L’ecommerce che promuove il cibo sostenibile (anche con i tuoi feedback) | TrySome

Il progetto del danese Rune Knudsen è fra i 9 accelerati a Roma da Startupbootcamp FoodTech

Trysome è un marketplace dedicato ai consumatori attenti all’ambiente e alla salute e in cerca di prodotti che siano eticamente sostenibili. Non solo un ecommerce, ma anche uno spazio dove i feedback degli utenti (su come migliorare i prodotti) sono inseriti in un sistema di sconti e promozioni: in questo modo Trysome sostiene il mercato dei marchi etici.  Il progetto è diventato impresa grazie all’impegno del danese Rune Knudsen (founder e oggi ceo) nella primavera 2017. Nel team anche Hannah Hager, responsabile dello sviluppo del business e della strategia di marketing, e Sam Roberts, che si occupa di sviluppo della piattaforma. Trysome è nata a Brooklyn, ma è in fase di accelerazione a Roma. E’ fra i 9 progetti del secondo programma di Startupbootcamp FoodTech, incubatore di foodinnovation.

Anche a servizio delle imprese

«Vengo dalla Danimarca – ha raccontato Rune – dove uno stile di vita sostenibile e il consumo di alimenti biologici sono la norma. Quando sono arrivato per la prima volta negli Stati Uniti, nel 2004, ho notato un’enorme differenza con il mio stile di vita». Ha iniziato così a fare ricerca e ha scoperto che «c’erano molte persone come me che volevano mangiare meglio, ma non potevano. Le ragioni principali erano perché non potevano permetterselo e perché non sapevano che i prodotti o le merci esistessero proprio». Per Hanna «Trysome è anche uno strumento rapido e conveniente per i marchi che devono fare ricerche di mercato sui prodotti».

Grandi idee nel foodTech

A oggi Trysome conta su una platea di 10 mila clienti, su 250 prodotti rispettosi dell’ambiente e 50 marchi etici. E l’esperienza di accelerazione a Roma? «È stato incredibile – ha detto ancora Rune – vedere quante grandi idee emergono nel foodTech. Ciò che mangiamo è importante per la nostra salute, è qualcosa a cui tutti possono relazionarsi e modella la nostra cultura. È fantastico far parte di una generazione che ha avuto la capacità di aiutare le persone a riconnettersi con il cibo attraverso la tecnologia».