Lucia Lorenzini

Lucia Lorenzini

Nov 28, 2017

Le cellule vegetali crescono in cucina

Grazie a un bioreattore, progettato da un ricercatore finlandese, è possibile coltivare solo le cellule nutritive e non l'intera pianta. Una soluzione per integrare la dieta e creare un'alimentazione sostenibile?

In questo periodo c’è molta attenzione per il cibo: osserviamo i consigli dei nutrizionisti, siamo attenti alla provenienza, ci informiamo su dove e come è stato coltivato un determinato vegetale. Ma se potessimo far crescere le piante direttamente nella nostra cucina? Un ricercatore finlandese, Lauri Reuter, pensa che sia possibile. Insieme ai colleghi del VTT, il Centro di Ricerca Tecnica della Finlandia, sta lavorando a un bioreattore per coltivare cellule di piante commestibili direttamente in casa.

Un bioreattore domestico

La piccola macchina, un bioreattore che ha già un nome comerciale: CellPod, funziona come una macchina da caffè. Al posto della polvere viene inserita una capsula con una piccola quantità di cellule vegetali che iniziano a crescere e moltiplicarsi, grazie a un substrato di minerali e sostanze nutritive. Il sistema potrebbe essere utilizzato per coltivare cellule vegetali, come il lampone artico che il laboratorio ha sperimentato, molto difficile da coltivare perché produce solo un  baccello per pianta. La macchina può crescere una miscela di cellule delle piante che possono fornire un’alimentazione preziosa (i ricercatori stanno attualmente analizzando in dettaglio il contributo nutrizionale).

Nei paesi freddi particolarmente difficili da raggiungere con derrate alimentari, o in cui coltivare specifiche culture, le macchine potrebbero fornire una nuova fonte di sostanze nutritive. Potrebbero anche espandere la gamma di sapori da utilizzare nei prodotti alimentari: i ricercatori, ad esempio, hanno anche sperimentato alcune cellule vegetali, come quelle di alberi di betulla, che normalmente non sono utilizzate in cucina. Negli esperimenti iniziali, Reuter fu deluso dal gusto: le colture avevano colori vivaci ma il sapore era poco gustoso. Ma attraverso quella che il ricercatore finlandese definisce “lavorazione dolce”, i risultati ottenuti sono stati decisamente migliori.

Un biglietto per il futuro

La squadra sta attualmente lavorando allo sviluppo dei sapori e alla risoluzione di problemi tecnici, come la creazione di una capsula di cellule vegetali che possano sopravvivere nel percorso di consegna dal produttore al consumatore. Il sistema è ancora lontano dalla vendita, ma Lauri Reuter ritiene che questo sistema sia importante da sviluppare poiché l’agricoltura tradizionale è sempre più soffocata dai cambiamenti climatici.

I ricercatori VTT stanno anche sviluppando sistemi simili per la produzione di latte, o proteine di uova. In uno scenario in cui l’agricoltura tradizionale ha il fiato corto, questi sistemi potrebbero nutrire un numero molto alto di persone e i bioreattori delle cellule vegetali potrebbero fornire importanti elementi, come vitamine e antiossidanti. “Il mio sogno sarebbe quello di vedere un’azienda come la nostra, che produce questo tipo di organismi, che alla fine riesca a produrre alimenti per una dieta completa, indipendentemente dal meteo, dalla posizione geografica o dalla stagione” conclude Reuter.