Simone Cosimi

Simone Cosimi

Lug 29, 2017

Come Instagram ha cambiato il design dei ristoranti. L’inchiesta

Spazi più luminosi, murales, segni distintivi potenzialmente virali, pavimenti, menu pieni di "unicorn food": un'inchiesta racconta le tendenze dell'architettura socialguidata

I social network hanno cambiato i ristoranti? Se sì, come? The Verge ne è fortemente convinto. Tanto da aver pubblicato una singolare e divertente inchiesta intorno alle ricadute di una piattaforma come Instagram – reginetta incontrastata di tutto ciò che incrocia moda, cibo, tendenze, design – sulla progettazione e l’arredamento degli spazi in cui si mangia. Ma soprattutto sul fascino esercitato sugli influencer e, a cascata, sull’utenza più giovane e sensibile a questi richiami.

Come cambiano bar e ristoranti

Gli spazi fisici, almeno in alcuni casi riportati come esempio nell’indagine, si sono riconfigurati per fare in modo di diventare virali. O almeno, landmark digitali negli account degli utenti. In modo da poter ispirare e spingere a scattare il maggior numero di foto possibili. Dai segnali e dalle scritte al neon alle pareti costellate di piante tropicali fino a pavimenti ricercati e personalizzati, murales, pezzi d’arredo particolari. Senza considerare, ovviamente, tutto quello che riguarda i menu dove ormai da mesi fioccano i cosiddetti “unicorn food” (quelli colorati con le tinte arcobaleno) spesso pensati dagli chef proprio con la testa al social fondato da Kevin Systrom.

Il Delarosa di San Francisco

Ci sono anche studi specializzati, come il Paperwhite, nella riconversione social dei ristoranti e degli altri tipi di locali dedicati al cibo. Progettano di tutto: dalle bustine di zucchero ai menu passando per gli slogan e i graffiti. San Francisco, senza sorprese, è una delle capitali di questo fenomeno, con una serie di posti come Media Noche, la pizzeria Delarosa, il bar Barzotto, la catena di burger Super Duper. Tutti posti su cui ha messo le mani la designer Hannah Collins.

Il Media Noche di San Francisco

Una dinamica inedita

The Verge fa notare che in fondo non è una novità. I ristoratori hanno sempre fatto di tutto per rendere attraenti i loro spazi. Ciò che è cambiata è ovviamente la dinamica: ora occorre pensare alle mode e alle ricadute social, prima si andava a gusto, tendenze generali, stile dell’architetto o dell’arredatore. Se non del ristoratore stesso.

Altre caratteristiche sono ovviamente l’ampia luminosità dei luoghi, per favorire scatti adeguati ai sensori degli smartphone, stampe, attenzione ai bagni, stencil. Non a caso il ristorante (pseudo)cubano Media Noche è diventato in men che non si dica, dallo scorso marzo, un magnete social, visitatissimo dagli influencer della città. Che ovviamente hanno postato i suoi elementi distintivi a ripetizione attirando anche turisti stranieri.

Uno scatto al The Riddler, sempre a S.F.

I locali

Fra gli altri locali citati dall’inchiesta, qualora foste in giro per gli Stati Uniti, il Love&Beach a Manhattan Beach, in California, il Mother of Pearl all’East Village di New York, The Good Sort a Chinatown e La Pecora Bianca sempre nella Grande Mela e The Riddler e Bellota ancora a San Francisco.