Scatti la foto e hai la ricetta: il MIT sta realizzando lo “Shazam dei cibi”

Il progetto pic2recipe punta a usare le reti neurali per capire gli ingredienti presenti in un cibo partendo semplicemente dalla sua immagine

In qualche episodio di Masterchef, ai concorrenti è stato chiesto di riprodurre una pietanza semplicemente guardando il piatto pronto. Capire ingredienti, dosi e tempi di cottura osservando il prodotto finito senza conoscerne la ricetta è una dote da cuochi esperti, non certo da tutti. Tuttavia il Massachussett Institute of Technology sta cercando di trovare un modo per conoscere le fasi di preparazione di qualsiasi cibo dalla sua foto. Dopo gli origami di pasta che diventano penne e maccheroni una volta messi nell’acqua, il MIT continua con le innovazioni nel settore culinario, e questo progetto potrebbe essere molto d’aiuto a chi vuole tenere sotto controllo le proprie abitudini culinarie o condurre una dieta specifica: il team pic2recipe sta sperimentando un algoritmo che usa le reti neurali per decifrare la ricetta di qualsiasi cibo semplicemente fotografandolo e confrontandolo con altre foto tratte dai social media.

Un database con oltre 100 foto

Il progetto è ancora in fase di costruzione: al momento è in grado di definire correttamente la ricetta dei prodotti nel 65% dei casi, perché le immagini spesso non sono abbastanza nitide oppure foto degli stessi cibi non sono abbastanza “simili” per essere riconosciute ed accomunate dal software. Il progetto pic2recipe si appoggia a Food-101 Data Set, un algoritmo per identificare il cibo scritto nel 2014 da un team di scienziati svizzeri che hanno usato un database di oltre 100 mila foto di cibi. A questo database si aggiunge un bagaglio di foto tratte dai più popolari siti di cucina e food come All Recipes and Food.com.

Il muffin sì, il sushi no

Secondo l’autore del progetto Nick Hynes, il problema delle foto su internet è la variazione degli stili che le foto assumono a seconda di chi le scatta, che rende difficile al sistema l’identificazione.

Il progetto ha dato buoni risultati soprattutto per determinate tipologie di dolci, come i muffin, mentre per prodotti come il sushi o i frullati l’algoritmo fa più fatica a capire come sono stati realizzati.

Insomma, c’è ancora parecchia strada da fare prima di poter avere sul telefono lo “shazam del cibo” ma al MIT ci stanno lavorando, anche perché, oltre ai foodies, un’app del genere potrebbe essere utilissima a chi soffre di allergie o chi deve attenersi ad alcune restrizioni alimentari.

@carlottabalena

Calenda: “Tassare i robot? Bisogna governare la rivoluzione” I temi del G7 e dell’I-7 di Torino

Si apre il sipario sulla “Innovation Week italian”: sei giorni alla Reggia di Venaria, nei quali i ministri si trovano per parlare di industria, scienza e lavoro. Parallelemente al G7 si è aperto anche l’I-7 il summit guidato da Diego Piacentini e che riunisce 48 esperti di innovazione provenienti da tutto il mondo

Blockchain, tutto quello che c’è da sapere sulla tecnologia alla base dei bitcoin

Anche chi non condivide fino in fondo l’entusiasmo dei due autori canadesi, non può essere cieco di fronte alla capacità della tecnologia di adattarsi a un’infinità di usi in campi diversissimi tra loro: dalla finanza, al retail, passando per assicurazione e sanità. Ecco una guida per capire cos’è la blockchain e perché rappresenta il futuro della Rete

Parole O_stili, il manifesto per la cultura digitale arriva in classe

In pochi mesi è nato un movimento virale che vuole cambiare il modo di comunicare in rete. Il Manifesto si sta diffondendo nelle classi anche grazie alle agende che Mondadori Education ha realizzato in collaborazione con Parole O_stili

Cyber Mid Year Report, fra tendenze e nuove minacce. Le contromisure dell’Europa

La UE si mobilita con iniziative concrete per fare fronte ai continui attacchi informatici. Ecco cosa emerge dai report di metà anno di Cisco, Check Point, Security on Demand e della National Association of State Chief Information Officers (NASCIO)