Ag&FoodTech, ecco dove stanno puntando gli investitori. Il report di AgFunder

Crescono gli investimenti nel settore Ag&FoodTech. Nella prima metà del 2017 sono stati investiti 4,4 miliardi di dollari con una crescita del 6% anno su anno. Continua a tirare il food delivery, ma il vero boom lo sta facendo l'indoor farming e l'allevamento di insetti. Tutti i dati del report AgFunder

Il settore AgTech e FoodTech, che racchiude le aziende innovative lungo tutta la filiera agroalimentare, è una nicchia quando si parla di investimenti in startup e acquisizioni. Ma è una nicchia in crescita che nella prima metà dell’anno ha registrato un aumento degli investimenti del 6% con 4,4 miliardi di dollari usciti dalle tasche di fondi e corporation.

Se il 2015 è stato l’anno d’oro, con 8,3 miliardi investiti, il 2016 ha visto un crollo a 6,9 miliardi. Ma quest’anno si dovrebbe tornare a crescere con 8,8 miliardi di dollari di investimenti previsti. A crollare sono invece i deal chiusi, che segnano un -27%, una tendenza che era già iniziata l’anno scorso.


Ma dove puntano gli investitori?

A farla da padrone è il food delivery che da solo cuba il 37% degli investimenti del settore, pari a 1,7 miliardi di dollari. E’ in questo segmento anche il più grosso deal chiuso nella prima metà di quest’anno. Si tratta di Ele.me, una piattaforma cinese che consegna piatti pronti acquistati online. Si tratta del primo (e fino ad oggi unico) unicorno dall’inizio dell’anno nel settore agro-food. Mentre l’azienda tedesca Delivery Hero ha raccolto 421 milioni in maggio, un mese prima di quotarsi in Borsa a Francoforte per 5,1 miliardi di dollari.

Ele.me primo (e fino ad oggi unico) unicorno dall'inizio dell'anno nel settore agro-food

Il secondo segmento più attivo é quello dell’eGrocery, l’acquisto online di cibo non cucinato. La startup Instacart, con sede negli Usa, ha incassato 400 milioni di Serie D. Ad aggiudicarsi il terzo posto è il settore Agribusiness Marketplaces. Con questo termine si indicano tutte le piattaforme in cui gli agricoltori possono comprare o vendere prodotti disintermediando gli attori della filiera classica. Parliamo di fertilizzanti, agrofarmaci, prodotti assicurativi (lato B2B) oppure cibo (lato B2C). Nella prima metà del 2017 il settore ha incassato 301 milioni, pari al 7% del totale, con 19 deal chiusi.

I settori in ascesa

Al quarto posto una vecchia conoscenza, le biotecnologie agrarie, che hanno cubato 262 milioni di investimenti. In questo segmento storico ci si sta spostando dai classici ogm, ad investimenti in nuovi prodotti come biopesticidi, biostimolanti, microrganismi utili e simili. Segue il segmento Online restaurants & Mealkits con il 6% degli investimenti. Parliamo di FoodBox con gli ingredienti predosati e ristoranti che consegnano direttamente il proprio cibo a casa.

Il 2017 ha visto un boom nella crescita dei Novel Farming System, sotto questo cappello troviamo le vertical farm (come Plenty ne abbiamo parlato qui), ma anche gli allevamenti di insetti (con Protix che ha incassato il deal più grande, 50milioni) o di alghe. Il settore ha visto una crescita del 560% degli investimenti per un totale di 198 milioni.

Sui 200 milioni di capitale movimentato si piazza anche il precisione farming, la gestione cioè digitale delle imprese agricole con l’uso di sensori, droni e software di supporto alle decisioni.

Il AgTech

Se il settore FoodTech raccoglie i tre quarti degli investimenti quello AgTech si difende bene: nella prima metà del 2017 ha incassato 1,13 miliardi di dollari di investimenti con alcuni grossi deal chiusi a fine estate (e quindi non riportati nel report). A far salire la quota sono stati Climate Corporation, controllata da Monsanto, che ha acquisito HydroBio e l’indiana Jain che ha rilevato l’australiana Observant.

Secondo AgFunder ci si puó aspettare che le grandi aziende del settore inizino ad operare maggiori investimenti. Fino ad oggi infatti solo il 2% dei soldi messi sul piatto arriva dalle corporation del settore. Parliamo ad esempio dell’acquisizione di Blue River Technology da parte di John Deere per 305 milioni di euro e di Granular da parte di DowDuPont per 300 milioni. Ad oggi le imprese investono direttamente, partecipando a fondi, oppure attraverso la creazione di vc funds controllati, che secondo AgFunder oggi sono in tutto 24.

Stupisce infine che il fondo più attivo sia quello di Google. GV ha chiuso quattro deal in sei mesi investendo nelle immagini satellitari, nell’ecommerce agricolo, nell’indoor farming e nella robotica.