Aldo Benassi

Nov 3, 2017

Gourmicious, la piattaforma che ti porta lo chef a casa

Prima di essere inserito nella piattaforma, ogni chef viene valutato da un team di giudici che verificano le reali qualità del proponente. Abbiamo intervistato Daniele Buzzurro, Business Advisor di Gourmicious

Gourmicious, nome che proviene dalla crasi tra le parole gourmet e delicious, è la prima piattaforma di chef delivering al mondo fondata da Sude Khanian e sviluppata dalla sua startup canadese Connekt Resources Inc. “A noi piace definirlo come l’Airbnb degli chef”, afferma Daniele Buzzurro, Business Advisor di Gourmicious.

Uno chef per cene a domicilio

Grazie a questa piattaforma è possibile ingaggiare chef di medio e alto livello per delle cene a domicilio o per degli eventi privati, aiutandoli a condividere le loro abilità culinarie. Allo stesso tempo, per chi cena è possibile scoprire l’arte della cucina in modo personalizzato anche considerando che in molti casi gli ingredienti sono procurati dagli chef stessi: “Tra le varie specifiche, puoi indicare anche il numero massimo di persone da servire, se gli animali sono ammessi nell’ambiente in cui lavori o se è permesso fumare” spiega Buzzurro.

Prima di essere inserito nella piattaforma, ogni chef viene valutato da un team di giudici che verificano le reali qualità del proponente e al momento le adesioni sono possibili solo su invito: “Si può entrare come chef o clienti solo su invito perché in questa fase vogliamo mantenere alto il livello qualitativo del prodotto e del servizio. L’invito può arrivare dallo chef, da chi mette a disposizione la o le location o anche dal semplice utilizzatore della piattaforma. Non ci sono solo chef, ma anche pasticcieri per chi ha bisogno solo del dessert”, sottolinea il Business Advisor di Gourmicious.

Le prime adesioni da Roma da Rapallo

Come accade con Airbnb, gli chef hanno dei termini di cancellazione più o meno restrittivi e la possibilità di ingaggiare uno chef o affittare una location settimanalmente o mensilmente. Gourmicious è operativa su scala mondiale, in Italia le prime adesioni sono arrivate da Roma e dalla Calabria, mentre un evento ripreso anche dal giornale locale si è svolto nel comune ligure di Rapallo. La policy inerente alle commissioni trattenute dalla piattaforma è diversificata: “Genericamente è il 10%, ma si riduce al 5% per gli iscritti che si sono classificati con lo status di superhost. Questo status si raggiunge automaticamente nel momento in cui si risponde velocemente a domande e/o richieste e si hanno in attivo 4 o più recensioni sulla propria scheda” afferma Buzzurro.

Ma lo stato di superhost può essere assegnato anche manualmente da Gourmicious sulla base delle loro valutazioni su altre piattaforme o di altri risultati professionali: “Alcuni degli chef che si sono registrati sono stati dei partecipanti di Masterchef, altri hanno lavorato per la famiglia Reale e altri ancora hanno ricevuto alti riconoscimenti sul campo”.

La exit strategy di Gourmicious

Quali saranno i prossimi passi di Gourmicious? “Abbiamo delle exit strategy molto chiare, ma non seguiremo il tradizionale ciclo di vita delle startup. Il nostro obiettivo principale in questo frangente è di rimanere coerenti con la nostra vision, senza che eventuali investimenti esterni possano condizionarne il cammino in cambio di grandi guadagni a breve o medio termine. Di conseguenza non vogliamo diventare un soggetto noto al grande pubblico nell’immediato e anche se stiamo ricevendo offerte da altri business angel interessati, il nostro mercato di riferimento è in grado di comprendere e condividere i nostri valori”, conclude Buzzurro, che aggiunge: “La nostra politica esclusiva è che quel che succede dentro Gourmicious, rimane in Gourmicious, anche perchè le caratteristiche del servizio verranno implementate nel prossimo futuro. Gli interessati sono i benvenuti per entrare e vedere come viene messa in azione l`interazione social tra gli chef andando su http://blog.gourmicious.com e riempiendo il form, sempre tenendo a mente che non tutte le richieste sono accettate, ma c` è bisogno di essere chef o esperti di cucina”.