Cambiare di poco la propria dieta permette di vivere 20 anni in più. La ricerca

Un ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine, che ha individuato una correlazione tra riduzione di mortalità e piccole variazioni nelle proprie abitudini alimentari

Piccoli cambiamenti nell’alimentazione possono allungare la vita fino a vent’anni. Non si tratta di cambiamenti radicali, ma di modificare anche di poco le proprie abitudini, consumando meno carne, più verdure e cereali integrali. Questo è quanto rivela una ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine, che ha individuato una correlazione tra riduzione di mortalità e piccole variazioni nella proprie abitudini alimentari. La ricerca è stata condotta su 74.000 americani e ha valutato la relazione tra due fattori principali: essere passati a una dieta equilibrata per un periodo di 12 anni (dal 1968 al 1998) e i tassi di mortalità nei 12 anni successivi, dal 1998 al 2010.

Uno studio su 74.000 americani

Lo studio ha preso in esame tre tipologie di regime alimentare, tra cui la dieta mediterranea. I soggetti che hanno cambiato le proprie abitudini alimentari per seguire una dieta più sana presentavano un rischio di morte precoce sensibilmente più basso rispetto a chi non aveva effettuato questa scelta. Per essere precisi, il gruppo che aveva cambiato del 20% la propria dieta seguendo un regime alimentare migliore, a vent’anni di distanza dimostrava una riduzione della mortalità fino al 17%.  La ricerca è anche riuscita a dimostrare che chi peggiorava la qualità della propria dieta aumentava il proprio rischio di mortalità.

A ognuno il suo regime alimentare

Il grande pregio dello studio, rispetto ad altre ricerche che lo avevano preceduto, è di non essersi limitato ad analizzare l’impatto di un singolo alimento su una causa di mortalità precisa, ma di aver relazionato tre stili alimentari sulla mortalità complessiva. “I nostri risultati evidenziano i benefici a lungo termine che si possono ottenere grazie al miglioramento del proprio regime alimentare, con un’enfasi sui modelli dietetici generali piuttosto che sui singoli alimenti o nutrienti. Un modello di alimentazione sana può essere adottato in base alle preferenze e alle condizioni di salute dei singoli individui. Non esiste una dieta adatta a tutti i soggetti “, ha dichiarato Frank Hu, professore e presidente del Dipartimento di Nutrizione dell’ Harvard Chan School e primo autore dello studio.

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