Aldo Benassi

Aldo Benassi

Dic 6, 2017

Orto 2.0, basta uno smartphone per coltivare a distanza zucchine e pomodori

Il progetto nasce per promuovere un'alimentazione sana. L'app mette a disposizione i consigli di un agronomo e l'ortò è monitorato 24ore al giorno da una webcam

Orto 2.0 nasce grazie alla collaborazione tra sei amici laureati in economía ed ingegneria – Marco Tomarelli, Lorenzo Artibani, Stefano di Febbo, Gianluca Nardo, Flavio Ottaviani – con in comune la cultura della sana alimentazione. Il percorso della startup è iniziato nel laboratorio promosso dall’Università di Roma “Tor Vergata” e l’associazione “Next” ed è proseguito con la partecipazione alla prima edizione di Coopup Roma, progetto di Confcooperative – il cui bando per la nuova edizione scade il 16 dicembre 2017 – volto a creare spazi di coworking e sostenere la nascita di startup e nuove cooperative.

Come funziona Orto 2.0

“La startup vuole essere un servizio di coltivazione in remoto che dà la possibilità a chiunque di coltivare un orto controllandolo a distanza, da smartphone o da Pc”, spiega il CTO di Orto 2.0 Stefano di Febbo, che prosegue: “Si potrà scegliere un lotto dalla misura minima di 50 mq – in grado di soddisfare il fabbisogno alimentare di una famiglia di tre persone – e il cliente potrà selezionare il prodotto da coltivare trovandosi ad interagire con un’interfaccia semplice ed intuitiva, avendo a disposizione in chat un agronomo che darà i consigli necessari per una riuscita perfetta della coltivazione. L’orto sarà monitorato 24 ore su 24 da una webcam per permettere il controllo di ogni fase del processo produttivo”. Dopo il raccolto l’utente potrà scegliere se ricevere, ritirare direttamente sul lotto, trasformare in conserve oppure scambiare i surplus di produzione nell’apposita community così da evitare ogni spreco.

L’orto sarà monitorato 24 ore su 24 da una webcam per permettere il controllo di ogni fase del processo produttivo

Il team di Orto 2.0 ha iniziato la sua esperienza sul campo assistito dal team dell’orto botanico di Tor Vergata dove si stanno piantando le prime strutture operative per la produzione. Per quello che riguarda i servizi digitali, lo sviluppo e il funzionamento dell’applicazione e del portale web è affidato ad un’azienda partner di Orto 2.0 rientrante nel circuito di Confcooperative che da anni sviluppa piattaforme garantendo livelli di qualità competitivi.

I consigli su come coltivare gli ortaggi

“Oltre agli strumenti per il controllo del processo di produzione, alla community di scambio e alle consulenze on call degli agronomi, nell’app sarà dedicata un’apposita sezione in cui si potranno ricevere consigli sull’uso di un determinato ortaggio o frutto così da coniugare cucina, salute e benessere”, sottolinea Di Febbo, “questo aspetto non si svilupperà solo sull’app, ma anche attraverso degli eventi che verranno organizzati nelle aree comuni dei lotti. Sensibilizzare le persone alla cultura alimentare è un nostro obiettivo”.

Le partnership con le scuole

Un’attenzione particolare viene rivolta anche ai diversi tipi di partnership pensati da Orto 2.0 rivolte alle scuole primarie come strumento didattico e di sensibilizzazione alle tematiche ambientali e nutrizionali, applicando la figura dell’alternanza scuola-lavoro con gli istituti agrari dei Castelli Romani e soprattutto introducendo pratiche di riabilitazione psichiatrica attraverso l’ortoterapia sfruttando al meglio il partenariato con i ragazzi dell’orto botanico che già operano su questo settore.

Il team è alla continua ricerca di nuovi terreni sondando diversi canali come agenzie e privati, l’assegnazione attraverso bandi comunali, regionali o nazionali oppure affitto e concessioni di terreni da parte dei comuni circostanti a Roma per garantire un servizio distribuito omogeneamente sulla città.
Tra i progetti futuri della startup c’è il franchising, come ci illustra Di Febbo: “Proponiamo di dare la possibilità a chiunque abbia un terreno inutilizzato di poter creare valore e renderlo redditizio tramite la possibilità di appoggio alla piattaforma digitale, seguendo le regole del franchising e garantendo quindi determinati standard qualitativi in cambio di clienti convogliati dall’applicazione”.