Sara Moraca

Sara Moraca

Ott 20, 2017

Quomi ha chiuso un round da 600K. “Ora puntiamo a prodotti in esclusiva mondiale”

I due fondatori arrivano da un'esperienza internazionale e ora puntano a lanciare prodotti in esclusiva mondiale. Intervista

“Siamo live dal 2016, abbiamo lavorato e testa bassa e forse abbiamo raccontato poco di noi finora”, esordisce sorridendo Daniele Bruttini, co-founder con Andrea Bruno di Quomi, la startup che propone una soluzione innovativa di “meal kit delivery” e ha da poco chiuso un round di 600.000 euro. Andrea e Daniele arrivano da un passato di consulenza nel digitale e si sono conosciuti a Berlino, lavorando per Zalando. “Quando siamo entrati in Zalando, la società spediva poche centinaia di pacchi verso l’Italia; quando siamo andati via ne spediva circa 10.000. Si è trattata di un’esperienza importante, ma dopo due anni e mezzo era ora di cambiare”, racconta Bruttini. “Sentivamo il desiderio di tornare in Italia e avere qualcosa di nostro”, aggiunge Bruno.

I due founder lo confessano senza vergogna: per il proprio business model si sono ispirati a quello di altre due startup, HelloFresh e Blue Apron. Il modello è semplice:  si effettua la spesa pensando alla ricetta finita e l’utente riceve poi a casa tutto quel che serve per preparare una certa pietanza. Quomi consegna ingredienti freschi e già dosati, per cucinare facili e gustose ricette.  La startup ispira i propri clienti proponendo loro ricette, fa la spesa per loro in giro per l’Italia e la consegna a casa o in ufficio in comode scatole ogni settimana.

L’esperienza internazionale e in altre startup

Si tratta di un modello lontano dal food delivery, come Foodora e Deliveroo, e dal grocery shopping, come Supermercato24. “Le caratteristiche sono davvero interessanti, sia in termini di scalabilità che sostenibilità, che non era stato ancora scelto da nessuno in Italia”, precisa Bruttini. A metà del 2015, i due imprenditori hanno lasciato il proprio impiego e fino alla fine dell’anno hanno lavorato per avviare la  propria value chain.

Entrambi trentatreenni, i due imprenditori hanno alle spalle un’esperienza internazionale e solide competenze manageriali affinate grazie all’avvio di altre startup, come Energiachiara.it.

Quomi ha già attirato l’attenzione dei grandi marchi del food italiano e non solo tra cui Barilla, Perugina, Delicius e Caffè Vergnano. Anche Digital Magics aveva puntato sulla startup in passato e il round appena chiuso è la conferma dei risultati raggiunti dalla startup: una catena del valore solida e scalabile, con fornitori di prima qualità. “Il round è stato costruito da business angel, non  sono stati coinvolti fondi o soggetti istituzionali”, precisa Bruttini.

La prossima frontiera

600.000 euro sono una bella cifra per il mercato italiano, ma sono peanuts se proiettati sul contesto internazionale. “La nostra forza sono le partnership di prima qualità che siamo riusciti a costituire. Ora stiamo lavorando a prodotti di cui avremo l’esclusiva mondiale, prima tra tutti una pasta ingegnerizzata di cui non è possibile svelare alcun dettaglio per ora, ma che è in linea con i prodotti che desidera la nostra clientela: innovativi e di prima qualità”, conclude Bruno.