Sergio Stanco

Sergio Stanco

Nov 15, 2017

Storie | Il produttore salentino che ha costruito la sua squadra ideale con i vini

Fabio Cordella, ex calciatore, direttore sportivo e proprietario della Vitivinicola Cordella 1911 si è messo in testa una “pazza” idea: creare il “Dream Team” dei vini, con calciatori famosi che arrivano da tutto il mondo

Fabio Cordella è un ex calciatore di prospettiva, ma il destino gli ha negato il successo. A 18 anni, infatti, un infortunio gli ha impedito di coronare il sogno di entrare nel grande calcio. Lui, però, non si è dato per vinto e, grazie alla sua caparbietà, ci è rientrato dalla porta principale. Si è laureato in Business Management e si è messo in testa di diventare direttore sportivo. Esperienze in Costa D’avorio, Lanciano, Treviso, prima di riprendere l’aereo e andare in Belgio e poi in Ungheria nella storica Honved Budapest. Tutto questo senza perdere il legame con la sua terra, quel Salento patria del turismo ed anche del buon vino.

Dal calcio al vino

Nel 2007, contemporaneamente al calcio, Cordella decide di intraprendere anche l’attività di produttore vinicolo. In realtà, sarebbe il caso di dire “riprendere”: già, perché si tratta di una lunga tradizione di famiglia, avviata dal bisnonno Sebastiano e portata avanti dal nonno Totò. Acquista terreni in Salento e comincia a produrre con successo tre etichette di Cupertino, Primitivo e Negramaro, dedicate proprio al bisnonno, al nonno e al figlio, che da lì a poco sarebbe nato cambiandogli la vita.

Il pubblico apprezza e il business cresce. Ma Fabio ha deciso di sorprendere tutti con una “pazza” idea, che sta riscuotendo grande successo, quella che oggi chiameremmo una startup, appunto: costruire la sua squadra ideale con i suoi vini. Cordella produce già il Gigi Buffon, il Wesley Sneijder, l’Ivan Zamorano. L’ultimo “acquisto” di Cordella, però, ha letteralmente fatto saltare il banco: l’arrivo di Ronaldinho ha praticamente bloccato il Salento. L’ex attaccante brasiliano, infatti, è arrivato in Puglia per presentare il suo nuovo vino, scomodando addirittura la CNN per l’evento.

La squadra ideale con i suoi vini

E così, ora, Fabio Cordella ha anche il suo fenomeno: “Sono contento – ci racconta – Ora abbiamo finito la prima parte del calciomercato e cominciamo gli abbonamenti, ma presto riprenderemo la campagna acquisti perché c’è da completare la squadra”.

 

Fabio, parliamo un po’ della storia della tua azienda…
La mia famiglia è da sempre impegnata nella coltivazione delle vigne e nella produzione del vino. Ha cominciato il mio bisnonno Sebastiano e poi ha continuato mio nonno Totò. Poi la tradizione è andata un po’ persa, ma nel 2007 ho deciso di riprendere in mano la situazione e rilanciarla. Ho iniziato acquistando terreni e aprendo la mia azienda. Ho iniziato con tre etichette in omaggio al mio bisnonno, a mio nonno e a mio figlio, che ai tempi doveva nascere da lì a pochi mesi. Sono vini importanti, Cupertino, Primitivo e Negramaro, che sono piaciuti subito al pubblico

Come è nata l’idea di coinvolgere i calciatori?
E’ nata naturalmente, direi, perché io sono un ex calciatore. Ho dovuto interrompere presto a causa di un infortunio ma non mi sono arreso. Il calcio era il mio mondo e la mia vita, così mi sono laureato in Sport Business Management e ho cominciato a fare il Direttore Sportivo, in Italia ma anche all’estero. Esperienze in Belgio e Ungheria che mi hanno aperto la mente è consentito di avere una visione non solo italiana del calcio ma anche del business internazionale. Io sono sempre stato costretto a fare le squadre con pochissimo budget, non mi sono mai potuto permettere grandi acquisti, anche se in un paio di occasioni ci sono andato molto vicino e per di più a budget zero, ma questa è un’altra storia. Visto che non ho mai potuto sognare nel mio lavoro, mi son detto: perché non costruire un dream team di vini?

E non hai cominciato da uno qualunque…
Direi proprio di no, ma per costruire una squadra si comincia dal portiere no? E io ho preso il numero uno per eccellenza, Gigi Buffon.

Com’è andata, ce lo racconti?
Sono molto amico di Gigi è in particolare del suo agente Martina. Ci siamo incontrati, gli ho spiegato quale fosse il progetto e lui mi ha detto – Ho sempre sospettato fossi un po’ pazzo, ma non così. Siccome io non sono più normale di te, accetto ovviamente – Ci siamo fatti una risata e da lì è cominciato tutto”

Hai trovato subito terreno fertile o un po’ di scetticismo?
In gran parte ho trovato entusiasmo, poi ci sta ricevere qualche rifiuto perché l’idea è certamente strana. Devo dire, però, che le maggiori resistenze le ho trovate con i rappresentanti dei calciatori non con i calciatori stessi, che si sono mostrati tutti molto disponibili con da subito.

Il più entusiasta all’idea?
Tutti quelli che hanno accettato l’hanno fatto con entusiasmo, ma se devo dirne uno non posso non citare Robaldinho. È un grande, quando gli ho proposto di fare un vino suo, non solo ha accettato subito ma due giorni dopo ha preso un aereo ed è venuto in Salento a presentarlo di personale. Ha scatenato l’inferno: TV da tutto il Mondo, tanta gente da noi non si era mai vista, siamo stati travolti.

Ora quanti campioni hai nel “portafoglio”?
Oltre a Buffon e Ronaldinho ci sono Sneijder e Zamorano, e altri stanno per arrivare. Dobbiamo rinforzare la difesa perché siamo un po’ scoperti dietro, ma ci stiamo lavorando.

Manca un allenatore, no? Che ne dici di un Mourinho o un Ancelotti?
“bbiamo certamente l’idea di scegliere un allenatore e ovviamente deve essere un allenatore DOC perché se di giocatori ne puoi schierare undici e magari permetterti qualche errore nella scelta, il mister è unico. Anche in questo caso abbiamo qualche contatto ma non vogliamo sbilanciarci né fare nomi, anche per scaramanzia.

Che riscontri hai avuto dal mercato, dalla stampa e dal pubblico sul tuo progetto?
Per Ronaldinho è venuta la CNN a fare uno speciale, siamo finiti sul The Sun in Inghilterra. Per Zamorano Canale 13, una delle TV più importanti del Cile, ha fatto un servizio da brividi. C’è stata tanta partecipazione, ma la cosa che mi rende più orgoglioso è che sono piaciuti i vini. Non dimentichiamoci che dietro ai grandi nomi ci deve essere un buon vino, altrimenti è tutto inutile. E da questo punto di vista siamo molto soddisfatti perché i vini piacciono ai giocatori, ma soprattutto sono piaciuti a tutti e questo ci rende estremamente fiduciosi nella riuscita del progetto.