Sara Moraca

Sara Moraca

Ott 13, 2017

Il sensore IoT che “traccia” i prodotti freschi sviluppato da un ricercatore italiano

Dal Politecnico Federale di Zurigo la soluzione che permette di seguire il prodotto fresco dal produttore alla tavola del consumatore

La fase di trasporto del cibo è un momento cruciale, soprattutto per i freschi. Stando alle stime FAO, alla fase di trasporto e distribuzione si può ricondurre il 13% dello spreco globale di cibo. I freschi devono essere mantenuti a una temperatura costante, durante l’intero trasporto. Per monitorare con precisione e a distanza i parametri necessari, i ricercatori del Politecnico Federale di Zurigo hanno sviluppato dei sensori biodegradabili, che possono tracciare il prodotto fresco dal produttore alla tavola del consumatore. Il sensore è una sorta di adesivo, che può essere apposto al prodotto ed essere ingerito in modo sicuro dagli umani, grazie alla sua biodegradabilità. Il dispositivo è stato descritto in uno studio pubblicato sulla rivista Journal od Advanced Material, il cui primo autore è Giovanni Salvatore,  di origini molisane e oggi ricercatore al Politecnico di Zurigo.

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Lo studio

Il team di Giovanni Salvatore è riuscito a realizzare un sensore di soli 16 micrometri di spessore (per avere un’idea della misura: un capello umano è 100 micrometri circa), i cui filamenti sono di magnesio, un componente essenziale della dieta quotidiana. Per realizzare il filamento, il team di ricerca ha utilizzato anche due composti chimici innocui (l’anidride siliconica e il nitruro) e un polimero compostabile realizzato con amido di mais e patate, che funge da collante per l’intero dispositivo. Il sensore è flessibile, ovvero può essere allungato, piegato, sgualcito, senza che ci siano conseguenze sulla sua funzionalità o integrità. La ricerca è attualmente in corso e a breve potrebbero esserci nuovi sviluppi.