Simone Cosimi

Simone Cosimi

Nov 23, 2017

Plantscraper, in Svezia sta nascendo un grattacielo-coltivazione

A Linköping, 200 km da Stoccolma. Costerà oltre 40 milioni di dollari e produrrà 550 tonnellate di ortaggi e verdure all'anno

Un bel grattacielo-piantagione. No, non in stile Bosco verticale alla milanese, dove il verde è fondamentalmente in ruolo estetico. Più che altro nell’ottica del “plantscraper“, un edificio una food-tech company svedese sta costruendo a Linköping, cittadona da 100mila abitanti a 200 chilometri dalla capitale Stoccolma.

La situazione

D’altronde entro il 2050 la popolazione mondiale salirà a quasi 10 miliardi di persone, il 66% delle quali vivrà nei centri cittadini. Il problema di come nutrire tutte queste persone, ma anche come recuperare le situazioni critiche in altre aree del globo, diventerà sempre più centrale. L’idea della Plantagon è che le città tornino a ospitare coltivazioni e raccolti attraverso strutture di nuovo tipo battezzate appunto “plantscraper”. In grado di risparmiare sotto tutti i punti di vista.

The World Food Building

Nel dettaglio, il primo monumentale edificio di Linköping si chiamerà The World Food Building e ovviamente sfrutterà le tecniche di coltivazione idroponica: verdure e ortaggi saranno coltivati senza terra ma piantando le radici in soluzioni liquide nutrienti. La gran parte del lavoro sarà automatizzata, ha spiegato il Ceo di Plantagon Hans Hassle a Business Insider.

Quanto produrrà?

Il costo si aggira sui 40 milioni di dollari e il progetto è tutt’altro che avveniristico: l’inaugurazione è prevista per i primi mesi del 2020. D’altronde i lavori sono in corso dal 2012. I raccolti del singolare grattacielo sforneranno circa 550 tonnellate di cibo all’anno, quanto basta per soddisfare il fabbisogno di 5.500 persone. Ci saranno ovviamente anche degli uffici, nella parte retrostante dell’edificio, molti dei quali già affittati, mentre un terzo della superficie sarà destinata alle coltivazioni (con luce naturale e Led), in un mix di vita urbana e agreste al contempo a diversi metri dal suolo.

Rispetto a una coltivazione tradizionale delle medesime dimensioni il plantscraper produrrà più cibo consumando molte meno acqua e terra, tagliando qualcosa come 1.100 tonnellate di emissioni di CO2 e 49 milioni di litri d’acqua all’anno.