varrà la pena».

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